15/07/2026
1000 VOLTE GRAZIE (E 1000 DOMANDE D'UFFICIO)
Cari amici, musicisti, bevitori seriali e burocrati di tutta la provincia,
Facciamo un piccolo calcolo matematico. A fine giugno, senza che quasi me ne accorgessi (probabilmente stavo compilando l'ennesimo modulo per l'impatto acustico), ho tagliato un traguardo che a scriverlo mi fa ve**re le vertigini: 1000 eventi in 13 anni.
Mille. Significa una media di circa 77 eventi all’anno (ovvero il 7,7% del totale complessivo, ogni singolo anno, senza sosta). In pratica, per 13 anni di fila, ho passato quasi il 20% delle mie giornate ad assistere al montaggio di palchi, audio, luci, veder spillare infinite birre, accogliere artisti entusiasti e poi, gli stessi (cinque minuti dopo), sentirli imprecare e litigare con i cavi (infiniti). Praticamente una reperibilità h24 degna di un chirurgo d'urgenza, ma con molte più chitarre elettriche e decibel a disposizione.
Se mi guardo indietro, mi sembra ieri quando tutto è iniziato "per puro gioco". Poi, non so bene in quale momento di follia collettiva, quel gioco si è trasformato in un mestiere. E che mestiere. Una mappa geografica ed emotiva che ha toccato vari angoli del nostro territorio. Provate a seguirmi in questo viaggio della memoria (e se ho dimenticato qualcosa, querelatemi pure, tanto ho l'avvocato convenzionato SIAE):
L'ERA DEI PIONIERI E DEI LOCALI (LA MIA "GEOGRAFIA DEL DECIBEL")
Gli esordi romantici: Tutto è iniziato dove batteva il cuore, al Bar dei Cavai.
Le grandi saghe: Le splendide 4 stagioni al Nuovo Bar Chistè, le 3 stagioni meravigliose e "domenicali" a Trento Alta, l'intensissimo (e incasinatissimo) anno al Why Not, e la spendida ed entusiasmante doppietta al Matrix.
I feudi storici: Le ben 5 stagioni al Bar Baccus con il rivoluzionario Perbaccus (praticamente avevo la residenza lì), e la resistenza "geniale" delle 4 stagioni in piazza al Revolta Cafè.
La via dei bar e dei circoli: Le tappe al Tavernacolo (2 stagioni), Le Foci del Sarca in quel di Torbole (2 stagioni), Officina27 a Levico (1 stagione), Al Posta (bellissime 2 stagioni), l'atmosfera unica e surreale del Circolo Redicoi e Reversi (2 stagioni), le scommesse vinte al Liber Cafè (2 stagioni), l'incursione al Bar Lupo (1 stagione) e la magia di Piazza Mostra de Al Castel (1 stagione).
Le apparizioni "Spot": Quei posti dove arrivavi, montavi, facevi saltare il banco e te ne andavi, come alla La Casa dello Speck (Levico), il Perla Bar, la Casa del Caffè e il Gallo Blu.
IL SALTO ISTITUZIONALE (OVVERO: "GIUS, ADESSO SI FA SUL SERIO")
Ad un certo punto le mura dei locali hanno iniziato a starmi strette e sono passato ai parchi, alle piazze, alle situazioni dove se salta la corrente si spegne mezza città:
Il mitico Fersina Music Festival.
Il delirio organizzativo delle Feste Vigiliane nei parchi e nei quartieri (3 stagioni di pura adrenalina).
La bellezza sospesa del Teatro Capovolto sempre per le Vigiliane (2 stagioni).
La marea umana della Festa Provinciale del Primo Maggio a Lavis (3 stagioni).
E poi l'onore di decretare chi ce la fa e chi no, con le 3 stagioni di Arezzo Wave e il recentissimo, bellissimo Canezza Music Contest (prima edizione).
LA PASSIONE È UN AZZARDO. O CI METTI L'ANIMA, O È MEGLIO LASCIAR STARE
C'è un orgoglio profondo nel firmare eventi che lasciano il segno: dalle chicche per veri intenditori – portando "sul palco" stelle internazionali del blues del calibro di Leburn Maddox, Tom Attah e Alix Antony, sostenuti dal groove del mitico Jacopo Coretti alla batteria – fino alle scommesse più folli. Quelle dove, se sbagli, "ci rimetti la pelle" (o qualcos'altro, cambiando solo una vocale...). Portare per ben due volte una leggenda assoluta come Marky Ramone con i suoi Blitzkrieg (nel 2024 alla Fly Music Arena di Besenello e nel 2025 all'X-LIVE Rock Park Music Festival di Riva del Garda) è stata una di quelle sfide da pelle d'oca. Forse più grandi di me, sì. Ma vederle trasformate in pura apoteosi sotto il palco è la risposta a ogni rischio preso.
Sicuramente ho dimenticato qualcosa. Sicuramente c'è un fusto di birra non conteggiato o un artista che sta ancora cercando il suo jack in qualche baule del service.
E ADESSO? IL "MOSTRO FINALE": LA BUROCRAZIA
Se sopravvivi a 1000 serate, a fiumi di pioggia estiva che minacciano i mixer, a musicisti che arrivano con un’ora di ritardo e a vicini che chiamano i vigili alle otto di sera perché "il basso e il sub vibra troppo", pensi di essere immortale.
Poi, però, arriva lei. La Burocrazia.
Negli ultimi anni organizzare un evento è diventato un misto tra l'ottenere un visto per la NASA e il lanciare un razzo nello spazio. Piani di sicurezza redatti per complicare e mai per semplificare (e che cambiano ogni piè sospinto), autorizzazioni firmate col sangue, commissioni di vigilanza che analizzano anche il coefficiente di scivolamento del prato, portali telematici che sembrano progettati nel 1995. Ogni firma è una fatica, ogni timbro è un sospiro. La fatica burocratica ha superato di gran lunga la fatica di mo***re i palchi alle due del pomeriggio sotto il sole di luglio.
E allora, a 1000 eventi tondi tondi, è arrivato il momento di ti**re il freno a mano. Di fermarsi a bordo pista a guardare gli altri correre.
È giunto il momento di lasciare il passo? È un definitivo GAME OVER?
Non lo so. Forse è solo una schermata di Pause. Ma per ora, scollego i cavi, spengo i fari e, soprattutto, stacco gli amplificatori.
Dopo 13 anni di acuti, casse dritte, applausi e soundcheck infiniti, ho scoperto una cosa incredibile:
IL SILENZIO, A VOLTE, È LA MUSICA PIÙ MAGICA DI TUTTE.
Ci si vede in giro (ma stavolta dalla parte del bancone con un bicchiere in mano).
GIUS