Merende Selvagge

Merende Selvagge Merende Selvagge abita la Terra di Mezzo tra i party a tema e le merende letterarie: è il modo in c E il cervello, soprattutto. E un poco di cuore. Cibo da libro.

Merende Selvagge è un progetto pensato per mini-umani tra i 6 e i 10 anni: è fatto di racconti, travestimenti, giochi e, in certa misura, apprendimento indiretto. Ciascun incontro – un pomeriggio al mese, un paio d’ore – permette ai bambini di rivivere storie celebri coinvolgendo, oltre alle orecchie, occhi e naso, bocca e mani. Merende Selvagge abita la Terra di Mezzo tra i party a tema e le mere

nde letterarie: è il modo in cui tutti dovrebbero avere a che fare con le Storie. Con un po’ di messinscena, le quest e i premi, l’appropriato dresscode, le Letture-Bonsai, un allestimento da favola (letteralmente, s’intende)… e il cibo. Cibo colorato, divertente, a tema. Da film. Da fumetto. Cibo da personaggio, da eroe, da mostro. Cibo “da principi e da re” (cit.)! Dov’è il tuo pupo? Perché non ce lo porti, poffarbacco? Di’ la verità, vuoi ve**re anche tu…
E va bene, forza: vi aspettiamo, tutti e due! Per info, contattaci qui oppure via [email protected]

17/01/2025

✂️🍪 Sabato 18 gennaio alle 18:30 tornano le Merende Selvagge over 18 da Barney's, il laboratorio creativo-letterario per i grandi, e questa volta giochiamo con Charles Schultz!

A osservarlo per primo è stato Umberto Eco: «Charles Schultz non beve, non fuma e non bestemmia». Questo era l’inizio della prefazione al volume con cui, per la prima volta, i Peanuts arrivavano nella produzione italiana: solo grazie alla segnalazione del visionario Eco il panorama editoriale nostrano ha accolto le storie a fumetti di un gruppo di bambini molto saggi accompagnati da un aspirante scrittore a quattro zampe.

Smontiamo insieme le strisce più note e quelle più rare, in questo aperitivo a tema con produzione di micro-testi e inneschi creativi, fra carte, penne e insoliti materiali di cancelleria💬

E poi si brinda insieme con il nostro imperdibile aperitivo!

📌 € 15,00 | laboratorio + aperitivo
PER INFO E PRENOTAZIONI
🟢 348 0570986 (anche WhatsApp)
📞 011 8904417
💌 [email protected]

🧛 Sabato 19 ottobre alle 18.30 arrivano da Barney's gli straordinari Domitilla Pirro e Francesco Gallo per «Merenda Selv...
16/10/2024

🧛 Sabato 19 ottobre alle 18.30 arrivano da Barney's gli straordinari Domitilla Pirro e Francesco Gallo per «Merenda Selvaggia over 18 nella Dark Academia», laboratorio + aperitivo gotico, classico, accademico, romantico; ma anche estetizzante e social!

Parlare di Dark Academia vuol dire fare i conti con una delle più pervasive risemantizzazioni narrative contemporanee. La fascinazione per i cardigan e i lunghi corridoi di istituzioni universitarie corrotte ha natali celebri: grazie a Dio di illusioni di Donna Tartt torniamo a pagina uno e chiediamoci, cocktail alla mano, quanto fosse facile predire il finale di Saltburn.

📌 € 15,00 | prenotazione obbligatoria
PER INFO E PRENOTAZIONI
🟢 348 0570986 (anche WhatsApp)
📞 011 8904417
💌 [email protected]

Scopri di più https://bar.circololettori.it/event/merenda-selvaggia-over-18-nella-dark-academia/

🍭 Cosa si merenda, prossimamente? E dove, come, perché? Ve lo raccontiamo qui:
06/10/2024

🍭 Cosa si merenda, prossimamente?
E dove, come, perché? Ve lo raccontiamo qui:

Merendezze, ciao di nuovo! Come procede, questo timido rientro d'autunno?

