Fuoriartegallery

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Mette in relazione arte e abitare
di Alessandra Ruspini

C’è una soglia, un confine, quello di abitare con o senza arte. L’arte del contemporaneo, del nostro tempo, essere in relazione con il tuo tempo, per non stare fuori dalle cose belle della vita.

ti aiuta a portare la creatività nel tuo quotidiano, nel luogo che più di altri ti appartiene e ti somiglia,

la casa, lo studio, l’ufficio, gli spazi comuni e tutti quei luoghi dove la bellezza è sinergia tra il mondo dell’arte, del design, della creatività e la vita. Una creatività che per vuol dire anche collaborazioni e contaminazioni, con consulenza e supporto a studi professionali di architettura e non solo, ma anche l’offerta di un “sistema allestimento” temporaneo per eventi, con opere d’arte contemporanea, grazie alla collaborazione con studi di artisti noti ma anche giovani artisti contemporanei

Alessandra Ruspini è il tuo coach artistico, con eleganza e buon gusto, ma anche con attenzione ed ascolto, ti aiuta a tirare fuori la forma, il segno, il colore che c’è in te, di cui hai bisogno, ma anche ti segue nel difficile mondo dell’acquisto di opere d’arte. Un investimento per la vita che non si riferisce esclusivamente all'aspetto economico ma soprattutto alla tua parte emozionale , PERCHE' UN QUADRO, UNA SCULTURA, UN OGGETTO D'ARTE SONO COMPAGNI DI VITA E PARLANO DI TE. Alessandra sa consigliarti giovani artisti sui quali investire ed essere così un po’ scopritore di talenti e un po’ rinascimentale mecenate.

19/10/2025

Aveva mani che sapevano dare forma alla bellezza.
Ma il mondo non le ha mai perdonato di averle usate da donna.

Camille Claudel nacque nel 1864. Morì sola, nel 1943. In un ospedale psichiatrico. Dimenticata da tutti.
Che colpa aveva?
Quella di essere libera. Appassionata. Visionaria.

In un’epoca in cui alle donne era vietato accedere alla Scuola di Belle Arti di Parigi, Camille volle scolpire il marmo con la stessa potenza degli uomini. Non si arrese. Studiò negli atelier privati che accettavano, controcorrente, anche allieve.

Fu lì che conobbe Auguste Rodin.
Nacque una relazione intensa, fatta di passione e scultura, di ispirazioni e creazioni.
Scolpirono fianco a fianco. Mani che parlavano lo stesso linguaggio.
Opere splendide, molte oggi esposte al Musée Rodin e al Musée d’Orsay.

Poi lui se ne andò.
Rodin, già legato a un’altra donna, scelse la via più comoda.
Restò il maestro acclamato, il genio celebrato.
Lei fu lasciata nell’ombra. Ignorata. Derisa.

Non più solo come amante abbandonata.
Ma come artista.
Le sue opere non si vendevano più. Nessuno la cercava.
E Camille, ferita e delusa, smise di fidarsi del mondo.

La sua famiglia — colta, benestante, rispettabile — la trovava ormai imbarazzante.
Troppo inquieta. Troppo diversa. Troppo viva.
Suo fratello, Paul Claudel, poeta e diplomatico, fu tra quelli che scelsero:
rinchiudetela.

Trent’anni in manicomio.
Non perché f***e. Ma perché scomoda.
Lucida, Camille scriveva lettere piene di intelligenza e dolore.
Implorava aiuto.
Nessuno rispose mai.

Morì di fame, il 19 ottobre 1943, in un ospedale pubblico.
Nessuno della sua famiglia partecipò al funerale.
Fu sepolta in una fossa comune.
Come se non fosse mai esistita.

Eppure, la sua arte ha resistito.
Come le radici che si ostinano a vivere sotto il cemento.
Oggi Camille è tornata.
Le sue sculture brillano accanto a quelle di Rodin.
E a pochi chilometri da Parigi, esiste un museo interamente dedicato a lei.

