18/05/2026
In Sardegna continuiamo spesso a pensare che innovazione, arte, design e visione debbano nascere per forza nelle città. Poi scopri realtà come Campidarte , nelle campagne tra Ussana e Monastir, e ti accorgi che forse la provincia sta dando lezioni enormi ai centri urbani.
Un’ex azienda agricola trasformata in spazio culturale, residenze artistiche, agricoltura sostenibile, design, musica, laboratori, eventi, attività creative, incontri tra persone diversissime. Un posto dove i vecchi capannoni diventano luoghi vivi, le mangiatoie diventano lampade, e gli eventi musicali sono parte di una visione più ampia fatta di relazioni, sperimentazione e identità. L
Diciamolo: mentre in tanti contesti urbani si continua ancora a inseguire l’apparenza, l’eleganza costruita, la vetrina, il locale “giusto” e le solite dinamiche da salotto e da scimmiottatura milanese m, in provincia qualcuno sta creando davvero qualcosa di contemporaneo senza bisogno di sembrare internazionale a tutti i costi.
Campidarte dimostra che si può fare innovazione partendo dalla terra, dall’arte, dall’artigianato, dalla musica e dalla capacità di immaginare spazi nuovi. E fa impressione vedere come certe idee nascano lontano dai circuiti che teoricamente dovrebbero essere più avanzati.
Anche Cagliari, sotto questo aspetto, avrebbe molto da imparare. Perché spesso ci riempiamo la bocca di parole come cultura, creatività e innovazione, ma poi restiamo fermi a formule già viste, eventi fotocopia e dinamiche prevedibili.
Intanto, in mezzo alla campagna, qualcuno sta già vivendo il futuro.
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