Costantino Idini Photography

Costantino Idini Photography Real moments. Real people. Real stories. Photography for events, hospitality and visual storytelling.

Authentic and professional images designed to communicate atmosphere and value. Wedding, interior, food, music, theatre, Portraits, reportage documentary Photography

Faith
07/06/2026

Faith


Santa Cruz de la Sierra, Bolivia 2011A Santa Cruz conobbi Boffill.All’epoca viveva e dipingeva all’interno del Café 24, ...
31/05/2026

Santa Cruz de la Sierra, Bolivia 2011

A Santa Cruz conobbi Boffill.
All’epoca viveva e dipingeva all’interno del Café 24, un locale affacciato sulla piazza principale della città, accanto alla cattedrale.
Facemmo subito amicizia.
Passavamo giornate e serate a parlare di arte, viaggi, mostre e della vita in generale. Il Café 24 era il nostro punto di ritrovo. Da lì spesso ci spostavamo in un locale cubano poco distante, tra mojito, musica dal vivo e interminabili serate di salsa.
Per me era semplicemente Boffill.
Un uomo eccentrico, brillante, sempre in movimento, con una risata contagiosa e una capacità straordinaria di trasformare qualsiasi conversazione in un’avventura.
Solo molti anni dopo, riguardando le fotografie di quel viaggio, scoprii quanto fosse importante nel panorama artistico cubano e latinoamericano. Aveva esposto in numerose mostre internazionali e ricevuto importanti riconoscimenti.
La verità è che allora non lo sapevo, e forse non aveva alcuna importanza, per me rimane il compagno di chiacchiere, di bevute e di lunghe notti tropicali nel cuore di Santa Cruz.
Qualche tempo fa ho scoperto che se n’è andato nel 2021, durante la pandemia.
Mi ha colpito più di quanto immaginassi.
Ma riguardando queste fotografie mi accorgo che il ricordo è rimasto intatto.
A volte i viaggi finiscono, le strade si dividono e gli anni passano.
Poi riapri una vecchia cartella di fotografie e ti ritrovi seduto di nuovo al Café 24, a parlare d’arte con un vecchio amico.

Santa Cruz de la Sierra, Bolivia, 2011�Dal progetto What Do You Want Out of Life / Diario di viaggio.

Sassari City

Siamo circondati da immagini, eppure sempre più raramente ci fermiamo davvero ad osservarle.Nel mio prossimo articolo pe...
30/05/2026

Siamo circondati da immagini, eppure sempre più raramente ci fermiamo davvero ad osservarle.

Nel mio prossimo articolo per Sassari City Magazine rifletto sul rapporto tra fotografia documentaria, interpretazione e contesto nell'epoca della comunicazione veloce e dei social media.

Oggi le fotografie vengono spesso consumate in pochi secondi, isolate dal racconto che le accompagna e trasformate in significati immediati o narrazioni costruite da chi le osserva.

Ma una fotografia è davvero ciò che vediamo al primo sguardo?

Il reportage, nella sua forma più autentica, non cerca risposte semplici né verità assolute. Cerca di osservare, raccontare e lasciare spazio alla complessità della vita reale.

Forse la sfida più grande del nostro tempo non è produrre nuove immagini, ma imparare di nuovo a leggerle.

Articolo in uscita su Sassari City Magazine.

Self Portrait, London 2012 ©

Ho aspettato una settimana prima di pubblicare questo reportage sulla Cavalcata Sarda.Non per distanza dall’evento, ma p...
26/05/2026

Ho aspettato una settimana prima di pubblicare questo reportage sulla Cavalcata Sarda.

Non per distanza dall’evento, ma per prendere distanza dal flusso continuo di immagini che ogni anno invade i social.

Costantino Idini

Sardegna Geografia di un Popolo

La Cavalcata Sarda è probabilmente una delle manifestazioni più complesse e contraddittorie della Sardegna.

Non l’ho mai amata particolarmente nella sua dimensione celebrativa, forse perché ho sempre avuto un rapporto distante con le grandi rappresentazioni popolari. Eppure, ogni volta che torno ad osservarla, finisco inevitabilmente per esserne attratto.

Non per il folklore.
Non per la spettacolarizzazione.
Ma per ciò che questa festa riesce inconsapevolmente a raccontare sulla Sardegna stessa.

La Cavalcata, più che una semplice sfilata, sembra un atlante umano ed etno-antropologico dell’isola.
Un luogo dove convivono differenze profonde: linguistiche, culturali, sociali e geografiche.

In poche ore attraversano Sassari paesi che parlano lingue quasi differenti tra loro, comunità con identità fortissime, spesso divise da storie, mentalità e visioni del mondo completamente diverse.
Esiste una Sardegna delle città e una Sardegna dei paesi.
Una Sardegna interna e una costiera.
Una Sardegna pastorale, agricola, borghese, mineraria.
Eppure, dentro questa frammentazione quasi tribale, continua ad esistere un sentimento comune di appartenenza difficile da spiegare a chi non è nato su quest’isola.

Forse perché la Sardegna, più che una regione italiana, resta ancora oggi un piccolo continente al centro del Mediterraneo.

Osservando certi volti, certi gesti, certi silenzi, è impossibile non percepire connessioni profonde con altri popoli mediterranei e nordafricani.
Non soltanto nell’estetica o nei tratti somatici, ma nel modo di occupare lo spazio, nella ritualità collettiva, nel senso quasi ancestrale della comunità.

