18/12/2025
La pubblicazione della nostra lettera ha suscitato molte reazioni. In tanti ci avete scritto: alcuni hanno compreso e rispettato le nostre motivazioni, altri purtroppo hanno diffuso ricostruzioni non corrette dei fatti. Era un rischio che avevamo messo in conto.
C’è però un dato che non possiamo ignorare: in pochi dell’Amministrazione comunale si sono realmente preoccupati di affrontare il problema e di aprire un confronto costruttivo con noi. Da parte nostra abbiamo ricevuto soprattutto indifferenza e silenzi ed è questo che ci ha ferito di più, considerato che tale decisione maturava da mesi, e di certo non è stato qualcosa di imprevedibile.
Ieri è stato pubblicato un articolo di giornale che parla di noi e del nostro gesto, arrivando a titolare che “la Consulta Giovani si è arresa”. Nell’articolo viene dato spazio a chi avrebbe potuto e dovuto prendere il telefono e avviare un dialogo diretto con noi, invece di rilasciare dichiarazioni a terzi, a distanza di settimane.
Anche noi siamo stati contattati, ma abbiamo scelto di non rilasciare interviste. Crediamo che i problemi vadano affrontati senza affidarli a canali che spesso amplificano e distorcono la realtà. Non tutti hanno fatto la stessa scelta, preferendo utilizzare questa vicenda per altri fini.
Per chiarire in modo definitivo la nostra posizione e i motivi che ci hanno condotti a una decisione per noi dolorosa - vissuta come un vero e proprio lutto, perché la Consulta era qualcosa che sentivamo nostro, costruito con sacrificio e dedizione - riteniamo necessario precisare alcuni punti.
- Chiarezza sui finanziamenti
I contributi di cui si parla nell’articolo ammontano complessivamente a 450 euro, ricevuti nell’arco di sei anni di attività della Consulta. Tale somma corrisponde a un risarcimento per il Natale 2023, per le attività da noi svolte, e liquidato a distanza di un anno, a dicembre 2024.
Un ulteriore finanziamento comunale è stato quello relativo al Carnevale 2025, pari a 3.000 euro. Anche su questo punto è necessario fare chiarezza però: tale somma era destinata alle diverse associazioni del paese coinvolte nelle attività del Carnevale. La Consulta ha svolto esclusivamente il ruolo di soggetto tramite cui erogare le somme alle associazioni che hanno organizzato il Carnevale ad Arixi, Sisini e Senorbì. Tale somma è stata utilizzata per l’acquisto dei fatti fritti e delle bevande da offrire alla popolazione e per coprire le spese comuni, come SIAE e piano di sicurezza (come da “Rendiconto del 6 marzo 2025, protocollo n. 3107 del 7-03-2025). Non si è quindi trattato di un finanziamento destinato esclusivamente alla Consulta in quanto tale.
A questi si aggiunga il finanziamento regionale di 30.000 euro di cui siamo risultati beneficiari quest’anno. Tale somma è stata utilizzata per coprire le spese delle attività svolte durante l’Estate 2025: Giochi Senza Frontiere e Torneo delle Attività, a luglio, e la terza edizione del SenorBeer Fest. Tale finanziamento regionale, provenendo dal Titolo primo, è stato utilizzato per lo svolgimento esclusivo di eventi poiché potevano essere effettuate solo spese correnti e non investimenti. Per questo motivo, si è scelto di destinare i soldi guadagnati in occasione della serata del SenorBeer Fest, tolte le spese non coperte dal finanziamento, all’acquisto di attrezzature messe a disposizione della comunità, come panche, gazebo e altro materiale (come da “Verbale riunione 23 settembre 2025 protocollo n.12415 del 02-10-2025”, “Rendicontazione SenorBeer Fest 2025 protocollo n.12410 del 2-10-2025” e infine “Rendicontazione acquisto materiali Consulta Giovani protocollo n.15020 del 27-11-2025”). La parte restante del finanziamento regionale, che doveva essere destinata a coprire le spese per un evento previsto per il mese di ottobre, verrà restituita alla Regione in quanto non utilizzato, come da “Rendicontazione Fondo Regione Sardegna protocollo n.15120 del 01-12-2025”.
