16/12/2025
✨️Timeless Tails✨️
- Quando il Mastino parlava al mondo -
C’erano tempi in cui il Mastino Napoletano non era una comparsa, ma una presenza.
Tempi in cui, lontano da Napoli, in una Mosca del 2000, si radunavano cento soggetti in un solo evento. Non per moda, non per spettacolo, ma per confronto. Per capire, discutere, chiarire cosa fosse davvero questa razza antica.
Si parlava di tipo, di testa, di costruzione, di selezione.
Si ascoltava chi aveva visto generazioni di mastini nascere, crescere, fissarsi.
Il Mastino era stimato nel mondo perché era riconoscibile, coerente, rispettato.
Rileggere oggi quelle parole fa male.
Perché raccontano un tempo in cui il Mastino era cercato, non improvvisato.
Studiato, non semplificato.
Difeso, non svenduto.
E allora la domanda viene naturale — ed è una domanda scomoda:
torneremo mai a quello splendore?
Forse non è una domanda sul futuro.
Forse è una domanda su di noi, adesso.
Timeless Tails — perché alcune storie non invecchiano, ma ci giudicano.
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Di seguito il testo originale estrapolato dalla rivista periodica 'O CANE 'E PRESA - giugno 200
Premessa di introduzione, analisi e recupero storico a cura di Mario Vella
******** O CANE ’E PRESA ********
CONSIDERAZIONE SUL CAMPIONATO DELL’ANNO DEL MASTINO NAPOLETANO IN RUSSIA A MOSCA. PRESENZE 100 SOGGETTI. 27/5/2000
La sera precedente la manifestazione di cui sopra l’interprete, Dott. Mila Serova, comunicava in maniera accorata:
“Vengono da molto lontano, dalla Siberia, dagli Urali, dall’Ucraina; ci sono idee confuse su come va interpretata questa razza e vorrebbero chiarimenti direttamente da un giudice del paese d’origine della razza medesima”.
Il giorno successivo con molta calma e precisione ho definito nella maniera più aderente allo standard il tipo del mastino napoletano. Per “tipo” intendo l’insieme delle caratteristiche peculiari della razza per ciò che si riferisce alla testa dei soggetti. Riepilogando in breve muso quadrato inscrivibile in un cubo inserito in un arco cubo in cui è circoscritto il cranio, tutti e due connessi dallo stop abbastanza pronunciato. Quindi: massima larghezza del muso e massima larghezza bizigomatica. Rughe sulla fronte nel momento di attenzione del cane, ruga che dalla zigomatica scende all’occhiello della commessura labiale, particolarmente marcata in queste razze, rughe sulla canna nasale che scendono poi sul muso; rughe comunque spesse marcate, scolpite, parallele, giogaia divisa, cranio largo e superiormente piatto. In base alle suddette cognizioni precise è stata stilata la classifica per ogni classe. Come si sarà notato in ognuna sono stati anteposti i soggetti con queste caratteristiche imprescindibili di tipo.
Mi è piaciuto molto il giovane che è arrivato primo figlio del migliore di razza, secondo me un Boggetto che può vincere anche in Italia. Trovo pure interessante il maschio vincitore in libera di taglia non grande ma molto rassomigliante come tipo a due celebri cani del nostro passato, il Ch Sahib di ponzano ed il Ch Tomesi di Antonio Sorbo di Napoli. Complimenti pure al soggetto maschio vincitore in classe campioni: imponente e tipico. Le femmine concorrenti in finale per la migliore femmina sono tutte di ottimo livello, la migliore a mio avviso, e quella con le orecchie integre e che ho proclamato migliore femmina.
Per fare un grande accoppiamento servono delle femmine molto importanti per la razza. La femmina, infatti, sia nei cani sia nei cavalli dà il 60% nella discendenza quindi, per fare una cucciolata importante, serve una femmina di grande tipo sia di testa che di struttura.
Il maschio in classe vincitori che ho proclamato migliore di razza, Masaniello da Mexicano per Olga è a mio avviso un cane di tipo molto marcato con ottima posizione degli occhi ed espressione di razza, muso enorme, grande taglia, grande ossatura: mi ha impressionato veramente molto. I miei complimenti vanno alla costruzione dei vostri mastini che è, in genere, particolarmente corretta nei punti deboli e cioè appiombi anteriori e linea dorsale. Evidentemente voi usate mangimi di ottima qualità che dati da tre mesi fino a 10-12 mesi sviluppano i vostri soggetti senza problemi. Non ho parlato del movimento ma per lo più quando un cane è ben costruito non dà problemi in questo senso, tutti i soggetti esposti sono stati fatti camminare e i risultati sono stati ottimi.
Desidero riportare alcuni consigli di accoppiamento. Non è facile che un soggetto importante, magari importato, realizzi in prima generazione un figlio campione. In genere bisogna saper usare la tecnica del “line breeding” che gli anglosassoni conoscono molto bene: il maschio un importante oltre ad essere accoppiato con una femmina di ottimo livello di tipo, come già ho precisato, può essere pure accoppiato con una sua nipote, cioè figlia di un suo figlio o di una sua figlia, come pure possono essere accoppiati due figli dello stesso maschio ma di madri differenti nonché il migliore figlio maschio del soggetto importante con la migliore nipote femmina. Tutti questi tipi di accoppiamenti si chiamano “line breeding” ed in genere in questa maniera vengono “fissate” molte razze di cani in tutto il mondo. Comunque nella maniera anzidetta, cioè in consanguineità moderata, non vanno accoppiati soggetti con lo stesso difetto ma bensì con il pregio opposto. Quando invece il pedigree risulta troppo consanguineo si usa l’“out crossing” cioè l’accoppiamento fuori linea, che in genere rompe tutto l’equilibrio precedentemente costruito; poi si ritorna sempre al “line breeding” con una delle due linee dei genitori.
Vorrei darvi un altro consiglio: ho sentito alcuni di voi che parlavano di soggetti importati o importabili da varie nazioni. L’origine del mastino napoletano è Napoli e se dovete importare maschi o femmine per insanguare la nostra razza vi consiglio, andare direttamente all’origine. Preciso comunque che io non allevo mastino napoletano. Sono di antica famiglia napoletana, seguo questa razza da 45 anni. Già a 15 anni fuggivo di casa all’insaputa di tutti e mi recavo in treno a Napoli per assistere all’esposizione speciale. Sovente ho visitato gli allevatori che hanno fatto la storia della razza, in merito non manco di ricordare: Francesco Manno (zio Francesco), Don Paolino Scuoti, Mario Overci, Antonio Sorbo, De Rigi il notaio, Antonio Pannico e tanti altri mastinari indimenticabili, così simili a voi, così infervorati e affascinati da questa razza “vecchia” di 4000 anni, come dimostrano i bassi rilievi assiri o babilonesi di Ninive.
Per ciò che si riferisce hai miei rapporti con gli amici russi ricorderò che in sei mesi ho giudicato quattro esposizioni. Mi trovo molto bene con voi, la vostra profonda umanità e cultura è da me molto apprezzata comunque un monito. Se ci dobbiamo abituare a sempre maggiori cinismi cinofili a livello europeo l’allevamento deve essere pertinente, preciso e ben impostato. Auguri sentiti per l’allevamento in Russia di questa “nostra” razza che ormai è anche “vostra”.