Ma la sua storia resta una ferita aperta.
Quante Camille sono state messe a tacere, nei secoli?
Quante donne brillanti, coraggiose, sono state dimenticate solo perché erano troppo?

La vicenda di Camille non è solo una tragedia individuale.
È un grido.
È un promemoria.
È una memoria che non possiamo permetterci di perdere di nuovo.

Camille non ha avuto giustizia in vita.
Ma oggi, noi possiamo scegliere di non distogliere lo sguardo.
Di raccontarla.
Di restituirle voce, corpo, nome.

Perché ogni opera che ha scolpito è una dichiarazione d’amore al coraggio.
E ogni parola che oggi dedichiamo a lei è una scintilla di memoria che torna a illuminare.

25/10/2024

SAVE THE DATE SABATO 26.10.24 @ Arena Studio d'Arte presenta "The return of the King of New York", mostra personale di BLADE, che vedrà l'eccezionale presenza dell'artista.Steven D. Ogburn, conosciuto come Blade, è uno degli artisti che ha dato forma ai graffiti come li conosciamo e apprezziamo oggi.Nato a New York nel 1957, è detentore del titolo di “King of Graffiti” per aver dipinto oltre 5.000 treni con il suo sorprendente stile.A Blade viene attribuito lo sviluppo di diversi stili di graffiti divenuti “cult”, come le lettere 3D sovrapposte e le “Blockbuster Letters”, che coprivano l'intero vagone.Blade smise di dipingerli nel 1984, iniziò a lavorare con altri media, producendo opere adatte a mostre d’arte contemporanea.Il talento di Blade si basa sull'originalità delle sue scritte e sulle sue forme incredibilmente fantasiose. Giocando con la prospettiva e le forme geometriche astratte.I suoi migliori pezzi di street art sono documentati nei più famosi libri dedicati al movimento, come Subway Art e Spray Nation, solo per citarne alcuni.

Un’opera d’arte che comprerei! Non mi capita spesso di vedere opere che mi “catturano” , insomma nel “mare magnum” dell’...
22/09/2024

Un’opera d’arte che comprerei!
Non mi capita spesso di vedere opere che mi “catturano” , insomma nel “mare magnum” dell’arte contemporanea, c’è un po’ di tutto! Spesso il banale o mediocre la fa da padrone.
Le opere di Sergio Fermariello in mostra alla galleria Kromya Art Gallery - Verona, mi hanno conquistata sfuggendo ad ogni tipo di classificazione sono quadri o istallazioni? In costante equilibrio tra astrazione e figurazione.
L’artista parte da un segno, un pittogramma, riconoscibile nella figura stilizzata di un GUERRIERO con cavallo e lancia.
Tela su acciaio, la tecnica a laser che gli permette di modulare i pieni e i vuoti delle superfici. Il segno si presenta come una sottrazione, una ferita, si mantiene in sospensione, nel vuoto.
Le opere più recenti, irrompono nello spazio con forza attraverso sfondi cromaticamente saturi e brillanti quasi a voler conquistare una nuova dimensione di libertà.

Sergio Fermariello “Il guerriero non è altro che un soggetto armato della propria maschera: la ‘I’ e la ‘O’ sono gli unici suoi attributi e in silenzio, come il monaco zen coltiva la sua terra, io coltivo il mio segno”,



04/02/2024

Non servono commenti!stupendo
gerdegotit.com
JamesGERDE

13/04/2023

UN TEAM DI LAVORO DAVVERO FORMIDABILE❣️❣️
Nel cuore di Milano
un appartamento mansardato esprime il meglio dei suoi spazi grazie ad arredi su misura il quadro appeso al soffitto che nasconde il soggiorno di questa casa si rivolge verso una scala dal sapore tecnico in cima a questa ecco aprirsi una romantica e spettacolare vista sui tetti di San Babila
Progetto ristrutturazione
arredosumisura
artist@rabeah_mashinchi_
art artinterior
Montaggio quadro
foto

Indirizzo

Via Monte Pasubio 8
Verona
37126

Telefono

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