08/06/2026
Qualche settimana fa mi sono trovata a farmi delle domande scomode.
Mi sono chiesta se fossi io quella sbagliata.
Se l’empatia che metto nel mio lavoro fosse una debolezza, se il coinvolgimento che provo per le persone che seguo fosse un limite da correggere.
Mi sono ritrovata a riscrivere un contratto che avevo scritto quasi dieci anni fa e mi sono accorta all’improvviso, come se mi stessi svegliando da un lungo sonno, che non mi proteggeva più abbastanza.
A dire il vero questa consapevolezza è arrivata dopo una bella bastonata.
Di quelle che ti fanno ve**re voglia di diventare più fredda, distaccata e attenta a proteggerti che a lasciarti coinvolgere.
Poi è arrivato questo giorno.
E qualcuno ha scattato questa foto.
Guardandola mi sono ricordata perché anni fa ho deciso di ribaltare la mia vita e scegliere questo lavoro, non per i fronzoli o per la visibilità, ma per le emozioni che mi regala.
I contratti servono, non saranno mai loro a fare di me una Wedding Planner, perché la parte più bella di questo lavoro per me non è organizzare un evento, é avere il privilegio di entrare nella vita delle persone e accompagnarle in uno dei giorni più importanti della loro storia, é custodire emozioni, aspettative, paure e sogni, ma sapere che in un piccolo angolo dei ricordi di quel giorno ci sarò anch’io. Per sempre.
Forse dovrò imparare a proteggermi meglio, spero e mi auguro di non perdere mai questa parte di me.
Forse alla fine è proprio quella che mi ha portata fin qui. 💜
State con me, e ricordatelo se mai dovesse essere necessario.
Annalisa 🫶🏻