Massimo Ankor photographies

▪️Gennaio 2026, Iran.In mezzo all’odore del sangue, un odore che penetra fino ai polmoni e arriva al cervello, ci sei tu...
07/05/2026

▪️Gennaio 2026, Iran.
In mezzo all’odore del sangue, un odore che penetra fino ai polmoni e arriva al cervello, ci sei tu, tra centinaia di corpi senza vita. Sacco dopo sacco, cerchi la persona più cara della tua vita.
Uno a uno devi aprire i sacchi, per cercare, tra volti devastati e insanguinati, tuo figlio, tuo fratello, tua sorella o il tuo amico.

E il significato della parola speranza cambia; speranza diventa riuscire a trovare il corpo della persona che ami.
Perché la scomparsa di un corpo, l’attesa senza fine, è più devastante della morte stessa.
E nessuno ti spiega perché questo compito sia stato imposto proprio a te.

Il fatto che un governo costringa deliberatamente le famiglie a vivere un incubo simile è, senza alcun dubbio, una forma di tortura psicologica pianificata.

È la distruzione consapevole dei confini mentali; costringere le persone a vedere, toccare, respirare in mezzo ai cadaveri dei propri connazionali, fino a impregnare per sempre la mente e la memoria di odori, immagini e sensazioni di morte.
A tal punto da rendere impossibile qualsiasi ritorno a una vita normale.

Questo non è solo un massacro.
È la distruzione deliberata della psiche di un intero popolo.

▪️ Marzo 2026, Iran
FREE IRAN!
Nessuno ama le guerre.
Tutti avremmo preferito il successo della diplomazia, e io per prima.

Ma il popolo iraniano, sottoposto da 47 anni al terrore di un regime integralista islamico sanguinario capace di uccidere una donna per una ciocca di capelli, che in due giorni ha sterminato oltre 30mila persone che per strada chiedevano libertà, che fa del terrore e della repressione del dissenso il suo sistema di governo, e della minaccia nucleare il suo credo, va semplicemente spazzato via.

E purtroppo non c’erano altri modi, altre soluzioni se non l’intervento militare.

L’Iran ha diritto alla libertà, e a tornare grande sotto la guida democratica, laica saggia e inclusiva di .

Questo è il momento delle scelte di campo.
E il mio campo è l’Occidente.
Sempre con i persiani anti regime dei Pasdaran!

8 - 9 Gennaio 2026, Iran.In mezzo all’odore del sangue, un odore che penetra fino ai polmoni e arriva al cervello, ci se...
05/05/2026

8 - 9 Gennaio 2026, Iran.
In mezzo all’odore del sangue, un odore che penetra fino ai polmoni e arriva al cervello, ci sei tu, tra centinaia di corpi senza vita. Sacco dopo sacco, cerchi la persona più cara della tua vita.
Uno a uno devi aprire i sacchi, per cercare, tra volti devastati e insanguinati, tuo figlio, tuo fratello, tua sorella o il tuo amico.

E il significato della parola speranza cambia; speranza diventa riuscire a trovare il corpo della persona che ami.
Perché la scomparsa di un corpo, l’attesa senza fine, è più devastante della morte stessa.
E nessuno ti spiega perché questo compito sia stato imposto proprio a te.

Il fatto che un governo costringa deliberatamente le famiglie a vivere un incubo simile è, senza alcun dubbio, una forma di tortura psicologica pianificata.

È la distruzione consapevole dei confini mentali; costringere le persone a vedere, toccare, respirare in mezzo ai cadaveri dei propri connazionali, fino a impregnare per sempre la mente e la memoria di odori, immagini e sensazioni di morte.
A tal punto da rendere impossibile qualsiasi ritorno a una vita normale.

Questo non è solo un massacro.
È la distruzione deliberata della psiche di un intero popolo.

Free Iran!