Ed è forse proprio questa stratificazione culturale che rende la Cavalcata così affascinante ai miei occhi.

Paradossalmente, una delle manifestazioni identitarie più forti della Sardegna nasce non da un’origine religiosa, ma come celebrazione in onore dei sovrani e dei poteri reggenti del secolo scorso.
Eppure, nel tempo, la festa ha finito per trasformarsi in qualcosa di molto più complesso: uno specchio imperfetto dell’identità sarda contemporanea.

Il mio interesse non è documentare la festa in sé.
Mi interessa osservare cosa emerge tra le sue crepe.
Gli sguardi.
Le distanze.
Le somiglianze inattese.
Le tensioni silenziose tra appartenenza e rappresentazione.

Forse è proprio questo che continuo a cercare nella fotografia: non la risposta, ma le contraddizioni che definiscono un popolo.

Sassari City
Comune di Sassari
RAS - Regione Autonoma della Sardegna


Fotografando la cavalcata  per Sassari City
23/05/2026

Fotografando la cavalcata per Sassari City

23/05/2026

Attraverso l’occhio sensibile del nostro inviato Costantino Idini, le immagini della Cavalcata Sarda 2026 raccontano la magia di una festa sospesa nel tempo, fatta di colori, emozioni e respiro collettivo. A lui va la nostra profonda gratitudine per aver saputo cogliere, ancora una volta, l’essenza di un evento straordinario con rara poesia. Questi scatti non sono solo fotografie, ma veri e propri attimi di vita che ci uniscono e ci fanno guardare al futuro con speranza. Li condividiamo con tutti voi, Sassaresi e non, che amate questa città.

Lavoro nella fotografia da tanti anni, e forse oggi più che mai mi chiedo dove stia andando questo linguaggio che amo pr...
21/05/2026

Lavoro nella fotografia da tanti anni, e forse oggi più che mai mi chiedo dove stia andando questo linguaggio che amo profondamente.

Viviamo sommersi da immagini perfette, ma sempre più vuote.
Fotografie costruite per essere consumate in pochi secondi, dimenticate ancora più velocemente.

Ho scritto questa riflessione non per nostalgia, ma per amore della fotografia.
Quella che ancora riesce a fermarti.
Quella che ha dentro umanità, istinto e verità.


No Empathy
The Future of Photography?

La fotografia contemporanea sta vivendo un momento strano.
Mai come oggi siamo sommersi da immagini perfette, curate, lucidate fino all’estremo… eppure raramente una fotografia riesce davvero a fermarmi.

Scorriamo migliaia di immagini ogni giorno, consumandole in pochi secondi.
Tutto deve colpire immediatamente: estetica, tecnica, colori, costruzione. Ma spesso, dietro quella perfezione, sento un vuoto. Un’assenza di anima.

La fotografia, per me, non è mai stata solo un esercizio estetico.
Non è soltanto equilibrio, nitidezza o ricerca ossessiva della perfezione tecnica.
La fotografia è presenza. È istinto. È umanità.

Oggi vedo troppo spesso immagini costruite, pensate esclusivamente per essere consumate velocemente sui social.
Fotografie fredde, perfette, ma incapaci di lasciare qualcosa dentro.
Un sensazionalismo continuo che dura il tempo di uno scroll, subito sostituito dalla prossima immagine.

E forse è proprio questo che mi manca quella fotografia che ti costringe a fermarti.
Quella che ti entra dentro al primo sguardo.
Quella imperfetta magari, con un fuoco incerto o una composizione sporca, ma con un messaggio così forte da restarti addosso.

Nel reportage contemporaneo trovo sempre meno istinto e sempre più costruzione.
Sempre meno vita vera e sempre più rappresentazione della vita.

Ovviamente esistono ancora autori straordinari, persone capaci di usare la fotografia come linguaggio sociale, umano, culturale.
Esistono ancora immagini che raccontano il nostro tempo con sincerità e profondità.
Ma sono diventate eccezioni rare.

Forse sto semplicemente diventando vecchio.
Forse appartengo a un’altra idea di fotografia.
Un’idea dove l’esperienza umana conta più dell’algoritmo.
Dove il vissuto vale più della sola tecnica.
Dove prima di insegnare questo mestiere bisogna averlo attraversato davvero.

Perché la fotografia non è solo sapere usare una macchina fotografica.
È saper guardare.
Saper aspettare.
Saper sentire.

E continuo a credere che, in qualsiasi genere fotografico anche nella fotografia commerciale debba esistere almeno un frammento di verità umana.

Dico tutto questo non per nostalgia, né per critica gratuita.
Lo dico per amore della fotografia.
Quella vera.
Quella che ancora oggi, ogni tanto, riesce a emozionarci in silenzio.

© Costantino Idini
Sassari City

Anche quest’anno seguirò la Cavalcata Sarda insieme a Sassari City Magazine.Non solo sfilate e costumi, ma volti, dettag...
15/05/2026

Anche quest’anno seguirò la Cavalcata Sarda insieme a Sassari City Magazine.
Non solo sfilate e costumi, ma volti, dettagli, attese e frammenti di umanità attorno a uno degli eventi più importanti della Sardegna.
A presto con il reportage 2026.

Sassari City
Comune di Sassari
RAS - Regione Autonoma della Sardegna
Luca Losito

Alcune Immagini della sfilata 2025


Indirizzo

Sassari
07100

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