Festival dei Popoli Italici

Festival dei Popoli Italici Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Festival dei Popoli Italici, Organizzatore di eventi, Rieti.

La Primavera Sacra
Rieti 8-10 maggio 2026

La prima manifestazione nazionale dedicata alla storia delle genti che abitarono la pen*sola prima della affermazione della civiltà romana.

🏆 IL FESTIVAL DEI POPOLI ITALICI VINCE IL PREMIO “COMUNICARE L’ANTICO”È con grande orgoglio che annunciamo che il Festiv...
25/08/2026

🏆 IL FESTIVAL DEI POPOLI ITALICI VINCE IL PREMIO “COMUNICARE L’ANTICO”

È con grande orgoglio che annunciamo che il Festival dei Popoli Italici è tra i vincitori della IX edizione del Premio “Comunicare l’Antico”, prestigioso riconoscimento dedicato a chi custodisce, studia e promuove la cultura classica e il patrimonio del mondo antico.

Il Premio valorizza l’impegno del Festival nel raccontare l’archeologia e riscoprire le radici dei popoli preromani, rendendole vive, accessibili e capaci di parlare al presente.

La cerimonia di premiazione si terrà sabato 5 settembre 2026, alle ore 19, nel suggestivo Teatro della Nike del Parco archeologico di Naxos, nell’ambito di Naxoslegge. A ritirare il riconoscimento sarà Letizia Rosati, assessore alla Cultura del Comune di Rieti, città che ospita il Festival.

Il Festival dei Popoli italici è realizzato dall’Associazione culturale Arché in collaborazione con il Comune di Rieti, con il sostegno della Fondazione Varrone di Rieti.

Naxos Legge - Festival delle narrazioni, della lettura e del libro | Parco archeologico Naxos Taormina |
Comune di Rieti | Fondazione Varrone | Museo Civico Rieti

Chi erano davvero gli Etruschi? Un popolo venuto da lontano, una civiltà autoctona, una cultura nata dall’incontro fra m...
07/07/2026

Chi erano davvero gli Etruschi? Un popolo venuto da lontano, una civiltà autoctona, una cultura nata dall’incontro fra mondi diversi? La domanda sulle loro origini attraversa da secoli le fonti antiche, l’archeologia e l’immaginario moderno.

In questa lezione al Festival dei Popoli Italici 2026, Valentino Nizzo ricostruisce il mondo etrusco partendo da un problema fondamentale: le identità non si lasciano chiudere facilmente dentro una mappa colorata. La “Magna Etruria” non è uno spazio compatto e immobile, ma un sistema dinamico di espansioni, sovrapposizioni, scambi economici, ibridazioni culturali e trasformazioni di lungo periodo.

Dalla pianura padana alla Campania, da Pyrgi a Spina, da Alalia a Cuma, la storia degli Etruschi appare come una storia mediterranea. I rapporti con Greci, Fenici, Cartaginesi e Romani mostrano una civiltà capace di assorbire modelli esterni, reinterpretarli e restituirli in forme originali: nell’arte, nei santuari, nella religione, nella scrittura, nella costruzione del potere.

Dagli Etruschi assimilati da Roma fino alla memoria moderna del patrimonio antico, il percorso invita a ripensare cosa significhi parlare di popoli, confini e identità. Perché un’identità non è mai un blocco fermo nel tempo: è una costruzione storica, fragile e potente, che nasce dal movimento, dagli incontri e dalla memoria condivisa.

Chi erano davvero gli Etruschi? Un popolo venuto da lontano, una ci...

La piana di San Vittorino, a oriente di Cittaducale, è un paesaggio in cui storia, geologia e leggenda si intrecciano da...
29/06/2026

La piana di San Vittorino, a oriente di Cittaducale, è un paesaggio in cui storia, geologia e leggenda si intrecciano da secoli. Sprofondamenti del terreno, laghetti improvvisi, acque solfuree, esalazioni e fenomeni naturali reali hanno alimentato miti antichi e racconti medievali legati alla scomparsa di Cotilia.