25 aprile 1945 Torino 🇮🇹«I giorni più belli sono stati quelli dell’insurrezione, che è stata silenziosa, disciplinata, f...
22/04/2026

25 aprile 1945 Torino 🇮🇹
«I giorni più belli sono stati quelli dell’insurrezione, che è stata silenziosa, disciplinata, fermissima. Il CLN l’ha scatenata contro la volontà degli alleati e per 36 ore la città è stata tenuta solo dalle formazioni cittadine, malissimo armate, ma animate da uno spirito e da un’organizzazione incredibili. […] Gente in tutte le fogge e tutte le divise, con le armi più strane, con le barbe più inverosimili: e i nostri cannoncini sgangherati, i nostri carri armati ricoperti delle scritte più bislacche. […] E la sensazione che non è stato inutile, la convinzione - letta negli occhi degli impassibili ufficiali alleati - che quello era un vero esercito…»

✔️ Da una lettera di Giorgio Agosti a Carlo Dionisotti, 18 maggio 1945, Archivio Istoreto – Fondo Agosti.

«Siamo ripartiti, a piedi, e dall’ospedale abbiamo preso via Madama Cristina, camminando in fila indiana, per evitare i colpi dei cecchini. Abbiamo attraversato corso Vittorio Emanuele, poi abbiamo percorso via Accademia Albertina fino a piazza Carlina, dove abbiamo “beccato” un cecchino; infine abbiamo girato in via Maria Vittoria e, sempre in colonna, abbiamo raggiunto la casa del Littorio, sede provinciale del partito fascista, che aveva l’ingresso in via Carlo Alberto. […] Non c’era più nessuno. Era stato abbandonato. Era rimasto qualche stupido cecchino sui tetti a sparare contro di noi, che eravamo a piedi. […] Abbiamo cominciato a girare per le stanze sparpagliandoci da ogni parte. I compagni che si erano introdotti nella cantina sono risalti dicendo che era minata. È stato necessario procedere allo sminamento. Nella cantina c’erano cinque o sei scatoloni, non ricordo bene, adagiati alle colonne portanti che i fascisti non avevano fatto in tempo a far saltare in aria. Negli scatoloni c’era tutta la documentazione degli appartenenti alle brigate nere, con tanto di foglio di domanda, di fotografia e di dati anagrafici. Guardando le foto abbiamo riconosciuto parecchia gente. All’ultimo piano, nella soffitta, invece, c’era un laboratorio per costruire i Parabellum. C’erano armi già funzionanti e altre in lavorazione. Le armi funzionanti le abbiamo subito prese.»

✔️ Michele Ficco, La Gioventù che resta. La storia del partigiano Michele, della brigata e del palazzo Campana, Editori Riuniti, Roma 2005

Il CLN regionale piemontese, forzando l’atteggiamento attendista degli alleati, decide di diramare la parola d’ordine “Aldo dice 26x1”, fissando per l’una di notte del 26 aprile 1945 la data dell’attacco partigiano a Torino. Seguono giorni febbrili, di trattative con gli occupanti tedeschi e scontri in città, ma il 28 aprile il CLN si insedia in Prefettura e nomina le nuove autorità cittadine. Quando il 3 maggio le truppe alleate arrivano a Torino, la città è ormai libera.

Fonte: https://www.museotorino.it/view/s/d485369c26b44d9cb66925c26719bd9b

Sono appena le tre del mattino di domenica 22 aprile 1945.Modena non dorme: bisogna affrontare l'ennesima giornata di ba...
22/04/2026

Sono appena le tre del mattino di domenica 22 aprile 1945.

Modena non dorme: bisogna affrontare l'ennesima giornata di battaglia per la liberazione dai nazisti. Nei pressi del centro storico, i conflitti a fuoco tra le brigate partigiane e i tedeschi proseguono, costringendo questi ultimi alla ritirata verso le pianure del Po.

All'alba, quando in città entrano gli alleati, Modena è già stata liberata dai suoi Partigiani!

Modena, dopo Bologna, riesce a liberarsi da sola grazie all'insurrezione popolare, prima dell'arrivo degli alleati.

Modena, poi insignita della Medaglia d'Oro per la Resistenza, è LIBERA!

VIVA LA RESISTENZA! ✌️🇮🇹

• Fabio Nacchio

𝐏𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐨𝐝𝐞 𝐬𝐮 𝐆𝐚𝐳𝐚(Questo post ha un anno, ma è ancora così attuale).Molte volte mi è stato chiesto di dire una paro...
16/02/2026

𝐏𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐨𝐝𝐞 𝐬𝐮 𝐆𝐚𝐳𝐚
(Questo post ha un anno, ma è ancora così attuale).
Molte volte mi è stato chiesto di dire una parola su Gaza. A volte erano richieste accorate, spesso persino rabbiose.

