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Diversi studi evidenziano uno stretto legame tra le esperienze infantili avverse, come la trascuratezza emotiva, episodi...
17/01/2024

Diversi studi evidenziano uno stretto legame tra le esperienze infantili avverse, come la trascuratezza emotiva, episodi di violenza, contesto sociale etc., e la salute psico-fisica delle persone in età adulta.

Diversi studi evidenziano uno stretto legame tra le esperienze infantili avverse, come la trascuratezza emotiva, episodi di violenza, contesto sociale

La depressione natalizia Euforia collettiva, shopping forzato, riunioni con i parenti. Per molte persone il Natale diven...
20/12/2023

La depressione natalizia

Euforia collettiva, shopping forzato, riunioni con i parenti. Per molte persone il Natale diventa uno “spettro” che fa paura. L’atmosfera natalizia coincide con la fine dell’anno, con lo stilare il bilancio obbligato con se stessi degli eventi più o meno importanti vissuti, con la paura che qualcosa improvvisamente cambi allo scoccare dell’ultima mezzanotte dell’anno e con la sensazione di essere inghiottiti da un futuro tanto pieno di nuove speranze quanto di incertezze.

”Mai come in questo periodo – sottolinea il neurologo Sorrentino – si registra un’incidenza così alta di depressione, a causa del cambio di stagione e delle abitudini, della riduzione della luce e soprattutto del confronto fra l’euforia collettiva e il proprio malessere. Questo clima di felicità a tutti i costi – spiega – aggrava il disagio psichico preesistente, la persona si avvita su se stessa, guarda in maniera pessimistica il proprio passato e si sente sola”.

Il Natale, inoltre, porta con sé una alterazione dei regolari ritmi di vita, che espone a stimoli insoliti: le pause dal lavoro portano spesso dei vuoti che non si sa spesso come riempire e la convivenza prolungata e forzata con altre persone, con i ruoli sociali imposti in primis, costringe a fare i conti con aspetti irrisolti delle relazioni, magari anche conflittuali, che generano ansia e tensione.

Il vissuto di solitudine quindi si mescola al senso di colpa nei confronti di chi, nel medesimo contesto invece, vive questo evento come una festa e come momento peculiare di incontro e ritrovamento dei legami familiari. Da non sottovalutare inoltre l’angoscia e il senso di vuoto accentuati da eventuali lutti, o perdite, subiti e non ancora superati. L’assenza della persona cara, come anche un cambiamento radicale sperimentato, vengono avvertiti maggiormente quando nelle festività il quotidiano si ferma e il caos dei preparativi diventa solo un fastidioso rumore.

Il malessere percepito come più opprimente è una spia che la mente accende rispetto a qualcosa vissuto come irrisolto o problematico. L’ascolto di questo segnale è il primo passo per individuare il problema nascosto, la causa vera del dolore ed è un processo fondamentale da parte di colui che lo vive come anche delle persone che lo circondano. Convertire questo disagio in un’opportunità per guardarsi dentro e conoscersi, imparare a chiedere aiuto sono fasi imprescindibili per andare incontro a una reale rinascita, che rappresenta poi ciò che il significato del Natale vuole insegnare.

Cari amici,Il 04 luglio alle ore 18,40 circa, sarò in diretta su Odeon TV nella trasmissione televisiva "Eccellenze Ital...
03/07/2023

Cari amici,
Il 04 luglio alle ore 18,40 circa, sarò in diretta su Odeon TV nella trasmissione televisiva "Eccellenze Italiane" per parlare dei vissuti della coppia di fronte alla Procreazione medicalmente assistita.
Vi aspetto numerosi!!
È possibile vedere la puntata anche in streaming cliccando su questo link: https://www.grupposciscione.it/odeon-2/

👉🏻 Sappiamo quanto lasciar andare possa essere doloroso, ma è comunque necessario. 🌻⁠⁣⁣👉🏻 Quando finalmente ci riesci ge...
10/03/2023

👉🏻 Sappiamo quanto lasciar andare possa essere doloroso, ma è comunque necessario. 🌻⁠⁣