Non abbiamo mai chiesto fondi per le nostre attività ordinarie, perché il nostro operato non doveva gravare sulle casse comunali. Abbiamo sempre camminato con le nostre gambe. Eventi come la Cena Giovani, la Tombolata, i tornei e molte altre iniziative sono sempre stati realizzati utilizzando il nostro fondo cassa, alimentato esclusivamente dal nostro lavoro e dal supporto degli sponsor e della comunità in generale che negli anni ci ha sostenuto.
Le somme che abbiamo deciso di devolvere alle iniziative già indicate nella precedente lettera (defibrillatore, donazioni, acquisto di materiali, ecc.) ammontano a 19.150 euro, come riportato nel “Verbale della seduta del 6 novembre 2025 protocollo n.15019 del 27-11-2025”. Si tratta di fondi accumulati negli anni, frutto esclusivo del nostro lavoro volontario e dell’aiuto della comunità, e non di finanziamenti comunali come qualcuno pensa. Questa somma, inizialmente, doveva essere destinata all’acquisto di diverse attrezzature da mettere a servizio nostro e della comunità - come in parte è già avvenuto - e alla creazione di uno spazio di ritrovo per i giovani di Senorbì, una volta ottenuta una sede. Auspichiamo che questo progetto possa vedere la luce in futuro, a prescindere da noi.
Tutte le somme raccolte sono sempre state inserite nei bilanci, approvate dall’Assemblea e regolarmente protocollate in Comune, come riportato nei bilanci: “Verbale assemblea 23 aprile 2024 n. 5125 del 02-05-2024” e “Bilancio aprile 2025, protocollo n. 5837 del 06-05-2025”, come previsto dall’articolo 7 del nostro Statuto. Le accuse di lucro personale o di operazioni in nero che abbiamo ricevuto sono infondate e altamente offensive: tutto è sempre stato gestito con serietà, trasparenza e alla luce del sole.
- Condizioni operative
È vero che spesso ci riunivamo la sera o la notte negli spazi comunali, ma non per nostra scelta. Da anni chiedevamo una sede adeguata, più volte promessa ma mai assegnata. Una Consulta come la nostra aveva bisogno di un luogo fisico dove poter lavorare, custodire materiali e organizzarsi, come previsto anche dall’articolo 20 del nostro Statuto, approvato dal Consiglio Comunale.
In assenza di questa, siamo stati costretti ad arrangiarci, stipando attrezzature in un piccolo magazzino privato e lavorando in condizioni di fortuna, come accaduto anche durante la preparazione delle bandierine del SenorBeer Fest 2025 in Piazza di Scuola. Detto questo, riteniamo riduttivo e offensivo affermare che il problema principale fosse la sede: in un modo o nell’altro abbiamo sempre trovato soluzioni. La sede non è stata la causa della chiusura, ma solo uno dei tanti segnali di una mancanza di attenzione più ampia.
L’Amministrazione ha sempre formalmente autorizzato gli eventi da noi organizzati, ma spesso a costo di grandi difficoltà. In molte occasioni abbiamo incontrato ostacoli e rallentamenti e ci siamo trovati a dover risolvere autonomamente problemi organizzativi e pratici pur di riuscire a portare a termine le iniziative, dimostrando capacità di adattamento e una determinazione costante nel superare le difficoltà più complesse.
Non abbiamo mai ricevuto un incoraggiamento, nemmeno un semplice “bravi”, da chi di dovere. Non cercavamo visibilità o comunicati ufficiali, ma un minimo di considerazione per l’impegno e il tempo messi a disposizione della comunità, cosa che invece non è mai mancata dai cittadini e dalle numerose associazioni che ci hanno sempre aiutato e spinto a fare meglio. A volte sarebbe bastato anche un semplice messaggio.
Spesso siamo stati messi, nostro malgrado, in contrapposizione con altre associazioni, attraverso la diffusione di informazioni non veritiere. Ogni volta è stata nostra premura chiarire e ricucire i rapporti, perché non abbiamo mai voluto entrare in conflitto con nessuno, ma costruire collaborazione e ponti. Crediamo fermamente che senza collaborazione non si vada da nessuna parte.
