Foto Zanella

Foto Zanella Fotografia Grazie all'esperienza maturata Nicola e' tecnicamente preparato sia nel settore analogico che in quello digitale.

Nicola Zanella , titolare della ditta Foto Zanella dopo aver lavorato nel laboratorio fotografico del padre e poi alle dipendenze del negozio foto ottica Padrin di Vicenza ne rileva l'attivita' nell'Ottobre 2007 . Proprio in questo settore si specializza nel restauro delle fotografie e nel fotoritocco. Il suo entusiasmo e la sua passione lo rende motivato ,la sua competenza e creatività gara

ntisce a tutta la clientela il massimo risultato di bellezza ed eleganza a ogni servizio fotografico.Nel corso degli anni il negozio e il suo staff e’ diventato il punto di riferimento della zona . Nel corso dell’ultimo periodo sono state inserite nuove tecnologie per garantire immediatezza e velocità sui nuovi servizi alla nostra clientela . Ecco perché abbiamo deciso di collaborare con distributori nazionali ed internazionali di materiale fotografico leader nel loro campo. Il nostro lavoro ci ha aiutato a capire quali sono le dinamiche che lo animano. Sicuramente la disponibilità dei prodotti fotografici d’ora in avanti sarà di molto superiore a prima, e sarà nostra cura mantenere vivo il vostro interesse inviandovi, se vorrete, recensioni e newsletter sulle ultime uscite o sui prodotti in offerta. Oggi con orgoglio possiamo dire di poter offrire qualsiasi servizio in modo veloce e con la massima qualità . Grazie alla partecipazione a numerosi ed impegnativi corsi di aggiornamento siamo diventati dei veri e propri consulenti in grado di consigliare per il meglio sia sull’acquisto di una qualsiasi compatta che sull’acquisto di importanti e costose Reflex comprensive di corredo. La nostra ambizione e’ quella di crescere ancora , ma solo insieme a te……….

Idee regalo Calendari 2017
24/11/2016

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31/08/2016

ACCADDE OGGI: 31 agosto 1997. Muore Diana Spencer
La notte del 31 agosto 1997 muoiono in un incidente stradale avvenuto presso il Pont de l'Alma a Parigi, Diana Spencer, Dodi Al-Fayed e l'autista della loro macchina Henri Paul.
Sabato 30 agosto, a fine serata, Diana e Dodi partono dall'Hôtel Ritz di Parigi, in Place Vendôme, sulla loro Mercedes S280, seguendo la riva destra della Senna per raggiungere l'appartamento privato di Dodi. Poco dopo mezzanotte imboccano la galleria de l'Alma, seguiti da fotografi e da un cronista. La loro Mercedes, guidata da Henri Paul, si infrange contro il tredicesimo pilastro della galleria.
Nello schianto, Dodi Al-Fayed e l'autista Henri Paul muoiono sul colpo. Trevor Rees-Jones, guardia del corpo di Dodi, seduto sul sedile anteriore e il solo ad avere la cintura di sicurezza allacciata, è gravemente ferito ma sopravviverà. Lady D, liberata dal groviglio di lamiere, è ancora viva e dopo i primi soccorsi prestati dal dottor Maillez, per caso sul posto, viene trasporta da un'ambulanza all'ospedale Pitié-Salpêtrière, dove arriva alle 2 circa. A causa delle gravi lesioni interne, viene dichiarata morta due ore più tardi.
Nonostante la prima scelta di un funerale privato, poiché Diana non era più un'Altezza Reale, l'improvvisa e inaspettata reazione del popolo inglese, sgomento e in lacrime per la perdita dell'amata principessa, spinse la casa reale ad accettare le pubbliche esequie.
Nella foto, fiori e omaggi del popolo inglese per Lady Di a Kensington.

19/08/2016

Oggi festeggiamo la Giornata Mondiale della Fotografia!

Ricordiamo, infatti, che tutto ha avuto inizio con il dagherrotipo di Joseph Nicèphore Nièpce e Louis Daguerre nel 1837, processo ufficializzato dallo studioso e uomo politico François Jean Dominique Arago il 6 gennaio 1839 all’Accademia delle Scienze francese.

Ma è stato alcuni mesi dopo, il 19 agosto 1839, che il Governo francese acquista il brevetto, e Paul Delaroche annuncia che «Per concludere, la mirabile scoperta di monsieur Daguerre ha reso un servizio immenso alle arti.»