23/04/2021

Che giorno è oggi? La Giornata internazionale del libro! E noi come l’abbiamo trascorsa? Come le ultime tre settimane, praticamente ogni giorno: in streaming a parlare di storie! 😂 Le lezioni di ci riempiono il cuore e il calendario. Però, prima che si faccia notte fonda, emozionati, ci tenevamo a raccontarvi come festeggiamo stasera: col VISTO SI STAMPI del romanzo nuovo della nostra !
📚🍭🚀💥
Dentro ci sono una distopia, sei di zecca e alcune rare, pazze illustrazioni-pirata del nostro ; il libro è dedicato proprio... al lavoro delle Merende Selvagge, ché è pieno di umani mini che fanno cose maxi e contiene tanto, tantissimo dell’affetto che mettiamo in circolo quando ci dedichiamo al lavoro con gli under 18. Buone storie a voi — noi stasera brindiamo!

“Mi chiamo Andy Warhol e ho appena finito di mangiare un panino”. Con queste iconiche (è il caso di dirlo!) parole, il p...
31/03/2021

“Mi chiamo Andy Warhol e ho appena finito di mangiare un panino”. Con queste iconiche (è il caso di dirlo!) parole, il padre della Pop Art saluta lo spettatore di un certo documentario dopo aver gustato con gran compostezza un hamburger targato BK. (Pare che Andy avesse chiesto di poterne mangiare uno del McD, ma non ce ne fossero nelle vicinanze: dopotutto non era così importante). Perché è successo? È uno dei tableau vivants di “66 Scenes from America”, che negli anni ottanta Jørgen Leth ha diretto con l’idea di immortalare le grandi e piccole tradizioni americane capaci di affascinarci...
🍞📚🍭🚀💥
E perché proprio oggi ve lo mostriamo? Perché ce lo ha chiesto la nostra collega del cuore Valentina , naturalmente! Lo ha chiesto anche a voi che state leggendo, eh: se fate un salto sul suo profilo trovate un esempio delizioso dell’esercizio di oggi su . Qual è l’opera d’arte del vostro cuore? Noi non sappiamo rispondere. Siamo due, diversissimi, e in storia dell’arte siamo di un’ignoranza abissale: così, anche se non è in un museo, qui proviamo a pescare un’opera d’arte che rappresenti lo spirito merendaio. Certo, non è un quadro o una scultura: eppure, a suo modo, è ancora meglio — dentro c’è tanto di noi! C’è un panino che somiglia in modo incredibilmente curioso a Mr. Panini Picculini, la nostra mascotte; c’è tanta ironia dissacrante; c’è la pop culture messa a servizio della narrazione. Se sia arte sul serio, però, non lo sappiamo! Voi che dite? Vale, ci bocci? 🙊

  | Esercizio 2️⃣!L’IDENTI-CHI?!Buondì, Merendezze assortite! Il percorso di   è agli inizi. Proprio come in una narrazi...
23/03/2021

 | Esercizio 2️⃣!
L’IDENTI-CHI?!

Buondì, Merendezze assortite! Il percorso di è agli inizi. Proprio come in una narrazione, come in una storia che comincia e che si chiede quali dettagli la compongano, ieri con abbiamo risposto alla domanda DOVE e ragionato sugli spazi della creatività. Oggi ci concentriamo sul CHI! E lo facciamo isolando una briciola dal taccuino di che abbiamo preparato per all’ultimo corso: quindi cerchiamo di pescarne da ciò che ci circonda — prima di tutto, da ciò che vediamo ogni mattina nello specchio. 
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Mettiamo a fuoco il personaggio principale della storia, la vostra, la nostra, tramite identikit: nome, età, altezza, nemesi, superpotere, punto debole — come fosse la scheda-personaggio di una supereroina o di un supereroe! Per esempio, noi siamo questa roba qua:

Merendaio:
Età: quasi quella lì. Sì, quella
Altezza: abbastanza per pescare i Meridiani dallo scaffale più in
alto senza necessità di prendere la scala
Nemesi: Sergio il piccione. Lui sa perché. 🐦
Superpotere: leggere ossessivamente ovunque si trovi
Punto debole: gli anni Ottanta e la nostalgia, before it was cool

Merendaia:
Età: percepita, quasi 15. Reale? Aggiungi +20 al tiro di dado, se
proprio non puoi farne a meno
Altezza: mezza certezza
Nemesi: la pizza
Superpotere: mangiare molto velocemente la pizza
Punto debole: a lady never tells
🍞📚🍭🚀💥
L’ESERCIZIO di oggi quindi è proprio questo:

✍️ correte nelle Stories e acchiappate il template che ha preparato per noi . Fate fiorire meraviglia riservandovi uno sguardo comprensivo, amoroso, curioso. Divertito.

