14/05/2026
Il Festival del Lamento torna dall’1 al 4 agosto 2026 a Soveria Mannelli, nel bel mezzo della Calabria.
“Al peggio non c’è mai fine” è il tema che presentiamo oggi al Salone del Libro di Torino e che abbiamo scelto per la IV edizione estiva, perché - d’altra parte - se andasse tutto bene non avremmo di che lamentarci.
Intorno a noi cadono bombe, si dichiarano guerre, le persone muoiono in mare e sul luogo di lavoro, i salari non crescono, la gente continua a partire, nei paesi mancano i servizi essenziali: onestamente non c’è da stare molto allegri. Al Festival ci lamenteremo di questo e di molto altro, ma lo faremo insieme, perché - ne siamo convinti - insieme è più facile trovare un barlume di soluzione o, meglio ancora, un po’ di compassione.
E attraverso libri, teatro, musica, stand up comedy, lectio, dibattiti e buon cibo abbiamo individuato il nostro modo di lamentarci. E anche di stare al mondo, in un paese di meno di 3000 abitanti.
Il manifesto dell’edizione 2026 porta la firma di Pierluigi Longo, illustratore di riconosciuto talento che collabora con Internazionale, Corriere della Sera, Repubblica, Washington Post, Wall Street Journal, con le case editrici Feltrinelli, Mondadori, Rizzoli, Einaudi e con il Teatro Regio di Parma, il Teatro Lirico di Cagliari e il Festival Donizetti di Bergamo.
“Ho pensato subito alle maschere del Teatro Greco e Romano, per la loro forza espressiva, per motivi storici legati al territorio della Magna Grecia (dove si svolge il Festival) e poi perché mi affascinano e mi piace disegnarle. Insieme ai volti dai tratti esagerati, ho aggiunto i gesti delle mani per enfatizzare il tema del lamento e dare alle maschere una connotazione meno astratta. I sottili rami che sorreggono le maschere sono un po’ ispirati dalle decorazioni grottesche, così come l’uccellino, che se fate bene attenzione e tendete l’orecchio, si sta lamentando pure lui”.
Le grafiche sono curate da Ilaria Spina
Vi aspettiamo nel bel mezzo della Calabria!