Auguri!!!
(foto: "View from the Window at Le Gras", Joseph Nicéphore Niépce, 1926)

05/08/2016

ACCADDE OGGI: 5 agosto 1962. L'attrice e s*x symbol, Marilyn Monroe viene trovata morta nella sua casa di Los Angeles.
Marilyn Monroe venne trovata morta nella camera da letto della sua casa di Brentwood, a Los Angeles, il 5 agosto 1962, all'età di trentasei anni. Il ca****re di Marilyn, che era privo di vestiti e con in mano la cornetta del telefono, fu scoperto da Ralph Greenson, che era stato urgentemente chiamato alle 3.30 dalla governante dell'attrice che si era preoccupata perché non riusciva a entrare nella camera di Marilyn; la porta era chiusa da dentro e, nonostante vedesse la luce accesa, non sentiva alcun rumore e nessuno rispondeva alle sue domande. Alcuni biografi ritengono però che siano trascorse cinque ore dal momento del decesso a quando vennero avvisate le autorità; in questo lasso di tempo, Marilyn sarebbe stata portata al Saint John's Health Center di Santa Monica, ma l'ospedale rifiutò di accettare il caso per l'eccessiva notorietà della vittima.
Secondo il dottor Thomas Noguchi, che eseguì l'autopsia, la morte di Marilyn era con "alta probabilità" un suicidio, dovuta a un'overdose di barbiturici; nel corpo dell'attrice trovò 8 milligrammi di idrato di cloralio e 4,5 milligrammi di Pentobarbital per 100 millilitri di sangue. L'incerta ricostruzione degli eventi di quella notte, la presenza non confermata di Bob Kennedy nella casa dell'attrice la sera prima della sua morte e alcune incongruenze nelle dichiarazioni dei testimoni e nel referto autoptico hanno dato adito a molteplici interpretazioni sugli eventi di quella notte e sulle cause della scomparsa dell'attrice. Tra le varie versioni formulate, venne ipotizzata la complicità dei Kennedy, che vedevano in Monroe, che si era detta pronta a confessare le loro relazioni con lei, una minaccia per la loro carriera politica oppure una vendetta della mafia americana nei confronti della famiglia Kennedy per alcune promesse fatte in campagna elettorale e non mantenute.

04/08/2016

Dorothy Counts, la prima ragazza di colore a frequentare una scuola per bianchi negli Stati Uniti, presa in giro dai suoi compagni alla Harry Harding High School nel 1957.

04/05/2016
01/05/2016

ACCADDE OGGI: 1 maggio 1994. Muore Ayrton Senna.
Il primo Maggio di 21 anni fa scompare Ayrton Senna durante il Gran Premio di San Marino corso a Imola. Nella foto è ritratta la Williams-Renault del pilota brasiliano diversi minuti dopo lo schianto. Ayrton è stato già portato all'ospedale di Bologna in elisoccorso. Sull'asfalto, all'esterno della fatale e pericolosa curva Tamburello, rimane il sangue del campione morente. Sono le 14 e 17 quando, a causa della rottura del piantone dello sterzo, la vettura di Ayrton prosegue ad oltre 200 orari contro il muro della Curva Tamburello. Nell'impatto, il puntone della sospensione destra penetra nella visiera del casco del pilota provocandogli un gravissimo e fatale trauma cranico. Ayrton spira alle 18 e 40 di quella domenica. Neanche 24 ore prima era scomparso l'austriaco Roland Ratzemberger, sconosciuto ai più, a causa di un tremendo urto alla curva Villeneuve durante le qualifiche. In suo onore Senna aveva deciso di portarsi nell'abitacolo una bandiera austriaca per sventolarla a fine gara. Purtroppo non andò così. In Brasile vengono proclamati 3 giorni di lutto nazionale. Migliaia di brasiliani si riversano il 5 Maggio all'aeroporto di San Paolo per salutare il loro campione di ritorno da Imola. Viene seppellito al cimitero Morumbi ed una targa sulla sua tomba recita una citazione presa dalla Lettera dell'Apostolo Paolo ai Romani 8,39: "Niente mi può separare dall'amore di Dio". Circa due mesi dopo, la nazionale di calcio brasiliana vincerà il Mondiale contro l'Italia dedicando la vittoria all'amato Senna. Nel suo testamento destinava parte del suo patrimonio in beneficenza. Infatti tutt'ora esiste un ente con il suo nome che raccoglie fondi per i bambini brasiliani bisognosi. A tal proposito Senna stesso affermava: "I ricchi non possono vivere su un’isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti la stessa possibilità". Grazie ad Alessandro Di Nardo per foto e didascalia!

