04/11/2025
Agosto 1932. Il fisico Wolfgang Pauli va in analisi da Carl Jung il quale aveva chiesto una sola cosa in cambio: che Pauli gli spiegasse la fisica quantistica.
Fra i due nasce una collaborazione che cerca la convergenza fra materia e coscienza, fra scienza e spiritualità.
Sì, perché la fisica quantistica ha riaperto la partita. Ha creato nuovi spazi da esplorare.
“Noi non sappiamo già tutto, quindi apriamoci ad altre possibilità di interpretazione dell’uomo, del mondo, dell’universo”. Wolfgang Ernst Pauli, uno dei fisici teorici “inventori” della meccanica quantistica.
“I suoi ragionamenti sono materiale molto scottante, e stanno su un bilico vertiginoso, un dirupo, in cui cercherò di non perdere l’equilibrio per non far cadere anche voi”. Scriverà più recentemente Gabriella Greison, fisica e divulgatrice, in riferimento alle sue teorie.
Ecco, mi sento anch’io così. Su un bilico vertiginoso.
Sono successe tante cose negli ultimi sei mesi.
Una esperienza personale emotivamente molto forte e dolorosa ha acceso in me un’urgenza che non avevo mai sperimentato prima. Ha messo fuoco su domande profonde a cui avevo da tempo rinunciato a dare risposta. O a cui avevo dato risposte affrettate.
Mi sono aperta a possibilità che non avevo mai considerato.
Ho aperto porte. Ho studiato, letto libri, frequentato corsi e convegni, guardato video e registrazioni di conferenze.
Neuroscienze, filosofia, fisica quantistica, religione.
Ho unito puntini. Alcuni con un tratto deciso, altri hanno ancora una linea tratteggiata.
La linea prende dentro tutto: amore, relazioni, salute, lavoro.
Occorre procedere con prudenza perché ormai l’etichetta “quantico” si trova anche al supermercato.
Ma se il mio faro è l’apertura mentale, non potevo girarmi dall’altra parte.
Sono in viaggio, ma già da qui la vista è molto diversa e il panorama è cambiato (ed è bellissimo).
L’Azione è fondamentale, la Tecnica è importante, ma se fosse l’Essere la vera chiave di svolta?
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