22/04/2024
🟡𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐑𝐓𝐀𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐕𝐈𝐓𝐀𝐌𝐈𝐍𝐀 𝐂 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐕𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐀𝐋𝐋'𝐎𝐒𝐓𝐄𝐎𝐏𝐎𝐑𝐎𝐒𝐈🟡𝐔𝐍𝐀 𝐌𝐄𝐓𝐀 𝐀𝐍𝐀𝐋𝐈𝐒𝐈 𝐃𝐄𝐓𝐓𝐀𝐆𝐋𝐈𝐀𝐓𝐀
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La vitamina C, o acido ascorbico, è un nutriente essenziale con un ruolo ben noto nella prevenzione di scorbuto, nel supporto del sistema immunitario e nella funzione di antiossidante. Recentemente, la ricerca si è estesa anche all'analisi del suo impatto sulla salute ossea, particolarmente nel contesto dell'osteoporosi. Questa condizione metabolica caratterizzata da una diminuzione della densità minerale ossea (BMD) e un aumento della fragilità ossea.
𝐔𝐧 𝐩𝐨’ 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚..
Le carenze di vitamina C hanno storicamente causato una varietà di condizioni mediche, come documentato già nel 1500 a.C. nel papiro Ebers da un erborista egiziano.
Lo scorbuto, un disturbo diretto risultante dalla carenza di acido ascorbico (AA), è caratterizzato da molteplici complicazioni tra cui letargia, dolore osseo, gengivite, ritardo nella guarigione delle ferite, mialgia, compromissione della crescita ossea e pseudoparalisi.
Nel XVIII secolo, in uno dei primi studi clinici documentati, il dottor James Lind, un medico della marina britannica, scoprì che lo scorbuto poteva essere efficacemente trattato mediante l'ingestione di agrumi, quali limoni e arance, evidenziando così una significativa riduzione dei sintomi della malattia.
Uno studio più recente ha analizzato 970 scheletri umani recuperati da fosse comuni del periodo della grande carestia di patate in Irlanda (1845-1852), scoprendo che la principale causa di morte era legata a infezioni dovute alla ridotta immunità, influenzata dallo scorbuto.
Questo stato di malnutrizione era attribuito alla dieta basata quasi esclusivamente su patate, l'unico alimento accessibile per la popolazione irlandese impoverita di quel tempo.
La scoperta scientifica cruciale avvenne nel 1931, quando Albert Szent-Györgyi isolò una molecola dagli agrumi, inizialmente chiamata acido esuronico, che si rivelò essere una forma di vitamina C, successivamente ribattezzata acido ascorbico.
Oggi, lo scorbuto è una condizione rara nei paesi sviluppati, prevalentemente osservata tra individui affetti da malnutrizione, come i senzatetto o persone isolate, o in coloro che hanno allergie agli alimenti ricchi di vitamina C.
Questa trasformazione del panorama della malattia riflette sia i progressi nella comprensione biochimica sia i miglioramenti nelle condizioni di vita e nell'accesso agli alimenti.
L'attuale dose giornaliera raccomandata (RDA) di vitamina C per gli individui sani è di 90 mg/giorno per i maschi adulti e 75 mg/giorno per le donne adulte, con dosaggi ridotti per bambini e neonati, variando da 15 a 65 mg/giorno a seconda dell'età e del sesso, e 40-50 mg/giorno per i neonati.
Negli adulti, si consiglia un incremento dell'RDA durante la gravidanza, l'allattamento e per i fumatori, rispettivamente di 15, 50 e 35 mg/giorno.
𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐨𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨 𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐛𝐮𝐭𝐨.
Le differenze nei risultati suggeriscono che gli effetti della vitamina C possono essere influenzati da numerosi fattori, come eventuali altre carenze nutrizionali oppure la supplementazioni sinergica di altri micronutrienti essenziali.
𝐄𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐂 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐞𝐥𝐥𝐮𝐥𝐞 𝐨𝐬𝐬𝐞𝐞 𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐢𝐥𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞𝐞
La vitamina C (acido ascorbico, AA) esercita effetti significativi sia in vitro che in vivo su vari tipi di cellule ossee. Numerosi studi in vitro hanno evidenziato il ruolo fondamentale della vitamina C nel promuovere l'espressione dei geni coinvolti nella differenziazione degli osteociti.
In particolare, l'AA induce la differenziazione dei condrociti attraverso la segnalazione ERK; trattamenti con AA hanno stimolato l'attivazione di ERK, mentre l'inibizione di ERK ha attenuato questo effetto.
Parallelamente, l'AA regola anche la determinazione e la proliferazione degli osteoblasti.
Studi hanno dimostrato che l'aggiunta di AA a culture di cellule simili agli osteoblasti promuove la deposizione iniziale di matrice extracellulare di collagene, seguita dall'induzione di geni specifici legati al fenotipo degli osteoblasti, come fosfatasi alcalina (ALP), osteocalcina e osteopontina, oltre a fattori di trascrizione come Runx2.
L'effetto della vitamina C si estende anche alla differenziazione delle colture di cellule staminali embrionali di topo in osteoblasti, con la presenza di desametasone e β-glicerofosfato che amplifica questo effetto.
Per quanto riguarda gli osteoclasti, l'AA mostra sia effetti stimolanti che inibitori sull'osteoclastogenesi in vitro. Ricerche hanno dimostrato che il trattamento con AA può aumentare il numero e la dimensione degli osteoclasti, ma può anche indurre la morte cellulare nelle fasi avanzate.