26/04/2016

ACCADDE OGGI: 26 aprile 1986. Il reattore della centrale nucleare di Chernobyl esplode.
Il 26 Aprile 1986, una serie di esplosioni distrussero il Reattore N°4 della Centrale Nucleare di Chernobyl, lasciandosi dietro una nube di fuoco e fumo che ha bruciato per 10 giorni prima di essere domata da vigili del fuoco e militari. Più di 50 lavoratori e vigili morirono in quei giorni, ma la nube radioattiva si sparse per mezza Europa. Nelle vicinanze la radiazione arrivò a livelli così alti da dover evacuare tutti all'istante. Le stime sui morti dovuti alle radiazioni sono ancora molto difficili da stabilire con certezza, e vanno da un minimo di 4.000 ad un massimo di oltre 200.000. Enormi quantità di cemento sono state versate per seppellire il reattore, ma molto è già stato corroso e nel 2013 è stato creato il NSC (New Safe Confinement), che è una cassa di oltre 20.000 tonnellate, in acciaio, che dovrebbe contenere l'intera struttura per almeno il futuro prossimo. Davanti alla ciminiera si vede parte del reattore 4 ormai distrutto. Dietro la ciminiera, e molto vicino al reattore 4 c'è anche il reattore 3, che è stato fermato soltanto il 6 Dicembre 2000. Riguardo alle cause dell'incidente sono state pubblicate due tesi. La prima, contenuta nel rapporto pubblicato dalle autorità nell'agosto 1986, attribuiva la responsabilità interamente agli operatori dell'impianto. Un diverso giudizio fu espresso in un secondo studio pubblicato nel 1991, dove si evidenziava anche il ruolo delle gravi debolezze intrinseche di progettazione del reattore nucleare, e un elemento importante tra gli altri risultò essere un errore nella progettazione delle barre di controllo. La nube radioattiva si sparse presto su tutta l'Europa e negli anni seguenti migliaia e migliaia di persone sono morte o nate con gravi deformazioni a causa delle radiazioni e dei tumori che provocavano. Ancora oggi si sentono gli effetti di questa catastrofe.

Biglietti personalizzati per Comunione.
14/04/2016

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01/04/2016

Date il benvenuto a DVOICE, il nuovo accessorio Nikon per controllare vocalmente la vostra reflex!
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14/02/2016

ACCADDE OGGI: 14 febbraio 2004. Viene trovato morto Marco Pantani
Soprannominato "il Pirata", Pantani è stato l'ultimo dei ciclisti (dopo Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Stephen Roche e Miguel Indurain) ad aver vinto Giro d'Italia e Tour de France nello stesso anno.
Escluso dal Giro 1999 a seguito di un valore di ematocrito al di sopra del consentito, Pantani risentì del clamore mediatico suscitato dalla vicenda e, pur tornato alle gare non molto tempo dopo, raggiunse solo sporadicamente i livelli cui era abituato. Caduto in depressione, morì il 14 febbraio 2004 a Rimini, per arresto cardiaco dovuto a presunto eccesso disostanze stupefacenti.
Pantani è considerato, assieme a Gino Bartali, Charly Gaul e Federico Bahamontes, uno dei più grandi scalatori di ogni epoca. Dopo la sua morte, Charly Gaul dichiarò che probabilmente Pantani era stato più forte anche di lui.
La madre di Marco Pantani, Tonina, affermò sempre che il modo che Marco avrebbe scelto per assumere la droga per suicidarsi, ossia l'ingestione di cocaina, non è verosimile, in quanto sarebbe morto prima di assumere tutta quella quantità, sei volte la dose letale. La signora Pantani sostiene da sempre che il figlio sia stato assassinato simulando un'overdose, probabilmente per farlo tacere riguardo a qualche scomodo segreto.
Tonina Pantani ha richiesto più volte la riapertura dell'indagine archiviata, sostenendo che le firme per il prelievo dei soldi, che Pantani avrebbe usato per comprare la droga, sarebbero falsificate, e che non c'era traccia di droga nella camera del residence, come ci si aspetterebbe dalla stanza di un tossicodipendente che ne fa uso abituale e che il ciclista, a suo parere, non era dipendente dalla cocaina, né voleva suicidarsi. Afferma che la stanza era stata messa apposta in disordine (in particolare che il disordine causato fosse inverosimile per una persona sola in preda ad un'overdose, come fu sostenuto dalla procura), c'erano residui di cibo cinese, che Pantani non mangiava mai, nessuna bottiglietta d'acqua per ingerire la dose di cocaina (in realtà era presente una bottiglia semivuota, ma venne ignorata e non analizzata a sufficienza), e alcuni lividi sospetti sul corpo del ciclista, tali da far supporre un'aggressione di più persone, per forzarlo a bere l'acqua con la cocaina.
Nel 2014 la procura di Rimini ha riaperto il caso, archiviato come suicidio oppure overdose accidentale per la quale vennero condannati due spacciatori per omicidio colposo, ipotizzando invece il reato di omicidio volontario, come sostenuto dalla famiglia di Pantani. A noi però rimarrà sempre il senso di colpa per aver lasciato solo Marco negli ultimi istanti della sua vita.
Nella foto, il famoso striscione sul Mortirolo con scritto: "Dio c'è.. ed è pelato"!

Idee regalo per San Valentino
09/02/2016

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Indirizzo

Via Ca' Balbi 284
Vicenza
36100

Orario di apertura

Martedì 08:30 - 19:30
Mercoledì 08:30 - 19:30
Giovedì 08:30 - 19:30
Venerdì 08:30 - 19:30
Sabato 08:30 - 19:30

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