Volterra Wedding Photographers

Chiama Indicazioni Sito Web

Volterra Wedding Photographers Wedding Photographers in Volterra, Tuscany

https://linktr.ee/volterrawedding Simone Stanislai
Antonio Bartalozzi

Siamo due giovani professionisti dell’immagine, due personalità sensibili e scrupolose, due punti di vista sul mondo. Crediamo che valga ancora la pena raccontare delle storie attraverso le immagini e confidiamo nel fatto che queste storie possano sfidare il tempo. Vantiamo un’esperienza poliedrica nell’ambito della ricerca fotografica, fatta di curiosità, sensibilità, istinto e conoscenza tecnica dei mezzi. La fotografia per noi è passione, necessità espressiva, sensazione, vita: da questo speciale amalgama nasce Volterra Wedding Photographers.

Una riflessione sulla fotografia di matrimonio contemporanea Quanto siamo ancora disposti a scegliere, oggi? Scegliere c...
30/08/2026

Una riflessione sulla fotografia di matrimonio contemporanea

Quanto siamo ancora disposti a scegliere, oggi? Scegliere che cosa pubblicare e che cosa tenere per noi. Scegliere di non seguire una moda, anche quando temiamo di rimanere indietro o di restare fuori. Scegliere di non realizzare la fotografia che sappiamo prenderebbe molti like. Oppure realizzarla, ma soltanto perché ci appartiene davvero. Scegliere un linguaggio forse meno redditizio, se ci rappresenta maggiormente, oppure accettare qualche compromesso per continuare a vivere del nostro lavoro. E anche scegliere di imparare da chi fotografa diversamente da noi, senza per questo diventare come lui. Superati i quarant’anni, io non sto più semplicemente decidendo quale stile fotografico mi piace. Sto cercando di riconoscere quale fotografo voglio essere.

Viviamo in un mercato e vendiamo un servizio. Per chi vive di fotografia è necessario essere appetibile, contemporaneo, visibile. I compromessi fanno parte del mestiere e fingere il contrario sarebbe ingenuo. Ma vorrei che la logica del consumismo e del fast fashion non entrasse anche nella fotografia, producendo linguaggi destinati a invecchiare nel momento stesso in cui passa la moda che li ha generati.

Non c’è niente di sbagliato nel mosso, nella grana, nel bianco e nero, nel flash diretto, nelle inquadrature inclinate, nel grandangolo usato vicinissimo ai soggetti o nel ritorno dell’analogico. Ogni scelta può essere autentica, se nasce da una visione e da una sensibilità reali. Il problema comincia quando quel linguaggio viene adottato perché appartiene all’immaginario più riconoscibile del momento, perché lo abbiamo visto ripetere sui social o perché pensiamo sia ciò che il mercato desidera.
Anche il reportage può diventare una posa.
Anche la fotografia storta può diventare maniera. Anche l’imperfezione può trasformarsi in un’altra forma di perfezionismo, se cerchiamo di apparire imperfetti perché oggi l’imperfezione è diventata desiderabile.

Il punto, quindi, non è Vogue contro reportage, il 50 mm contro il 35, il flash contro la luce naturale, la fotografia costruita contro quella spontanea. Il problema nasce quando il linguaggio precede ciò che abbiamo davanti. Quando non fotografiamo più una persona cercando di comprenderla, ma cerchiamo una persona che possa entrare nella fotografia che abbiamo già deciso di fare.

Io credo che la forma, l’estetica, l’eleganza contino, eccome. Una grande fotografia documentaria possiede spesso una costruzione formale straordinaria. Ma la forma dovrebbe servire ciò che stiamo dicendo, non sostituirlo. Un cestino può disturbare un’inquadratura e, quando posso, anch’io lo sposto. Una stanza in disordine con bottiglie, valigie, vestiti, asciugamani sparsi ovunque non è certo il background perfetto per una bella composizione. Ma se per ottenere una fotografia perfetta devo eliminare progressivamente tutto ciò che rende vera una situazione — gli oggetti, le imperfezioni, i gesti sgraziati, le persone che non stanno bene nell’inquadratura, le espressioni poco fotogeniche — prima o poi devo chiedermi che cosa sto fotografando. Quel matrimonio o l’idea di matrimonio che voglio rappresentare?

Per me è quasi una forma di etica documentaria: la fotografia dovrebbe essere al servizio dell’esperienza, non l’esperienza al servizio della fotografia. C’è una bella differenza tra una bella fotografia e una buona fotografia.

Questo non significa che non si possa dire a una coppia: “Venite cinque minuti qui, perché la luce è bellissima”; sistemare una fotografia di gruppo o dare qualche indicazione a chi non sa come muoversi. Anche il purismo diventerebbe un’altra gabbia. Si tratta, piuttosto, di stabilire una gerarchia. Prima vengono le persone e ciò che stanno vivendo. Poi viene la fotografia, almeno per me.

