08/10/2026
23/09-02/10 ventiXXVI
Marocco sud - Road to Dakhla.
Era un progetto che coltivavo da anni. Al termine di ogni viaggio precedente in Marocco, seppur straordinario, restava il desiderio profondo di spingermi oltre, fino alle propaggini più meridionali del Sahara ex spagnolo: là dove le dune desertiche si immergono direttamente nell’oceano, creando un contrasto visivo ed emozionale di rara intensità.
È un territorio in cui la strada corre lungo imponenti scogliere affacciate su un mare ricco di vita, dove i pescatori locali utilizzano ancora tecniche tradizionali a bordo di caratteristiche imbarcazioni dalla prua pronunciata, spinte da stanchi motori fuoribordo ma essenziali. In questi luoghi il tempo sembra rallentare. La popolazione locale accoglie il viaggiatore con una spontaneità e un’ospitalità disarmanti, offrendo sorrisi e disponibilità senza secondi fini, un’autenticità che spiazza la nostra mentalità occidentale, abituata a ritmi e logiche differenti.
Bastano pochi giorni per lasciarsi contagiare da questa dimensione e comprendere l'importanza di ridefinire le proprie priorità, ridimensionando il superfluo. Si impara così ad apprezzare la quiete assoluta di un bivacco nel deserto del Rimal Tata Camp, accompagnati dai canti tradizionali berberi intorno al fuoco, o il pernottamento sulla spiaggia del Rayon Verte a Foum Assaka, cullati dalla possente e costante voce dell'oceano.
I chilometri scorrono veloci, scanditi da una sequenza ininterrotta di immagini e incontri memorabili: dai granai fortificati del villaggio montano di Ait Kine ai pescatori di calamari dell’oceano che sfidano le correnti muniti solo di pinne, un uncino e una camera d'aria per raggiungere le tane a un chilometro dalla costa — ai giovani surfisti locali capaci di esprimere grande talento nonostante attrezzature ormai obsolete fini ai relitti di navi naufragate ed incagliate sulle rive delle immense spiagge atlantiche.
Un viaggio affascinante, complesso e fortemente desiderato, che oggi posso considerare compiuto. Sono arrivato a Dakhla che ci accoglie con il suo costante e famoso maestrale, meta perfetta per i kiter di tutto il mondo che qui trovano le condizioni ideali per sfogarsi nel loro sport preferito.
Questa spedizione esplorativa si è rivelata perfetta sotto ogni aspetto, condotta insieme a un gruppo di sedici persone straordinarie, veri viaggiatori e amici leali. L'affiatamento, lo spirito di adattamento e l'ironia che hanno accompagnato ogni momento hanno reso l'esperienza impeccabile, azzerando qualsiasi imprevisto.
Un'avventura autentica, lontana dai circuiti turistici di massa, che ha ampiamente superato le aspettative, aggiungendo un nuovo e significativo traguardo al nostro percorso. Un unico rammarico riguarda le immagini che, anche se coinvolgenti, non documentano pienamente le emozioni vissute.
Desidero esprimere un ringraziamento speciale ai partecipanti (me compreso):
Stefania e Marco - Africa Twin;
Paolo e Benedetta BMW Gs;
Fausto e Dana - BMW R 1150;
Daniele e Catia - Africa Twin;
Sandro -Honda Crf 250L;
Mauro -Honda Crf 300L;
Gianfranco -Honda NX500;
Renzo - Honda Dominator;
Paolo - Yamaha T700;
Roberto - KTM 1190;
Giovanni - BMW Gs;
le guide Helmi e Moujad Toyota Hilux;
all'assistenza tecnica di Massimo - Toyota Hilux;
e ai nostri main sponsor:
Un ringraziamento fondamentale va infine alla mia famiglia, il cui supporto costante rende possibili queste sfide.
Alla prossima avventura,
D.
Next stop:
Tembaine desert Rally 8/15 novembre;
Tunisia Desert Race 16/23 novembre.