04/09/2026
Tre performer, decine di personaggi, una girandola di situazioni che ci fanno sorridere, ci spiazzano, ci fanno abbassare la guardia. E poi, improvvisamente, ci costringono a guardarci dentro.
La guerra non si vede, non esplode davanti ai nostri occhi.
È un rumore lontano, quasi impercettibile. Una parola che ritorna. Una presenza che attraversa le vite dei personaggi senza mai mostrarsi davvero.
E proprio per questo fa ancora più paura.
Uno spettacolo potente, necessario, profondamente umano.
Grazie al regista e ai meravigliosi attori , .pennacchias e 💖
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