Probabilmente non sarò mai un fotografo da copertina di Vogue. Non è il mio mondo e ne sono consapevole. So però che le persone che mi scelgono, alla fine della giornata, sono felici anche perché hanno potuto vivere ciò che stava accadendo con serenità e libertà. Senza qualcuno intorno che dirigesse continuamente la loro esperienza, ma con una presenza capace di avvicinarsi, osservare e raccontare con attenzione, rispetto ed empatia. È questo il fotografo che vorrei essere.

Voglio avvicinarmi senza disturbare. Voglio accorgermi del dettaglio apparentemente insignificante che fra vent’anni potrebbe diventare prezioso. Voglio vedere e considerare anche le persone ai margini. Voglio poter lasciare qualcosa dentro l’inquadratura, se quella cosa appartiene alla realtà che sto raccontando di quello specifico giorno. Voglio che il mosso nasca, quando possibile, da 1/15 di secondo e da una scelta compiuta mentre qualcosa sta accadendo, non soltanto dall’applicazione successiva di un’estetica del mosso. Voglio cercare una forma, senza obbligare la vita ad assumerla.

Oggi, invece, troppo spesso le persone vivono il matrimonio affinché sia fotografabile. Preparano un dettaglio affinché sia instagrammabile. Noi realizziamo la fotografia affinché possa diventare un reel e poi realizziamo il reel affinché gli altri ci vedano mentre stiamo fotografando. Alla fine rischiamo di costruire una rappresentazione della rappresentazione della rappresentazione.
Mentre la vita, da qualche parte, continua ad accadere.

Non credo esista una soluzione semplice, né penso che la mia sensibilità sia l’unica possibile. Credo però che valga la pena continuare a domandarci se ciò che produciamo nasce davvero da noi oppure dalla paura di non essere più desiderabili.
Difendere la propria visione non significa chiudersi, rifiutare il presente o smettere di evolvere. Significa attraversare le influenze senza farsene inghiottire. Imparare senza imitare. Cambiare senza diventare irriconoscibili. Significa cercare un equilibrio tra forma e vita, estetica e verità, mercato e identità.

E provare a farsi scegliere non perché le nostre fotografie assomigliano a ciò che, in questo momento, viene considerato desiderabile. Ma perché, dentro quelle fotografie, qualcuno riesce ancora a riconoscere noi e se stesso.

Con stima e affetto verso tutti coloro che ci hanno scelto e ci sceglieranno ancora.

Simone - Volterra Wedding Photographers

Verso sera, la luce si fa più morbida, si fa quasi carezza, riscalda chi si attarda nello stupore, resta in compagnia di...
17/03/2026

Verso sera, la luce si fa più morbida, si fa quasi carezza, riscalda chi si attarda nello stupore, resta in compagnia di ciò che non ha bisogno di essere visto.

Valentina & Diego camminano tra le vigne,
con San Gimignano alle spalle e il giorno che lentamente si scioglie.

Si tengono per mano, tra il cammino fatto e quello che verrà e in quel gesto semplice
c’è già tutto.

💍 16.08.2025
📍 San Gimignano – La Cappuccina Country Resort

© 2025 Simone Stanislai - Volterra Wedding Photographers





Dopo le promesse, resta ciò che conta davvero:lo stare insieme. Valentina & Diego si sono presi il tempo di camminare, g...
17/03/2026

Dopo le promesse, resta ciò che conta davvero:
lo stare insieme. Valentina & Diego si sono presi il tempo di camminare, guardarsi, sorridere senza fretta tra le vie di San Gimignano.

Nessuna posa forzata.
Nessuna costruzione.

Solo gesti semplici, naturali, che parlano di complicità, leggerezza e fiducia.

È in questi momenti che tutto diventa reale.
Quando smetti di pensare alle fotografie
e inizi semplicemente a vivere.

💍 16.08.2025
📍 San Gimignano

© 2025 Simone Stanislai - Volterra Wedding Photographers





Non tutti i matrimoni nascono per essere grandi.Alcuni nascono per essere veri.Valentina & Diego hanno scelto una cerimo...
17/03/2026

Non tutti i matrimoni nascono per essere grandi.
Alcuni nascono per essere veri.

Valentina & Diego hanno scelto una cerimonia intima nel cuore di San Gimignano, circondati da pietra antica e da poche persone care.

Nessuna fretta.
Nessun rumore.
Solo presenza.

Un caldo pomeriggio estivo, la luce che accarezza i muri, e un legame che non ha bisogno di spettatori.

A volte, l’amore si sente più forte quando tutto il resto si fa silenzio.

💍 16.08.2025
📍 San Gimignano

© 2025 Simone Stanislai - Volterra Wedding Photographers





Indirizzo

Volterra
56048

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Volterra Wedding Photographers pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi