Caput Mundi International Burlesque Award

Caput Mundi International Burlesque Award Il festival internazionale di burlesque italiano con sede a Roma

UFFICIO STAMPA :
Carla Fabi [email protected] cell. 338 4935947
Roberta Savona [email protected] cell. 340 2640789

Produzione / Sponsorizzazioni :
S.D.C.Service srl [email protected] TEL 06 5004868

24/05/2026

Benvenut3 nell’ottavo episodio di “A luci rosa”.
Stavolta rompo l’anonimato perché a prendere la parola sono io: Paprika.

E vi lascio con una domanda: cosa comporta censurare il corpo?

Vi aspettiamo nei commenti per arricchire il dibattito con le vostre riflessioni ⬇️

Nel silenzio delle parole non dette ci sono voci che meritano di essere ascoltate. Una di queste potrebbe essere la tua!

👉 Per partecipare come anonimƏ invia la tua testimonianza scritta o una registrazione audio a [email protected]

La tua mail verrà raccolta garantendo il tuo anonimato, anche modificando la voce della tua registrazione audio.

Non è necessario firmare la mail, se preferisci potrai usare anche un indirizzo secondario, invece del tuo principale.

Al prossimo episodio!

17/05/2026

Lo scorso 22 aprile avrebbe compiuto 103 anni. 🐆

Frangetta nera, gambe interminabili, corsetti leopardati e uno sguardo diventato leggenda: Bettie Page non è stata solo una pin-up, ma un simbolo capace di cambiare per sempre l’immaginario del neo-burlesque.

Dietro la silhouette più iconica degli anni ’50 si nascondeva però una ragazza cresciuta in povertà, passata dall’orfanotrofio ai set fotografici, imparando a cucire i propri abiti e trasformando quella necessità in uno stile inconfondibile.

Tra pose provocanti, bo***ge estetico e servizi per Pl***oy, Bettie scandalizzò l’America puritana mantenendo qualcosa di sorprendentemente ingenuo e autentico. E poi, all’apice del successo, sparì nel nulla, alimentando ancora di più il mito che la circonda.

In questa puntata di “Ricordi nel corsetto”, a cura di ripercorriamo la storia della donna che ha insegnato al mondo come sensualità e innocenza possano convivere nello stesso identico istante ✨

Sono andata a vedere Dita Von Teese a Roma.Platea piena.Tutto il mondo del burlesque lì.Quello che di solito vedi sui so...
10/05/2026

Sono andata a vedere Dita Von Teese a Roma.
Platea piena.
Tutto il mondo del burlesque lì.
Quello che di solito vedi sui social, sui palchi, nei festival. E poi è arrivata lei.

All’inizio ho fatto quello che faccio sempre:
guardare, capire, scomporre.
La tecnica.
Il tempo.
Il controllo.
Poi a un certo punto ho smesso.

Non stavo più analizzando.
Ero ferma.
IPNOTIZZATA

È una sensazione strana, perché quando fai questo lavoro non guardi mai davvero.
Traduci tutto.
Ti chiedi come rifarlo, come migliorarlo, come portarlo addosso.
Al Brancaccio no.

Per una volta ero solo qualcuno che guarda.
E mentre ero lì, completamente dentro quello che stava succedendo, ho pensato anche un’altra cosa.

Non c’era esitazione.
Nessuna crepa.
Nessun momento in cui il corpo si fermasse anche solo un secondo.

E allora mi è venuto da chiedermi:
non è che a certi livelli l’ansia sparisce.
È che non arriva fino a noi.
Io quella cosa la conosco.

Sta nello spogliatoio, nelle mani che controllano mille volte le stesse cose, nel momento prima di entrare.
Lei no.
O meglio:
se c’era, era altrove.

E forse è questo il punto che mi porto a casa.
Non diventiamo più tranquille.
Diventiamo più precise su cosa lasciamo vedere.

E intanto il pubblico — io — resta lì.
A guardare.
Senza sapere cosa c’è dietro.
Senza volerlo sapere davvero.
Rimanere solo dentro a quel sogno.

03/05/2026

✨ Traveling Showgirl ✨

Ma lo sapete che ci sono posti dove il Burlesque è rappresentato all’ennesima potenza!?
C’è una donna meravigliosa che a Zurigo ha creato uno show iconico e Prezioso! Benvenutə allo Zurich Burlesque festival, nella cornice del Plaza Club potete ammirare performer internazionali provenienti da tutto il mondo esibirsi su un palco unico!

Complimenti a Emma, il boss di “Ohh La La Cherie” che sa perfettamente come mandare avanti uno show: organizzazione impeccabile, prove accuratissime, regia perfetta, piano luci incredibile… insomma potrei fare un elenco lunghissimo, citare le grandi attenzioni che noi artisti abbiamo avuto e la dolcezza di questa donna!

