12/08/2026
A Vallepietra Gianluca Vialli torna a parlare di sé: una serata tra sport, memoria e umanità
Grande partecipazione alla presentazione del saggio di Diletta Nicastro.
Non solo il campione, ma soprattutto l'uomo: gli aneddoti, la riservatezza, l'amicizia con Mancini e il rapporto con i media italiani e inglesi.
Ci sono serate nelle quali non si presenta semplicemente un libro.
Ci sono serate nelle quali, attraverso un libro, si ha la possibilità di conoscere una persona da una prospettiva diversa, più profonda, più autentica.
È quello che è accaduto a Vallepietra, nella sala conferenze dell'Ostello del Pellegrino, dove il Museo dello Sport ha ospitato la presentazione del saggio di Diletta Nicastro dedicato a Gianluca Vialli, in un incontro seguito da una partecipazione numerosa e particolarmente attenta.
Una serata che ha saputo andare oltre il calcio e oltre i risultati sportivi, riportando al centro Gianluca Vialli uomo, con la sua personalità, i suoi rapporti personali, le sue scelte e quella particolare capacità di mantenere una netta separazione tra la vita pubblica e quella privata.
Attraverso il racconto di Diletta Nicastro sono emersi aneddoti e aspetti meno conosciuti della vita di Vialli, permettendo al pubblico di scoprire una persona diversa da quella che spesso siamo abituati a conoscere attraverso i mezzi di comunicazione.
Particolarmente interessante il racconto del rapporto con Roberto Mancini, un'amicizia speciale nata sul campo e diventata nel tempo uno dei legami più significativi della sua vita.
Ma la serata ha affrontato anche un altro tema particolarmente interessante: il diverso modo di raccontare lo sport da parte dei media italiani e di quelli inglesi.
Da una parte un sistema mediatico italiano spesso portato ad analizzare, giudicare e amplificare ogni episodio, trasformando una partita in un processo destinato a durare per giorni; dall'altra una cultura giornalistica inglese che, pur con le proprie caratteristiche, ha saputo raccontare Vialli anche attraverso la sua esperienza internazionale, prima come grande calciatore e poi come allenatore, fino alla sua esperienza al Chelsea, diventando uno dei primi grandi protagonisti italiani capaci di affermarsi ai massimi livelli anche fuori dal nostro Paese.
Ed è proprio qui che il libro assume un valore particolare: ci ricorda che la persona che crediamo di conoscere attraverso i media non sempre coincide con la persona reale.
Vialli aveva scelto di proteggere la propria famiglia, la propria intimità e la propria vita privata.
Anche durante la malattia ha mantenuto una grande riservatezza, continuando a essere prima di tutto Gianluca, l'uomo, il marito, il padre, l'amico, oltre che il campione conosciuto da milioni di persone.
Un incontro che ha parlato anche di Vallepietra
La serata non si è però fermata alla figura di Vialli.
Particolarmente significativo è stato anche il collegamento con il territorio di Vallepietra e con il Santuario della Santissima Trinità, che Diletta Nicastro ha avuto modo di visitare durante la sua permanenza in paese.
Il suo percorso professionale legato alla valorizzazione e alla divulgazione del patrimonio culturale e UNESCO ha permesso di aprire un confronto sulle potenzialità del Santuario e sull'importanza di continuare a lavorare affinché il patrimonio storico, culturale e spirituale di Vallepietra possa essere conosciuto e valorizzato sempre di più, anche nel percorso legato alla candidatura UNESCO.
Un'occasione importante, dunque, per mettere in relazione lo sport, la cultura, il patrimonio e il territorio.
Il Museo dello Sport come nuovo punto di riferimento
Per il Museo dello Sport di Vallepietra la serata rappresenta un ulteriore passo di un percorso iniziato con l'idea di creare non soltanto uno spazio dedicato ai cimeli e alla memoria sportiva, ma un vero luogo di incontro, cultura e divulgazione.
Portare a Vallepietra un'autrice come Diletta Nicastro e dedicare una serata a una figura internazionale come Gianluca Vialli significa dimostrare che anche un piccolo paese di montagna può diventare protagonista di eventi di grande interesse.
E forse proprio da questa serata potrebbe nascere una nuova idea.
Perché non istituire a Vallepietra un Premio Gianluca Vialli?
Un riconoscimento annuale dedicato a uno sportivo, di qualsiasi disciplina, che nel corso dell'anno si sia distinto non soltanto per i risultati ottenuti, ma anche per i valori umani, il comportamento, la capacità di essere esempio per gli altri.
Un premio che ricorderebbe Vialli non soltanto come campione, ma soprattutto come uomo.
I ringraziamenti
Il Museo dello Sport desidera rivolgere un sentito ringraziamento a Diletta Nicastro, per aver scelto Vallepietra e il Museo per la presentazione del suo saggio, e a tutto il suo entourage, in particolare Donatella e Luca, per la preziosa collaborazione alla realizzazione dell'incontro.
Un ringraziamento speciale ad Alessia Salvatori, per aver messo a disposizione e consentito l'allestimento della sala conferenze dell'Ostello del Pellegrino.
Grazie anche a Filippo Graziosi, all'Associazione Culturale Don Salvatore Mercuri, a Carlo Cogliandro, presidente dell'Associazione I Muntagnòli Vallepietra, e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell'evento.
Una serata che ha lasciato qualcosa.
Perché parlare di Gianluca Vialli a Vallepietra non ha significato soltanto parlare di calcio.
Ha significato parlare di vita, amicizia, coraggio, riservatezza, cultura sportiva e valori umani.
E soprattutto ha dimostrato che, quando si creano occasioni di questo livello, anche un piccolo paese può avere una grande voce.
Il Museo dello Sport continuerà su questa strada, con la volontà di creare nuovi appuntamenti, nuove collaborazioni e nuove occasioni per portare a Vallepietra storie, persone e protagonisti capaci di lasciare un segno.
Quella dedicata a Gianluca Vialli potrebbe essere soltanto l'inizio di una nuova, bellissima storia.