👉🏻 Quando finalmente ci riesci generi lo spazio necessario per la tua rinascita, per accogliere e sperimentare il nuovo. Senza pregiudizi. 💖⁣
⁠⁣
👉🏻 Lasciar andare significa non forzare le cose, lasciare che “fluiscano” naturalmente. Comporta l’accettazione del fatto che alcune cose "sono come sono" perché trattenerle a tutti i costi causerebbe un inutile spreco di energie. 🍂⁠⁣
⁠⁣
👉🏻 Lasciar andare significa, poi, accogliere. Vuol dire approcciarsi al presente con apertura e curiosità. Significa accogliere quelle nuove possibilità che, forse, fino a quel momento ci eravamo preclusi perché ancora aggrappati al vecchio. 💖⁠⁣
⁠⁣
👉🏻 E tu? Riesci a lasciar andare?⁣

"Le vittime di bullismo non subiscono solo danni psicologici. La scienza ha notato come arrivi a cambiare anche la strut...
17/01/2023

"Le vittime di bullismo non subiscono solo danni psicologici. La scienza ha notato come arrivi a cambiare anche la struttura fisica del cervello. Questo, secondo i ricercatori, potrebbe aumentare le possibilità di soffrire di disturbi mentali anche in momenti successivi della vita".

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Le vittime dei bulli non subiscono solo danni psicologici. Per la prima volta la scienza ha notato come arrivi a mutare persino la struttura fisica del cervello. (ANSA)

"Che effetto ha tutto questo tempo passato sui social sulla crescita dei ragazzi? La questione è da tempo oggetto di stu...
16/01/2023

"Che effetto ha tutto questo tempo passato sui social sulla crescita dei ragazzi? La questione è da tempo oggetto di studio, ma ora per la prima volta un lavoro scientifico ha provato a "fotografare" l'influenza dei social media sullo sviluppo cognitivo dei teenager, andando a guardare in che modo questo universo online altera il funzionamento del cervello"

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Il cervello dei ragazzi che a 12 anni passano molto tempo sui social sembra crescere più sensibile al giudizio dei coetanei. Con quali conseguenze?

Iniziare un percorso di psicoterapia rappresenta un cambiamento nella vita di un individuo e come tutti i cambiamenti pu...
16/01/2023

Iniziare un percorso di psicoterapia rappresenta un cambiamento nella vita di un individuo e come tutti i cambiamenti può inizialmente spaventare. Ma non cambiare, restare nella stessa situazione fonte di sofferenza, è molto più pericoloso e spaventoso per la nostra vita.

Quale particolare stato emotivo si trova a vivere la donna dopo il parto? Quando si può parlare di depressione post part...
16/12/2022

Quale particolare stato emotivo si trova a vivere la donna dopo il parto? Quando si può parlare di depressione post partum? Quali sono i fattori di rischio? Perché è importante intervenire tempestivamente? Di questo la Dottoressa Valentina Di Giovanni parlerà questa sera, nel programma televisivo "Eccellenze Italiane" Rubrica di medicina, su Odeon TV alle ore 18,15
Canale 163 del digitale terrestre
Vi aspettiamo numerosi!

L'Italia è al secondo posto in Europa per tristezza percepita durante il giorno sul posto di lavoro: è quanto emerge dal...
17/11/2022

L'Italia è al secondo posto in Europa per tristezza percepita durante il giorno sul posto di lavoro: è quanto emerge dal report “State of the Global Workplace 2022” realizzato da Gallup.
Il 27% degli italiani intervistati ha infatti affermato di percepire molta tristezza durante le proprie giornate e il nostro Paese risulta nelle prime posizioni anche per rabbia e stress, mentre è ultimo per sentimento di coinvolgimento rispetto alle mansioni svolte.
Il lavoro incide così tanto sulla qualità della nostra vita?
Per approfondire 🔽

12/10/2022

“I figli oggi sono prima di ogni altra cosa e più di ogni altra cosa, oggetti di consumo emotivo. Gli oggetti di consumo soddisfano i bisogni, desideri o capricci del consumatore e altrettanto fanno i figli. C’è stato un tempo in cui i figli erano ponti tra mortalità e immortalità, tra la vita dell’individuo orribilmente breve e una durata auspicabilmente infinita della stirpe.
I figli oggi sono desiderati per la gioia dei piaceri genitoriali che si spera arrecheranno, il tipo di gioie che nessun altro oggetto, per quanto ingegnoso o sofisticato, può offrire. I figli sono probabilmente gli acquisti più costosi che i consumatori medi compiono in tutta la loro vita.”