📍Scrivete il vostro post e accostatelo a un’immagine che vi rappresenti, oppure fate col template una Story a tema “L’IDENTI-CHI?!”. Ah: usate l‘hashtag  , così vi ritroviamo subito! Non vediamo l’ora di conoscere i vostri IDENTI-CHI?! e lasciarci ispirare…

Se vi va, salvate e condividete questo post per avere sempre a portata di mano il calendario del percorso o l’esercizio da consigliare a qualcun altro!
L’esercizio di domani? Il nostro tesoro !

Buon lunedì, Merendezze assortite! È passata una settimana esatta dall’inizio del percorso individuale che la nostra  ha...
22/02/2021

Buon lunedì, Merendezze assortite! È passata una settimana esatta dall’inizio del percorso individuale che la nostra ha intrapreso con noi. Tra sette giorni esatti la rivedremo — online, s’intende — per lavorare con lei su un testo nuovo di zecca. È sempre un piacere leggerla: per certi versi è lei che ci ha accolti qui su IG quando abbiamo iniziato a usarlo con maggior costanza… E ci fa fare pace col cibo, che non guasta!
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Ma come, “pace”? Si può litigare col cibo? C’è chi come noi un po’ ci riesce: vuoi per la golosità, vuoi per la noia, vuoi perché crede di non saperci proprio fare coi fornelli. Può essere un validissimo spunto di scrittura, però, e un gigantesco stimolo creativo!
🍞📚🍭🚀💥
Per l’esercizio di oggi vi proponiamo di partire precisamente dalla pappatoria (quante P in questa frase!): anzi, dal primo incontro folgorante con un gusto nuovo. Raccontate, se vi va, l’assaggio di un cibo diverso dal solito, quello che ha conquistato il vostro cuore (o stomaco, o anche solo palato!) oppure distrutto la vostra fame — almeno per un po’… Come sempre, vi leggiamo supervolentieri! Via messaggio per un feedback privato oppure in pubblico, nei commenti, se volete spendere la carta coraggio e giocare con noi. Nel frattempo buone letture, buone scritture; buone storie!

21/02/2021

Buona domenica, merendezze assortite! Ricarica in corso? Qui ci si prova a suon di slinguazzamenti pelosi 🙊 con ! Fino a qualche mese fa, da minuscola (perché cucciola lo è ancora!), era la più graaande di tutto il . Rispetto alla scricciola e alla (non ancora) Tatona pesava quasi il doppio; solo il Comandante Macchio poteva tenerle testa. Adesso invece — ora che Tatona ha superato tutti in sederosità — come si piazza Ammi Ammi?
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Come si piazza poco importa. Lei è in un altro campionato: è un’imitatrice. È il clone di suo papà : sedendosi accanto a lui in rapita ammirazione ha imparato in fretta tante parole (chiamarli “comandi” non ci appartiene tanto: voi come li chiamate, i trucchetti tipo “Seduto” e “Resta” e “Pappa” e “Su”? Non sono forse soltanto parole?) e un sacco di giochi. È velocissima e vorace e, dopo Conni Colli, è forse la più irruente. Ha un vocione e un piglio da vedetta bellica — non sostate sul nostro pianerottolo o sono guai…ti — ed è infinitamente più riservata delle sorelle, ma è capace di grandissima tenerezza. Della mamma ha preso giusto la coda gigante: e poi le coccole, quelle cerca di rubargliele ogni volta che può!