Questo doppio ruolo dell'AA potrebbe spiegare l'attenuazione del riassorbimento osseo osservato negli studi in vivo su animali ovariectomizzati.
𝐕𝐢𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐞𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥'𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐂 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐞𝐥𝐥𝐮𝐥𝐞 𝐨𝐬𝐬𝐞𝐞
La vitamina C è riconosciuta come un potente antiossidante e cofattore essenziale in molte reazioni biochimiche.
Studi su animali ovariectomizzati hanno mostrato che l'AA può ridurre gli effetti deleteri dei radicali liberi sulla densità minerale ossea aumentando gli antiossidanti tiolici come il glutatione.
Tuttavia, mentre gli antiossidanti possono minimizzare la perdita ossea prevenendo la differenziazione osteoclastica, non promuovono direttamente la rigenerazione ossea.
Ulteriori studi hanno esplorato i meccanismi tramite i quali la vitamina C stimola la differenziazione degli osteoblasti oltre ai suoi effetti antiossidanti.
È emerso che l'AA può regolare positivamente l'espressione di fattori critici come il fattore di crescita trasformante (TGF)-β e il recettore degli estrogeni (ER)-α negli osteoblasti.
Inoltre, trattamenti con AA hanno mostrato di aumentare la segnalazione di vie molecolari importanti.
Questi risultati suggeriscono che l'AA gioca un ruolo complesso e multiforme nella biologia delle cellule ossee e cartilaginee, influenzando vari aspetti della loro funzione e della loro differenziazione tramite diverse vie molecolari.
𝐄̀ 𝐧𝐨𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐞𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐧𝐮𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐯𝐨𝐥𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐫𝐮𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐜𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐨𝐬𝐭𝐞𝐨𝐩𝐨𝐫𝐨𝐬𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞.
Studi precedenti hanno dimostrato che un basso apporto di elementi come calcio, fosforo, magnesio, zinco, boro, ferro, fluoro, rame, vitamine A, K e D, e un elevato apporto di sodio, proteine animali e bevande analcoliche possono influenzare negativamente la salute delle ossa.
In particolare, la vitamina C è stata studiata per il suo ruolo nella sintesi del collagene e nella genesi degli osteoblasti, con studi che hanno dimostrato una correlazione inversa tra l'assunzione di vitamina C e il rischio di fratture o di osteoporosi.
Un incremento dell'assunzione di vitamina C è stato associato ad un aumento della densità minerale ossea in diversi siti, secondo quanto riportato da Kim, Cho e Park. Nonostante ciò, altri studi, come quelli citati da Casale, von Hurst e Beck, non hanno trovato correlazioni significative tra l'assunzione di vitamina C e la BMD.
𝐔𝐧𝐚 𝐦𝐞𝐭𝐚 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐡𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐮𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐞 𝐥’𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐂 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐝 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐚 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐨𝐬𝐬𝐞𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐨𝐬𝐭𝐞𝐨𝐩𝐨𝐫𝐨𝐬𝐢.
Su 24 studi analizzati, 20 sono stati esclusi per vari motivi. 4 studi che analizzavano la correlazione tra l'assunzione alimentare di vitamina C e la densità minerale ossea a livello del collo del femore e della colonna lombare sono stati inclusi nella meta-analisi, coinvolgendo complessivamente 3529 individui.
I risultati di quest'ultima hanno indicato un'associazione significativa tra un maggiore apporto di vitamina C e un incremento della BMD.
𝐀𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐂 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚
Tra i 13 studi considerati per il rischio di frattura, 7 sono stati esclusi dalla meta-analisi per vari motivi, tra cui la misurazione di fratture totali o specifiche esposizioni a vitamina C supplementare.
6 studi focalizzati sulla frattura dell'anca sono stati inclusi, coprendo un campione di 10.810 individui con 2.898 casi di fratture dell'anca.
La meta-analisi ha rivelato che alti livelli di assunzione di vitamina C non erano significativamente associati al rischio di fratture dell'anca.
𝐀𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐂 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐨𝐬𝐭𝐞𝐨𝐩𝐨𝐫𝐨𝐬𝐢
Nella revisione di 4 studi focalizzati sull'osteoporosi, 1 è stato escluso. I rimanenti 3 studi hanno esplorato il rischio di osteoporosi nelle categorie di assunzione di vitamina C e hanno coinvolto 3.378 individui con 1.301 casi di osteoporosi. La meta-analisi ha mostrato un'associazione inversa tra un maggiore apporto di vitamina C e il rischio di osteoporosi.
𝐂𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢
Questa meta-analisi rappresenta uno dei più grandi documenti mai creati per correlare l'assunzione alimentare di vitamina C con la densità minerale ossea, il rischio di fratture e di osteoporosi.
Gli autori hanno sancito come un maggiore apporto di vitamina C è associato a una maggiore massa ossea e a un ridotto rischio di fratture dell'anca e osteoporosi, particolarmente nelle persone over 60.
Come sottolineano anche loro, servirebbero altri studi per considerare il ruolo di altri nutrienti e il loro effetto sinergico con la vitamina C sulla salute delle ossa.
𝐀𝐬𝐬𝐮𝐦𝐢 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐯𝐢𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐂 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐟𝐢𝐜𝐨?
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𝐒𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐭 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐨 𝟓𝟎 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐯𝐞 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐦𝐢 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐞 𝐭𝐞 𝐧𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐨 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐢𝐦𝐢𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐃.
Conoscere è fondamentale e se post come questi possono aiutare e dare speranza, sono molto felice di dare il mio contributo.
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