Questo video sarà riduttivo rispetto alla meraviglia che ho vissuto, dunque se vi trovate a Zurigo avete l’obbligo di vivere un’esperienza meravigliosa, seguite la pagina e gli aggiornamenti, ci sono show ogni mese e il festival ufficiale ogni anno.

Grazie ad ogni singolo artista, grazie ai back stage fantastici e grazie al pubblico meraviglioso, non vedo l’ora di ritornare…

Venite con me?!

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🎪

26/04/2026

Con la testimonianza anonima di oggi cerchiamo di interrogarci su una domanda complessa: “Quanto vale l’arte?”

Nel caso specifico del Burlesque quali sono gli elementi per individuare il valore di un cachet adeguato?
Il compenso del performer cosa va a coprire veramente?
I 5 minuti effettivi di performance sul palco?
Ma quali sono i costi nascosti? Qual è il vero valore percepito?
Voi che ne pensate?

Benvenut3 nel settimo episodio di “A luci rosa”.

Vi aspettiamo nei commenti per arricchire il dibattito con le vostre riflessioni ⬇️

Nel silenzio delle parole non dette ci sono voci che meritano di essere ascoltate. Una di queste potrebbe essere la tua!

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Al prossimo episodio!

19/04/2026

In questo appuntamento di “Ricordi nel corsetto”, celebriamo la donna che ha trasformato il “minimalismo” degli anni ‘30 in un mito immortale”

Dita Von Teese ne fa omaggio nel suo nome d’arte, Madonna se ne attribuisce Alter ego nell’album Eroica degli anni 90, il fotografo Helmet Newton la celebra nei suoi ritratti al femminile …
Stiamo parlando di Dita Parlo, attrice tedesca degli anni ‘30

In questo appuntamento di “Ricordi nel corsetto”, celebriamo la donna che ha trasformato il “minimalismo” degli anni ‘30 in un mito immortale.

Nata Grethe Gerda Kornstädt (1908–1971) in Germania, Dita Parlo fu una delle attrici più amate del cinema d’autore pre-bellico. Diversamente dalla tipica “femme fatale” hollywoodiana; era dotata di una grazia naturale, quasi infantile, ma venata di una profonda tristezza.

Fu scoperta dal produttore Erich Pommer (lo stesso di Metropolis) che vide in lei il volto perfetto per la UFA, la grande casa di produzione tedesca. Nonostante fosse tedesca, divenne l’icona del cinema francese degli anni ‘30.

La sua capacità di recitare in un francese leggermente imperfetto le donava un’aura di “straniera misteriosa” che affascinava i registi del Realismo Poetico.

Durante le riprese de L’Atalante, uno dei due film che la rese famosa, il regista Jean Vigo era gravemente malato di tubercolosi (morì poco dopo l’uscita del film).

Si dice che Dita Parlo, nella celebre scena in cui cammina sul barcone con l’abito da sposa, sembrasse una visione onirica. Quell’abito bianco, povero ma etereo, è diventato uno dei look più imitati della storia del cinema.

Parlo rappresentava un tipo di sensualità sussurrata e visiva, basata su sguardi e atmosfere, molto vicina alla narrazione del burlesque classico che privilegia il “mostrare senza mostrare”.
La sua “triste” eleganza, resta scolpita, nel tempo.

Il camerino è il posto dove succede tutto quello che il pubblico non vedrà mai.Da quando ho iniziato questa rubrica ho p...
12/04/2026

Il camerino è il posto dove succede tutto quello che il pubblico non vedrà mai.

Da quando ho iniziato questa rubrica ho parlato di emozioni, di corpo, di cambiamento. Ma c’è una parte fondamentale che resta sempre nascosta: quello che accade prima di salire sul palco.

Negli ultimi mesi, lavorando a uno spettacolo mensile, ho avuto la possibilità di condividere questo spazio con artiste diverse. E ogni volta è un’esperienza nuova. Non è solo preparazione: è intimità. nel senso profondo del termine.

Ansia, paura, concentrazione. Ognuna ha il suo modo di attraversare quei minuti prima di entrare in scena.

Io li vivo sempre con una tensione fortissima. Fa parte di me. Ma ho imparato che quell’energia si può trasformare, e osservare le altre mi aiuta a farlo ogni volta.
E poi ci sono anche momenti completamente surreali.

Come quando qualcuno entra per portarci da bere e si ritrova davanti performer nel pieno della preparazione: corpi nudi, rituali tecnici che per noi sono normali e per chi guarda da fuori sono spiazzanti.

L’imbarazzo di chi entra.
L’ironia di chi è dentro.
Perché la verità è che il palco non inizia quando si apre il sipario.

Inizia in quei cinque minuti prima,
quando trovi la concentrazione giusta per esserci davvero.

Di Amuse Bouche

29/03/2026

✨ Traveling Showgirl ✨
Ci sono luoghi che sanno di casa.