Zygmunt Bauman

20/09/2022

Una toccante nota personale di Glen Gabbard:

Anni dopo la fine del mio training analitico, ho notato che alcuni problemi non adeguatamente esplorati nel corso della mia prima analisi continuavano a tormentarmi.

Per questo, ho deciso di intraprendere una seconda analisi in un’altra sede e con un analista di diverso orientamento.

Questo trattamento è andato avanti per un po’ di tempo e mi sono accorto che il beneficio che ne traevo aveva approfondito la mia comprensione di quei problemi.

Dopo alcuni anni ho sollevato la possibilità di una conclusione dell’analisi. Il mio analista non era né a favore né contro, ma cercò piuttosto di esplorare com’era emersa questa idea dentro di me e quali fossero secondo me i vantaggi e gli svantaggi di questa scelta.

Dopo alcuni giorni dedicati a questa esplorazione, provai un senso d’irritazione per l’analista e glielo comunicai. Ero soddisfatto del nostro lavoro insieme – chiarii – ma sentivo che lui mi stava trattenendo per ragioni sue. L’analista continuò
ad analizzare come al solito, e io iniziai a chiedermi quando mi avrebbe «lasciato andare».

Fece un’osservazione che mi colpì molto. Dopo che gli avevo espresso la mia irritazione, mi disse: «Probabilmente è più facile per lei concludere l’analisi se pensa che io la stia trattenendo invece di lasciarla andare».

Gli chiesi perché lo pensasse. Lui rispose: «Forse per lei è più facile provare rabbia piuttosto che dolore». Gli occhi mi si riempirono di lacrime e mi resi conto che aveva toccato un nervo profondo dentro di me. Non volevo affrontare la parte infantile di me che aveva a che fare con la perdita e la paura di essere solo. Un lontano ricordo affiorò nella mia mente. Quando avevo tre o quattro anni, mia madre mi lasciò in un asilo nido perché doveva tornare a lavorare. Mi disse di non preoccuparmi. «Andrà tutto bene», disse.

Volevo crederle, ma non sapevo cosa rispondere. Alla fine le dissi: «Il tuo cappotto è sbottonato. Lo abbottono io per te». Dopo verlo fatto, le dissi che sarei stato bene. Sentii istintivamente – a quell’età non ero in grado di tradurre questo sentimento in un pensiero – che questo era ciò che voleva sentirsi dire.

Quando se ne andò, trattenni le lacrime in modo che non mi vedesse piangere mentre usciva. Lo ricordo ancora con chiarezza.

Quando tornai alla mia conversazione con il mio analista, riconobbi che la mia indignazione poteva derivare dalla percezione di un suo rifiuto di lasciarmi andare.

Questa postura difensiva e controfobica era un tentativo di aggirare sia il dolore di perderlo sia il processo di lutto associato all’essere senza di lui. Sono cresciuto con forti difese contro qualsiasi bisogno e vulnerabilità.

A posteriori, mi sono reso conto che mia madre non aveva tempo per prendersi cura di me e che quindi avevo finito per adeguarmi alla sua immagine di me come bambino non particolarmente bisognoso di attenzioni. Era chiaro che si trattava di un diniego delle mie esigenze di dipendenza.

Arrabbiarsi e indignarsi perché il mio analista mi stava trattenendo con sé era un modo per evitare di lasciar emergere i miei lati infantili: il desiderio, la dipendenza e la speranza di non dover subire l’abbandono.

Avvicinandomi alla fine dell’analisi con un piede già fuori dalla porta, la mia concettualizzazione consisteva nell’idea che il mio analista mi stava costringendo a restare e che io dovevo lottare per la mia indipendenza. A livello inconscio, mi confortava pensare che
voleva che rimanessi.

Rivista di Psicoanalisi (2021, LXVII, 2)

10/07/2022

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Rome
00169

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