10/04/2026
Ci sono DJ che “mettono” musica.
E poi ci sono quelli che cambiano
il modo di viverla.
Afrika Bambaataa*
è stato uno di quelli.
All’inizio del mio percorso musicale
acquistai il vinile di “Planet Rock”.
Versione disco mix,
di cui usavo spesso l’instrumental.
Mi aveva colpito quel richiamo
a Trans-Europe Express dei Kraftwerk (1977),
la cassa break della Roland TR-808,
quel suono più duro, più avanti…
spinto dall’elettronica tipica dei primi anni ’80.
Per me, in quel momento,
era quasi una specie di cover evoluta.
Un ponte tra mondi musicali diversi.
Non avevo ancora chiaro
cosa stessi davvero mixando
nei miei dj set dell’epoca.
Col tempo ho capito.
Quel disco non era solo un incrocio riuscito.
Era un passaggio.
Un punto in cui una parte della black music
prendeva una nuova forma,
partendo dal movimento hip hop e cambiando,
in modo pionieristico, direzione.
In un nuovo flusso, coerente,
aperto a contaminazioni.
E lì dentro c’era già tutto:
visione, coraggio, futuro.
Il groove può cambiare forma,
per far sì che certe visioni non restino tali,
ma traccino la strada per sempre.
Steve Bread
*Lance Taylor aka Afrika Bambaataa
(New York, 17 aprile 1957 – Pennsylvania, 9 aprile 2026)