Il Savoy è uno di quelli.
Sarà lo spirito del Sud, naturalmente accogliente.
Sarà perché Anna e Mary sono due anime preziose.
Sarà perché a capitanare tutto c’è una domatrice scalmanata chiamata Madame Flo.

Fatto sta che esibirsi qui è sempre un piccolo rito di gioia. 🖤
Un posto pieno di energia, dove ogni dettaglio vibra e ogni serata prende vita davvero.

Ho la fortuna di condividere questo palco con tante performer straordinarie…
ma ogni volta è ancora più speciale perché al mio fianco c’è Glissy Ribbon, una delle mie più grandi sorelle nel Burlesque.

E poi il pubblico.
Incantevole. Presente. Coinvolto. Vivo.
Un pubblico così, in Italia, è un regalo raro — e qui è realtà.

Ragazze, avete creato qualcosa di prezioso:
una dimensione di Burlesque sana, consapevole e profondamente femminista.
E si sente. ✨

🏡 .ballroom
👑
📷 .raw

22/03/2026

Creare è un atto ambiguo, quasi sospeso.

Ogni creazione porta con sé una domanda silenziosa: nasce per esistere… o per essere vista?

C’è chi direbbe che è slancio puro, un’urgenza, quasi un riflesso dell’anima.
E poi c’è quella voce più sottile, più scomoda, che sussurra: “E se lo stessi facendo per essere sceltə?”

Forse la verità sta nel mezzo, in quello spazio fragile tra autenticità e desiderio.
Nel gesto che sembra spontaneo, ma che segretamente spera in uno sguardo. Voi che ne pensate?

Benvenut3 nel sesto episodio di “A luci rosa”.

Vi aspettiamo nei commenti per arricchire il dibattito con le vostre riflessioni ⬇️

Nel silenzio delle parole non dette ci sono voci che meritano di essere ascoltate. Una di queste potrebbe essere la tua!

👉 Per partecipare come anonimƏ invia la tua testimonianza scritta o una registrazione audio a [email protected]

La tua mail verrà raccolta garantendo il tuo anonimato, anche modificando la voce della tua registrazione audio.

Non è necessario firmare la mail, se preferisci potrai usare anche un indirizzo secondario, invece del tuo principale.

Al prossimo episodio!

15/03/2026

Oggi ci racconta di Dixie Evans, una istituzione statunitense conosciuta come la “Marilyn Monroe” del Burlesque.

Infatti, la spiccata somiglianza con l’attrice hollywoodiana l’aveva portata a realizzare performance dove ne “mimava” le movenza e interpretava il suo personaggio in chiave “burlesque”.

Ne faceva uno studio molto accurato: non si limitava di certo ad indossare una parrucca!

Sapevate che dobbiamo a lei l’esistenza del odierno Burlsque hall of fame a Las Vegas?

Tutto cominciò quando negli anni 90 cominciò a custodire la collezione della sua amica performer Jeannie lee, alla sua morte, ne fece un museo dal nome Exotic world, ovvero l’antenato del Bhof Californiano.

Curiosità : avete mai sentito parlare della “Camminata delle star” era quella che insegnava alle sue studentesse (quali la stessa Dita Von tease).

Testa alta e sguardo fiero!

Ma per qualche minuto… si sposta. Semplicemente perché il palco ha le sue regole. The show must go on.Quando parte la mu...
08/03/2026

Ma per qualche minuto… si sposta. Semplicemente perché il palco ha le sue regole. The show must go on.

Quando parte la musica, non importa se la giornata è stata bella o terribile.
Il pubblico non lo sa.E tu non lo racconti semplicemente entri , cammini, showgirl standing e via.

E fai quello che sai fare.

Non per nascondere la vita, ma per ricordarti che sei più grande di un momento difficile.

Questa è la cosa che il teatro ma in particolare il burlesque mi ha insegnato più di tutte:
che si può essere fragili e magnifiche nello stesso minuto.

Che si può avere il cuore pieno di pensieri… e comunque sfilare un gu**to con eleganza.

Che a volte il coraggio non è essere perfette. È presentarsi lo stesso e andare in Scena .E se stasera ti tremano un po’ le mani…nessuno lo noterà.

Ma tu sì.
Amuse Bouche

P.S.
Questa rubrica, per una strana coincidenza, esce proprio l’8 marzo.
Non è una ricorrenza che ho mai amato festeggiare: alcune cose non dovrebbero essere celebrate, ma semplicemente riconosciute.
Però una cosa oggi voglio dirla.
Fiorella Mannoia cantava “quello che le donne non dicono”.
Io oggi vorrei dire proprio quello che le donne sentono.
La fragilità quando la vita pesa.
Il coraggio di presentarsi lo stesso.
La forza silenziosa di andare in scena, anche quando dentro non è tutto in ordine.

Indirizzo

Via Prenestina 28
Rome
00132

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