21/10/2019
"Quest’uomo troppo famoso, troppo importante, troppo fortunato, che chiamano Superman, Superstar, Superkraut, e imbastisce alleanze paradossali, raggiunge accordi impossibili, tiene il mondo col fiato sospeso come se il mondo fosse la sua scolaresca di Harvard.
Questo personaggio incredibile, inspiegabile, in fondo assurdo, che s’incontra con Mao Tse-tung quando vuole, entra nel Cremlino quando ne ha voglia, sveglia il presidente degli Stati Uniti e gli entra in camera quando lo ritiene opportuno.
Questo quarantottenne con gli occhiali a stanghetta, dinanzi al quale James Bond diventa un’invenzione priva di pepe. Lui non spara, non fa a pugni, non salta da automobili in corsa come James Bond, però consiglia le guerre, finisce le guerre, decide del nostro destino e lo cambia.
Ma chi è insomma, Henry Kissinger? Qual è il suo vero aspetto, il suo vero carattere, la sua vera personalità? Cosa pensa, cosa sente, ora che tutti si chiedono ansiosi: 'Allora, la pace in Vietnam, la fa o non la fa? Allora, l’accordo con Hanoi, lo firma o non lo firma? Allora, il presidente Thieu, lo abbandona o non lo abbandona?'."
Questa è l'introduzione di un articolo di Oriana Fallaci, intitolato "Kissinger rivela" con il sottotitolo "Perché non abbiamo ancora firmato l'accordo sul Vietnam", pubblicato su l'Europeo il 16 novembre 1972.
Se credi che il giornalismo sia la tua strada, partecipa al workshop di The Post Internazionale (TPI), che si terrà a Roma dal 4 al 15 Novembre 2019. Impara sul campo insieme alle grandi firme del giornalismo italiano.
INFO: https://www.tpi.it/workshop/corso-giornalismo-tpi-workshop-winter-2019-20191015472638/