In questa lezione al Festival dei Popoli italici, Roberto Marinelli ricostruisce la memoria di un territorio considerato sacro dagli Aborigeni e dai Sabini, poi progressivamente trasformato dalla tradizione cristiana in luogo inquieto, maledetto, popolato da draghi, città sprofondate e laghi nati da catastrofi miracolose.

Al centro del racconto si trova Cotilia, la “Atlantide sabina”: una città perduta, forse più mito che realtà urbana, associata al lago, all’isola galleggiante, alle acque profonde e alla memoria di antichi culti. La sua scomparsa viene riletta nel Medioevo attraverso modelli biblici, come Sodoma e Gomorra, e attraverso leggende di santi capaci di imprigionare draghi, bonificare luoghi maledetti e restituire ordine a un paesaggio percepito come pericoloso.

Ma dietro il mito restano problemi storici concreti: la continuità insediativa, i castelli medievali, i terrazzamenti, i reperti archeologici, le tracce di abitati romani e preromani ancora poco indagati. La valle di Cotilia appare così come un archivio aperto: un luogo in cui la memoria popolare conserva, deformandoli, fenomeni ambientali e presenze antiche che attendono ancora una ricerca sistematica.

La piana di San Vittorino, a oriente di Cittaducale, è un paesaggio...

Che cosa sappiamo davvero della Sabina più antica? Pochissimo: poche fonti, pochi frammenti, molte ipotesi ancora da ver...
23/06/2026

Che cosa sappiamo davvero della Sabina più antica? Pochissimo: poche fonti, pochi frammenti, molte ipotesi ancora da verificare. Ma proprio da queste tracce emerge un luogo decisivo: Cutilia, presso il lago di Paterno, possibile centro sacro e politico dei Sabini.

Nella sua lezione al Festival del Popoli italici, Filippo Coarelli ricostruisce il ruolo di Cutilia attraverso Catone, Varrone, Dionigi di Alicarnasso, Plinio, Orazio, Seneca, Macrobio e Suetonio, seguendo il filo del culto di Vacuna, divinità sabina identificata di volta in volta con Vittoria, Minerva, Diana e altre figure femminili del mondo antico.

Che cosa sappiamo davvero della Sabina più antica? Pochissimo: poch...

Un'imperdibile novità editoriale in occasione del novantesimo compleanno di Filippo Coarelli, uno dei maggiori archeolog...
19/06/2026

Un'imperdibile novità editoriale in occasione del novantesimo compleanno di Filippo Coarelli, uno dei maggiori archeologi e antichisti italiani, che abbiamo avuto l'onore di ospitare al Festival.
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Nostalgia del Festival?Da oggi ogni lunedì alle 17.00 sarà disponibile sul nostro canale YouTube un nuovo video delle le...
15/06/2026

Nostalgia del Festival?
Da oggi ogni lunedì alle 17.00 sarà disponibile sul nostro canale YouTube un nuovo video delle lezioni della prima edizione.

Iniziamo con la serata di Stefano Mancuso, che ha portato sul palco del Teatro Comunale di Rieti "La tribù degli alberi".

Mancuso parte da un dato che rovescia il nostro sguardo: gli animali rappresentano una parte minima della biomassa terrestre, mentre le piante costituiscono la grande maggioranza della vita del pianeta. Da qui nasce una domanda decisiva: come hanno fatto esseri che non possono fuggire, che non hanno organi centralizzati e che non possiedono un cervello simile al nostro, a sopravvivere per centinaia di milioni di anni?

La risposta attraversa botanica, evoluzione, filosofia e storia culturale. Le piante non risolvono i problemi come gli animali: non scappano, non delegano tutto a un centro di comando, non affidano la sopravvivenza a pochi organi specializzati. Il loro modello è distribuito, diffuso, resistente. Ogni parte del corpo vegetale partecipa alla percezione, alla risposta, all’adattamento.