Non sono un inviato di guerra, né un esperto di politica internazionale. Perciò non ho notizie da condividere che non siano già di dominio pubblico.

Evitare di dire banalità solitamente è una buona cosa. Nondimeno perfino dichiarare l'ovvio è preferibile ad alimentare il sospetto odioso di essere pavidi, collusi o indifferenti.

Perciò esprimo in poche e scarne frasi il mio pensiero, sebbene - come detto - si tratti di banalità.

* * * * *

Mi auguro la totale eliminazione di Hamas.
Mi auguro l'eliminazione politica di Netanyahu.
Desidero che le bambine e i bambini di Gaza possano studiare: ricevere un'educazione che li renda liberi dal degrado culturale e materiale (il che implica, ovviamente, la fine della carneficina in atto, se non fosse chiaro);
Desidero che gli ostaggi israeliani possano tornare a casa.

Voglio che gli arabi palestinesi abbiano un loro stato sovrano; uno stato laico in cui possano vivere pacificamente anche gli ebrei.
Voglio che lo stato di Israele continui ad esistere. E che gli arabi possano continuare a vivere in Israele (sono circa 2 milioni, oltre il 20% della popolazione), avendo pari diritti degli ebrei.

Questa guerra non è fra i palestinesi e gli israeliani. Perché anche gli israeliani vivono nella terra che storicamente è chiamata Palestina, dunque sono palestinesi. Questa è una guerra fratricida fra palestinesi e palestinesi; palestinesi israeliani e palestinesi gazawi.

Roberto Mercadini

Grazie Roberto per queste lucide parole. È ora che i costruttori di pace come te facciano sentire la loro voce. E tacciano i fomentatori di odio.

"Czeslawa Kwoka, polacca cattolica, 14 anni. Morta nel campo di sterminio di Auschwitz il 18 Febbraio 1943 con un'iniezi...
27/01/2026

"Czeslawa Kwoka, polacca cattolica, 14 anni.
Morta nel campo di sterminio di Auschwitz il 18 Febbraio 1943 con un'iniezione di fenolo nel cuore. Poco prima dell'esecuzione, è stata fotografata dal prigioniero Whilem Brasse, che ha testimoniato contro il boia di Czeslawa, la donna che, prima della foto, l'ha colpita in faccia, come mostra l'ematoma sul labbro. È il volto di una bambina terrorizzata, che nemmeno parlava la loro lingua e che aveva perso la madre pochi giorni prima. Era uno dei circa 250.000 bambini e minorenni giustiziati ad Auschwitz-Birkenau.

La foto, originariamente in bianco e nero al Memorial Oświęcim, è stata colorata dalla fotografa professionista brasiliana Anna Amaral, rimasta così impressionata dalla foto di Czeslawa da renderla a colori e disponibile per tutti. Questi erano i prigionieri con il pigiama a righe dei campi di concentramento, non quei trogloditi oggi a Novara".

Raffaele Fracassi

La Giornata della Memoria.Una giornata che il regime della Repubblica Islamica ha sempre cercato di negare: nega l’Oloca...
27/01/2026

La Giornata della Memoria.
Una giornata che il regime della Repubblica Islamica ha sempre cercato di negare: nega l’Olocausto, odia Israele e sogna la sua distruzione, senza riuscirci.
In questi giorni sento ancora di più il peso immenso di questo dolore e dell’orrore disumano che il popolo ebraico ha subito. Li comprendo attraverso una ferita che parla la stessa lingua del dolore.
Il loro dolore oggi è anche nel mio cuore. Perché in questi stessi giorni, i miei fratelli e le mie sorelle in Iran hanno conosciuto la stessa violenza, la stessa aggressività che schiaccia, umilia, spezza.

Sono in lutto.
E non posso nasconderlo: anche se cerco di restare in piedi, di resistere, di lottare, dentro sono a mille pezzi. Ci sono ferite che non guariscono, che restano a vivere con noi, per sempre.

E così, per me — per noi iraniani — si è incisa un’altra Giornata della Memoria.
Una data che non dimenticheremo mai: 8 e 9 gennaio 2026.