Tra le cose di IG che troviamo ancora piuttosto utili (ok: non sono proprio mille 😅) c’è l’organizzazione dei segnalibri...
20/02/2021

Tra le cose di IG che troviamo ancora piuttosto utili (ok: non sono proprio mille 😅) c’è l’organizzazione dei segnalibri. Se trovate un post su cui tornare — questo per esempio, così, per dirne una! — è comodo salvarlo in una precisa raccolta. È una funzione che c’è da un sacco, certo: a noi però è parsa utile relativamente da poco, quando abbiamo capito che occorreva fare ordine nella tonnellata di segnalibri. Si accumulano come quelli del browser! (Voi create raccolte? Di che tipo?) Ecco: il segnalibro di oggi va salvato sotto “scrivere, accidentaccio”, oppure “pennivendolite” — fate voi!
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L’idea è questa. E se creaste un format, una routine attendibile per la scrittura? Immaginiamola così: venti minuti di lettura intensiva seguita da venti minuti di free writing, per sbloccarsi. Poi? Poi una rilettura di quanto scribacchiato, subito, se avete tempo: ma non prima d’aver prodotto cose nuove. Sennò non si parte mai! Dopodiché, gran finale, una schematizzazione del futuro: fatta come vi pare, s’intende. L’idea è farlo periodicamente, magari sempre alla stessa ora: e seguire delle regole, soprattutto se il progetto è titanico o lungamente rimandato!
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Recap: 

✍️ 20’ lettura intensiva. Di cosa? Di testi-innesco. IG è ricolmo di suggerimenti di lettura: l’importante è che siano testi che convincano voi, che meraviglino voi, che ribaltino voi.

✍️ 20’ free writing. Ovvero? Ovvero scrittura libera! A partire dall’innesco e senza fermarsi. Senza remore. Senza fare attenzione alla grammatica, persino. Per sbloccarsi. (La scrittura vera è altra cosa? Sì. Ma se non parte tocca darle una zampa! Ne riparleremo per esteso, se vi va.)

✍️ rilettura del malloppo precedente (più eventuale limatura di cose che già appaiono editabili). In base al tempo che abbiamo, qui è dove si inizia a far sul serio!

✍️ schematizzazione del futuro: in qualsiasi maniera. Trascrivendo gli appunti per i prossimi snodi di storia/progetto su una serie di post-it, aprendo un file nuovo di zecca, usando un semplice documento di testo o un intricato foglio di calcolo... Non c'è modo giusto o sbagliato di immaginare il futuro — c’è solo quello più efficace. Efficace per voi.

14/02/2021

Come non presentarveli, in questo preciso giorno stucchevole? Ce lo ricorda anche : oggi si eternano tutti i tipi d’amore. L’appassionato sbaciucchio che vedete qui in video è una manifestazione di cura (e una richiesta d’attenzione) che ci ha sorpresi tantissimo! Si tratta di papà e il figlio , l’unico maschietto nell’infornata del . Avete già conosciuto la micro e la Tatona , giusto? Beh, oggi tocca al Macchio!
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È Macchio sia perché l’unico “macchio”, appunto, sia perché ogni tanto, essendo appena entrato in fase adolescenziale, alza la zampina e “macchia” allegramente gli stipiti delle porte, se pensa che nessuno lo guardi. (Lui marca, e noi dietro smarchiamo con l’amuchina spray...) È fifone e tremulo, in passeggiata sta iniziando a sbloccarsi solo ora e ancora esita davanti alle novità (proprio come Tatona, esatto); quando ha modo di isolarsi dal gruppo, però, rivela una tenerezza incredibile ed è l’unico di tutta la cucciolata a saper fare due cose: strillare col vocione se si sente particolarmente insicuro e... vincere i giochini di attivazione mentale ottenendo le crocchette per primo!
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Il motivo per cui oggi lasciamo siano padre e figlio a farvi gli auguri di è presto detto: i baci-non-baci tra loro sono arrivati in un momento in cui erano tutto fuorché scontati. Qualcuno ci aveva detto che avrebbero potuto scontrarsi aspramente, i due. Che Cavaliere avrebbe morso e ucciso i suoi cuccioli. Che col maschietto si sarebbero senz’altro scannati. Stanno invece diventando BFF, cioè migliori amici più più, con lunghe sessioni di grooming tra loro esattamente come tra le altre cucciole, e noi — oltre a ti**re un sospiro di sollievo — possiamo riconfermare il genere... del cartone animato in cui siamo finiti. No drama! Per ora 🤔🥸😎 In che genere di storia vivete voi? Cartone o soap? Dramedy, magari?! Sia quel che sia: auguri!