In questa prospettiva, la foresta diventa anche una lezione politica e morale. Dalle comunità vegetali al dilemma di Omelas, dal confronto con l’intelligenza artificiale a Darwin, Mancuso mostra quanto sia fragile l’idea umana di superiorità. In natura non vince chi si proclama migliore, ma chi riesce a durare, cooperare, adattarsi.

Una riflessione sul posto dell’uomo nella vita: non per sminuire il cervello umano, ma per ricordare che la sua vera prova evolutiva è appena cominciata.

Al Festival dei Popoli Italici di Rieti, Stefano Mancuso porta sul ...

11/05/2026

Al Festival dei Popoli Italici la storia non si ascolta soltanto, si vive.

In questi giorni è possibile partecipare a tavoli didattici e laboratori a cura dei rievocatori della Legio ### Ulpia Victrix.

Nel chiostro del Museo Archeologico di Rieti sarà possibile vedere e toccare con mano le riproduzioni degli oggetti, confrontandosi con una realtà antica riportata ai giorni nostri.

Attraverso lo studio puntuale delle fonti e l’archeologia sperimentale, l’associazione
propone un percorso che abbraccia la cultura e le civiltà italiche insieme a quella della
Roma antica, coprendo un arco temporale che va dal periodo monarchico fino al secondo
secolo dopo Cristo.

Vi aspettiamo!

ℹ️La partecipazione ai laboratori e ai tavoli didattici è in omaggio con il biglietto del Museo diffuso Città di Rieti.

11/05/2026

La prima giornata del Festival si è conclusa tra grande entusiasmo e partecipazione: sguardi attenti, domande, entusiasmo e presenza. Abbiamo ascoltato lezioni sugli antichi popoli italici: mito, storia, archeologia si sono intrecciati in un racconto alla scoperta delle nostre radici. Ma soprattutto è stata la conferma che parlare di storia oggi non significa voltarsi indietro per nostalgia: significa concedersi il tempo necessario per comprendere meglio noi stesse, il presente che abitiamo e il futuro che vogliamo costruire.

Una sala piena di incontri, un confronto e incontro continuo: questo è il Festival dei Popoli italici. Un luogo in cui crescono connessioni tra esseri umani. E in questo contesto siamo lieti di aver ricevuto il sostegno di Dimensione , un’azienda che crede fortemente in ogni forma di connessione, riconoscendo il valore di ciò che crea incontro, cultura e appartenenza in un territorio.

La storia è cominciata. E continua.

Nasce a Rieti il “Festival dei Popoli Italici”. C’è infatti un’Italia più antica di Roma, fatta di popoli, lingue e visi...
08/05/2026

Nasce a Rieti il “Festival dei Popoli Italici”. C’è infatti un’Italia più antica di Roma, fatta di popoli, lingue e visioni del mondo che hanno attraversato i secoli lasciando tracce profonde nella nostra identità. È a questa eredità che guarda il Festival dei Popoli Italici, in programma a Rieti dall’8 al 10 maggio 2026, alla sua prima edizione dedicata a “La Primavera Sacra”: un progetto che si presenta già come un unicum nel panorama culturale nazionale, capace di tenere insieme rigore scientifico, narrazione e coinvolgimento del pubblico. La città di Rieti diventa così il cuore di un racconto che unisce archeologia, mito e contemporaneità, restituendo il passato come chiave viva per leggere il presente, a partire proprio dal Ver Sacrum, simbolo di origine, migrazione e fondazione.

Nasce a Rieti il “Festival dei Popoli Italici”.C’è infatti un’Italia più antica di Roma, fatta di popoli, lingue e visioni del mondo che hanno attraversato i secoli lasciando tracce profonde nella …

Indirizzo

Rieti
02100

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