- La decisione di fermarsi
Il fatto che non si sia trovato un Presidente al momento della votazione per il nuovo direttivo non è indice di divisioni interne. Il gruppo è rimasto unito e non vi sono stati dissapori o contrasti tra i membri. La decisione di fermarsi è stata collettiva e condivisa. Nessuno ha voluto assumersi la responsabilità di proseguire in un contesto che, nel tempo, era diventato insostenibile.
Si sostiene che nessuno fosse a conoscenza della situazione, nonostante già da novembre - dopo la seduta del 6 novembre 2025, in cui veniva segnalata la decisione dell’Assemblea di chiudere l’associazione (protocollo n. 15019 del 27-11-2025), e prima ancora da luglio con le dimissioni del Vicepresidente - siano arrivate le PEC dei membri della Consulta che annunciavano la loro uscita. Nessuno si è mai interrogato seriamente sulle ragioni di questo disagio, nonostante fosse evidente e presente da mesi.
Siamo ragazzi: sbagliamo, impariamo, sappiamo riconoscere gli errori e chiedere scusa quando necessario, ma ci teniamo alla verità. Per molto tempo abbiamo continuato ad andare avanti perché lavorare insieme ci piaceva, ci entusiasmava e ci faceva sentire utili. Lo facevamo per Senorbì, per la comunità e per i giovani, convinti del valore dello stare insieme.
Questa situazione, però, ci ha logorato profondamente. Non solo per i continui attriti, ma anche per le calunnie provenienti da parte di chi ha preferito criticare anziché collaborare, anche tra i nostri stessi compaesani. In una situazione di questo tipo, nessuno ha voluto prendersi la responsabilità di continuare e costituire un nuovo direttivo. Non pensiamo che questo sia segno di immaturità o della necessità di una figura più grande di età per guidarci: riteniamo, anzi, di aver dimostrato con i fatti di saperci assumere responsabilità e di riuscire a cavarcela sia da soli che con l’aiuto delle altre associazioni, attività commerciali e cittadini che hanno creduto nel nostro progetto.
Non ci siamo mai occupati di politica, non ci siamo mai schierati. Non abbiamo mai cercato favori: abbiamo sempre camminato con le nostre gambe, grazie anche agli aiuti che le altre associazioni ci hanno costantemente fornito, chiedendo soltanto il via libera per organizzare eventi per il bene della comunità. Oggi, invece, ci ritroviamo strumentalizzati. La Consulta non è e non deve essere uno strumento politico: il nostro principio è sempre stato quello di essere di tutti e per tutti, presenti per la comunità a prescindere dalle idee di ciascuno.
La Consulta Giovani di Senorbì è stata una delle più numerose della Sardegna: circa 40 ragazzi, di età diverse, che volontariamente hanno donato il proprio tempo libero al paese. Invece di investire su questa energia, troppo spesso si è scelto di non riconoscerla e di essere indifferenti nei suoi confronti. Anche ora che abbiamo deciso di chiudere questo capitolo, abbiamo provato a farlo nel migliore dei modi, coerente con i nostri ideali, donando alla comunità e al paese ciò che avevamo raccolto sotto forma di interventi di diversa natura.
Per tutte queste ragioni, e perché il volontariato ha senso solo se nasce dal cuore e non se viene vissuto come una forzatura, abbiamo deciso di fermarci. Se questo viene definito “arrendersi”, come scritto nell’articolo, lo accettiamo. Non ci siamo fermati alla prima difficoltà però e questa lettera vuole ribadirlo, un’ultima volta: siamo semplicemente stanchi di una situazione che ormai dura da troppo tempo e per cui non vale più la pena lottare.
Chi vuole capire, capisca. Siamo stanchi di giustificarci, ma restiamo disponibili ad aprire un confronto pubblico e trasparente, affinché tutti - cittadini compresi - possano conoscere realmente i fatti senza falsità.
Il Presidente uscente e i membri della Consulta Giovani Senorbì, Arixi e Sisini