• Rayhane Tabrizi

Onore a tutti coloro che rischiano la vita per combattere contro questo regime mostruoso religioso. Viva i giovani persi...
24/01/2026

Onore a tutti coloro che rischiano la vita per combattere contro questo regime mostruoso religioso. Viva i giovani persiani dell’Iran.
~
Scrive Dario Sanchez: il nostro dovere morale è non lasciare soli i partigiani anti-islamici che stanno rischiando tutto per il desiderio di una vita degna e libera nella loro Patria. Il nostro tempo ci pone davanti a una scelta che non ammette ambiguità: stare dalla parte di chi rischia tutto per una vita degna e libera, oppure voltarsi dall’altra parte in nome di un relativismo vigliacco. Il nostro dovere morale è non lasciare soli i partigiani anti-islamici che oggi, in Iran, affrontano la repressione, la prigione e la morte per rivendicare ciò che a noi appare scontato: la libertà di pensiero, la dignità dell’individuo, la sovranità della Patria.
Questo è un nuovo 1848. Allora come oggi, la linea di frattura non passa tra etichette ideologiche, ma tra chi difende la ragione e chi impone il dogma; tra chi crede nella nazione come comunità di cittadini liberi e chi pretende la sottomissione totale dell’uomo a un’ideologia religiosa violenta e regressiva.

14/01/2026

𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚’
Un video che mostra la giovane iraniana Mali Imani mentre canta per strada ha ottenuto milioni di visualizzazioni sui social media ed è diventato uno dei simboli della protesta contro il regime degli ayatollah. In Iran alle donne è vietato cantare in pubblico e la violazione di questo divieto può portare all’arresto e a punizioni.

Il momento carico di emozione, ripreso circa due anni fa, è stato ripubblicato sulla sua pagina Instagram e, dall’inizio delle proteste, è diventato virale, arrivando a totalizzare quasi 30 milioni di visualizzazioni.

Mali ha descritto quel momento dicendo: “Questo è uno dei momenti più belli della mia vita”. Ha raccontato come il fischio che si sente alla fine del video, e che interrompe il suo canto, le abbia quasi provocato un infarto — un chiaro riferimento all’avvicinarsi della polizia morale o delle forze di sicurezza.

💔 La canzone cantata: Erfan Tahmasbi - Khodahafez https://youtu.be/EHNPeGtmHn0?si=sktsC9Y7vVKqLv7r + https://open.spotify.com/track/3ZSHFuE53CIexGaPBpfA2c?si=hxXOCpznQ4Cfy_8aebIB8w

A tutti non-iraniani che si definiscono attivisti ed ora sono in silenzio: questo è per voi.Sapete benissimo perché vi r...
12/01/2026

A tutti non-iraniani che si definiscono attivisti ed ora sono in silenzio: questo è per voi.
Sapete benissimo perché vi rifiutate di parlare dell’Iran?

✔️ 1. Perché l’Iran smaschera la vostra falsa chiarezza morale.
Amate le storie semplici: buoni contro cattivi. L’Iran è scomodo, quindi offuscate la realtà e la chiamate “complessa”.

✔️ 2. Perché la vostra ideologia viene prima delle vite umane.
Se un regime grida “morte all’America”, improvvisamente sviluppate una sordità selettiva, anche mentre picchia, tortura e uccide il proprio popolo.

✔️ 3. Perché avete paura delle etichette.
Preferite restare in silenzio piuttosto che essere chiamati “islamofobi”, “problematici” o “politicamente scomodi”.

✔️ 4. Perché Gaza vi ha dato visibilità. L’Iran vi dà dei compiti.
Gaza era attivismo sicuro: applausi, zero conseguenze. L’Iran richiede coraggio e schiena dritta. Voi non li avete.

✔️ 5. Perché le donne iraniane non rientrano nella vostra estetica preferita della vittima.
Donne ribelli.
Donne coraggiose.
Donne che pretendono libertà.

Troppe. Troppo reali. Troppo difficili da romanticizzare.
Quindi smettetela di mentire.
Questa non è ignoranza.
Non è “attendere maggiori informazioni”.
È silenzio calcolato. Un silenzio scelto per proteggere la vostra immagine, la vostra ideologia e il vostro comfort.

Vergognatevi della vostra compassione selettiva e del vostro attivismo performativo.

• Rayhane Tabrizi

Indirizzo

Via Borgosesia
Turin

Sito Web

https://www.instagram.com/massimo.ankor

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