Ciao, Merendezze assortite! Questo pomeriggio accompagneremo online i mini-umani de   di   dentro le storie di Fanta-Cit...
13/02/2021

Ciao, Merendezze assortite! Questo pomeriggio accompagneremo online i mini-umani de di dentro le storie di Fanta-Città. Per voi, invece, ecco un nuovo Esercizio Selvaggio che contribuisca a insieme! Stavolta ragioniamo un pizzico di più sul contesto... e su come allargarlo. Sul “what if” (= e se). Che intendiamo? Beh: la lezione dell’ottimo Steve-O, aka zio , raramente tradisce. Le storie migliori partono proprio da un “e se…”: farci una domanda simile, a partire da un ordinario contesto, serve a farcene individuare immediatamente le potenzialità. Mostra la portata delle conseguenze possibili. “E se” apre la porta a un mondo di alternative, alcune probabili, altre meno — a pensarci, è tutto ciò che chiediamo a una narrazione! Aprire spiragli su versioni alternative della realtà. E se…
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E se in questo preciso istante potessimo sbirciare un ufficio, un’azienda, una fabbrica, un’officina, uno studio privato, una bottega, un atelier — un luogo di lavoro, familiare o immaginato, amato o detestato — cosa vedremmo? Se lo facessimo come un ragnetto sul muro, muti e non visti, in un giorno di chiusura — ma anche di diluvio universale? Troveremmo qualcuno, chiuso là dentro? Che umore avrebbe? Avrebbe compagnia? Dov’è lo spunto di storia? Farà commuovere o sorridere? Sarà una faccenda dramma-romantica o spaventosa?
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Un ”e se” è anche un memo: ricorda di sognare a occhi aperti. Ce lo ricorda , quando dice che le storie nascono anche come fuga dalla noia! E, solo ieri, ce lo ricordava pure : fantasticando di Provenza ci ha trasportato a chilometri di distanza in poche righe. Col cuore. Proviamo ad allenare il muscolo della fantasticheria, allora!
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Ah: come sempre, ricordate che siamo felicissimi di leggervi e dar feedback ai vostri cimenti. Potete taggarci oppure, se volete lasciare questi esperimenti un fatto privato, scriverci in dm come state già facendo: esploreremo insieme certi corridoi deserti senza aver paura di quali incontri potremmo fare per via. Nel frattempo buone letture, buone scritture; buone storie!

È il 1960:   — sì, quello degli Esercizi di Stile che usiamo a lezione — e François Le Lionnais fondano l’Officina di Le...
09/02/2021

È il 1960: — sì, quello degli Esercizi di Stile che usiamo a lezione — e François Le Lionnais fondano l’Officina di Letteratura Potenziale (OuLiPo). Li affiancheranno Georges Perec e il nostro Italo Calvino, tra gli altri. Cosa fanno? Cercano “nuove strutture e schemi che possano essere usati dagli scrittori nella maniera che preferiscono". Sono essenzialmente nerdonissimi della scrittura (si potrà dire?!), giocolieri dell’alfabeto, aficionados del giro di parole a fine… ruota-di-pavone. Che c’entrano con noi? C’entrano! Oggi proviamo a giocare con loro. Riuscite a tirar fuori un lipogramma di senso compiuto da una frase qualunque?
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Lipo-che?! Ah, i lipogrammi: croce e delizia! Come funzionano? Presto detto. Prendiamo un testo qualsiasi. Per esempio, «Un topolino correva avanti e indietro sopra il corpo di un leone addormentato.» Bene: il lipogramma — un gioco, a prima vista — prevede che nel testo non possa essere mai usata una determinata lettera. Testiamolo sostituendo ogni parola che contiene la lettera vietata (la O! Togliamo la O!) con dei sinonimi che evitano quella lettera come la peste. Ecco: «Un animale, che per abitudine frequenta cantine e ambienti scarsamente puliti, saltava su e giù per le membra del re degli animali, che russava in pace.» Che ve ne pare?
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Sappiamo cosa state pensando. Buffo, sì, ma è impossibile farci su un intero racconto. Sicuri? Eppure… Eppure Perec ci ha costruito su addirittura due romanzi, altro che racconti: La scomparsa (La Disparition), che non usa mai la lettera “e”, e Le ripetizioni (Les revenentes), in cui l’unica vocale presente in tutto il testo è — indovinato! — proprio la lettera "e". Sapreste fare di meglio? Noi no, ma abbiamo una gran voglia di raccogliere la sfida...

Indirizzo

Turin
10123

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