09/01/2026
Ieri sera ero a letto.
Stavo bene, ero sereno, quasi indifferente. La vicenda Cancelo non mi toccava più di tanto.
Apro TikTok (lo uso pochissimo) e dopo due scroll mi appare un video: “Frattesi Passion”, o qualcosa del genere.
Gol al Barcellona.
Davide che esulta come se il mondo stesse finendo.
Quella sera ero allo stadio.
Quell’esultanza l’ho vissuta dal vivo, poi l’ho rivista il giorno dopo, ovunque.
Era diventata un simbolo. Un’istantanea eterna. Una di quelle immagini che, senza chiedere permesso, ti si piantano dentro.
Spengo il telefono.
E da lì non dormo più.
Resto due ore a rigirarmi nel letto, sommerso da una valle di lacrime, ripercorrendo la storia di questo ragazzo come si fa quando si ha paura di perdere qualcuno. Come se stessi già elaborando un addio.
E no, non sto parlando di moduli, di rotazioni, di utilità tattica.
Non sto parlando di calcio come lo raccontano nei dibattiti.
Sto parlando di Davide.
Di quello vero.
Stiamo per perdere Davide.
E l’abbiamo lasciato lì, su quella balaustra, con la vena che pulsa, il fiato spezzato, le urla che fanno tremare San Siro, così preso dalla foga da sembrare sul punto di svenire, ma troppo vivo per fermarsi.
Stiamo per perdere Davide.
Quello che zittisce Leão con lo sguardo e poi, pochi minuti dopo, si strappa la maglia segnando come un disperato.
Stiamo per perdere Davide.
Quello che a Verona e a Udine decide che seconda stella doveva essere nostra.
Stiamo per perdere Davide.
Quello che si butta sul cross di Carlos e decreta che il Bayern deve cadere in casa, dopo quattro anni.
Stiamo per perdere un uomo in cui ci si riconosce senza sforzo.
Uno di noi.
Uno normale, semplice, vero.
Uno che amava alla follia sua nonna.
Uno che non si nasconde dietro l’apparenza, che non bada al taglio di capelli, ma entra, segna, urla e incendia un popolo intero, inseguendo il sogno che aveva da bambino.
E fa male.
Fa male perché non stiamo perdendo solo un calciatore.
Stiamo perdendo qualcuno che ci rappresentava.
Qualcuno che, anche per pochi minuti, ci faceva sentire lì in mezzo al campo insieme a lui.
E solo ieri ho capito una cosa:
non sono pronto a perdere Davide Frattesi.
Sono stato superficiale.
L’ho messo da parte dentro di me, convinto che si potesse andare avanti anche senza. Convinto che certi legami non facciano rumore quando finiscono.
E invece no.
Ieri mi è esploso nel cuore.
Mi ha travolto.
Mi ha lasciato senza fiato.
Proprio come una sua esultanza.
Non sono pronto 💔