20/04/2026
Scandalo Holy Priest 🤮
Un video che sta diventando virale sui social media solleva un interrogativo che molti nella scena preferiscono non esprimere. Mostra una performance di Holy Priest. La critica nei commenti: sta suonando un set preregistrato? Non ci sono prove certe. Si tratta di frammenti, istantanee, interpretazioni. Tuttavia, in questo video, ad alcuni sembra che non stia attivamente mixando. I movimenti dei fader e delle manopole appaiono appena percettibili, e persino con il CDJ, i suoi movimenti sembrano poco chiari ad alcuni osservatori. Le voci sui set preregistrati circolano da tempo, soprattutto nei festival dove gli spettacoli di luci e pirotecnici sono perfettamente sincronizzati con la musica. Anche diversi artisti famosi hanno espresso la loro critica ai set preregistrati. Ora, questo dibattito sembra aver raggiunto la scena dei club che circonda Holy Priest. Allo stesso tempo, sorge una domanda fondamentale: se un artista suona diversi concerti a settimana in diversi paesi, è logico che alcuni si preparino in anticipo in modo più approfondito o che pianifichino i set? Il difficile equilibrio tra viaggi, performance e aspettative è enorme. Ma cosa significa questo per la comprensione di un “vero” DJ set e per i prezzi dei biglietti che arrivano fino a 70 euro? Artisti come Holy Priest rappresentano una generazione in cui performance, drop e messa in scena visiva sono spesso al centro dell’attenzione. Contenuti perfettamente studiati per i social media, la scarsa capacità di attenzione e il massimo impatto. Holy Priest non ha ancora rilasciato una dichiarazione pubblica in merito a queste specifiche accuse. Allo stesso tempo, la resistenza sta crescendo all’interno della scena. Molti vedono questo come un allontanamento da ciò che la techno rappresentava originariamente: spontaneità, rischio e controllo del momento. L’accusa di “pre-registrazione” è quindi meno un incidente isolato che un simbolo. Per una scena in continua evoluzione. Per una cultura che si sta ridefinendo. E forse è proprio questo il vero conflitto. Quanta ostentazione può tollerare la techno prima di cessare di essere techno?