Associazione SAN MARCO RHO

Associazione  SAN MARCO  RHO Mostre d'arte ed eventi culturali
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STORIA DI  "Le Marie dipinte sulle case di Rho EDICOLA N. 28-   Via Biringhello 89“IO SONO L’IMMACOLATA CONCEZIONE”Fine ...
18/06/2026

STORIA DI
"Le Marie dipinte sulle case di Rho

EDICOLA N. 28- Via Biringhello 89
“IO SONO L’IMMACOLATA CONCEZIONE”
Fine 800 - Dimensione 2 x 0.80 mt.
E’ una grande pittura su muro della Madonna dell’Immacolata Concezione. Sotto questa immagine sacra è posta una lapide in ricordo dei caduti di Biringhello

STORIA DI Il pan Tramvai Si chiama così in onore del tram a vapore istituito nel 1870 per collegare Milano a Gallarate, ...
17/06/2026

STORIA DI

Il pan Tramvai

Si chiama così in onore del tram a vapore istituito nel 1870 per collegare Milano a Gallarate, coprendo così tutti i paesi dell'hinterland. Lo storico "Gamba de Lègn" (gamba di legno, ndr), gestito dalla Società anonima Tramway.
Alla fine del 1800 Milano è una città in crescita, che comincia la sua espansione verso i paesi della Provincia attirando sempre più pendolari con le prime tramvie a vapore, che diventano il mezzo di trasporto primario per i lavoratori
La prima linea del Gamba de Lègn collega Milano a Gallarate e per percorrere i 40 km che separano le due città ci impiega fino a 5 ore. Viene infatti imposto il limite di 15 km/h al tram perché gli animali delle campagne non vengano spaventati dal suo passaggio.
Insomma, i poveri pendolari dopo qualche ora di viaggio cominciano ad avvertire i morsi della fame. E decidono di placarli col pane all'uva: il pane che veniva usualmente mangiato sul Gamba de Légn, della società Tramway, da cui Pan Tramvai!
Per chi vuole cimentarsi nella preparazione
Ed ecco la ricetta del pan tramvai . Pieno zeppo di uvetta <
Come tutti i pani morbidi che si rispettino, vuole la b**a e due impasti successivi.
la b**a è un impasto ottenuto miscelando acqua, farina e lievito in proporzioni tali che esso risulti piuttosto asciutto e fresco). Nel linguaggio tecnico dei panificatori artigiani è nota anche come "lievito" o "lievitino".
B**a - 16/18 h + preparazione

250 g farina 0
130 g acqua
3 g lievito di birra
500 g uva sultanina

Impastare farina, acqua e lievito di birra, coprire e mettere a lievitare per almeno 16/18 ore.
Nel frattempo, mettere a mollo l'uvetta ricoprendola completamente d'acqua in una ciotola molto capiente.

Impasto - 3 h + preparazione

250 g farina 0
150 g acqua
10 g sale
20 g lievito
30 g b***o
b**a e uvette precedentemente ammollate
Mescolare gli ingredienti (tranne l'uvetta) fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico, che va lasciato riposare per venti minuti. Dopodiché stenderlo, lo spessore deve essere di un centimetro, e dividerlo in quattro parti. Strizzare bene l'uvetta per eliminare l'acqua e distribuirne 1/4 su ogni parte appena ritagliata. Sovrapporre le porzioni schiacciandole bene. Ripetete l'operazione più volte. Lasciare lievitare per almeno un'ora. Poi riprendere l'impasto e formare tante pagnotte a forma di bastone. Fare lievitare nuovamente per un'ora e cuocere a 200° per 40 minuti, finché il pan tramvai non sarà bello croccante.

STORIA DI   La storia del TRAMIl tram a vaporePassava da Rho attraversando la città dal sottopasso della linea ferroviar...
17/06/2026

STORIA DI

La storia del TRAM

Il tram a vapore

Passava da Rho attraversando la città dal sottopasso della linea ferroviaria costruito nel 1912, proseguendo sulla strada del Sempione fino a Gallarate, con fermate in Pasquee, e al Santuario dove c’era anche la biglietteria principale.
Era chiamato all’inizio “el vun” poi s’gincherlin per il traballare dei vagoni e anche “Gamba de legn”. (che però era il tram che andava da Milano a Magenta).
La tranvia Milano-Gallarate era una linea tranviaria extraurbana che collegava la città di Milano ai principali comuni dell'Altomilanese (Legnano, Busto Arsizio e Gallarate) tra il 1880 e il 1966.
Un comitato per la realizzazione di un collegamento fra Milano e i Comuni dell'Alto Milanese fu fondato nel gennaio del 1878 allo scopo di superare i limiti del servizio di carrozze a cavalli che, chiamata velociu in dialetto legnanese, percorreva a quel tempo la strada del Sempione.
Concessa con atto del 17 marzo 1880, la nuova tranvia a vapore fu inaugurata il 15 settembre 1880 nel primo tratto Milano-Legnano, a cura della belga Società Anonima delle tramvie e delle ferrovie economiche di Roma, Milano e Bologna (STFE), fondata nel 1877. Il tracciato aveva una lunghezza complessiva di circa 25 km.
In considerazione dell'alto grado di industrializzazione dell'area servita, il traffico si mostrò da subito sostenuto rendendo la linea remunerativa.
Il 25 aprile 1881 il servizio tranviario venne esteso sino alla città di Gallarate e la tranvia assunse dunque il nome completo.
Nel 1889 la STFE cambiò nome in Società per le tramvie e le ferrovie economiche di Roma, Milano e Bologna (TFE).
Il 20 luglio 1893 ecco apparire il primo tramvai elettrico.
Milano Monza

E per l'omnibus fu la fine.
Questo bolide giallo e nero filava alla fantastica velocità
di 25 km orari. Fu “el tram de Monza” che cominciò i suoi viaggi il primo gennaio 1901 e fu a lungo infestato da una certa Morettina.:
Morettina dove vai?
Vado a Monza sul tramvai
su e giò per i rotai
che a Monza el riva mai.

L'avvento del tranvai segnò anche la fine dei vecchi e sonnolenti brumm.

Te sbroffen de gott
stremissen de brutt
quand sonen col clacson gut gut
te schiscen i tacch
te schiven col trucch
se volten te vosen tarlucch.

Tram elettrico 1915 - Santuario Padri Oblati Rho

Nel 1913, la Società Trazione & Imprese Elettriche (STIE) acquisì dalla società belga la concessione, ottenendo dal governo italiano la possibilità di provvedere all'elettrificazione della linea a seguito del regio decreto 6 novembre 1913, n. 1340

il tram chiamato tranvai, italianizzazione del termine inglese tramway

La nuova impresa esercente decise di adottare un sistema di alimentazione in corrente continua con una tensione di 750 volt. L'elettrificazione del tronco Milano-Busto Arsizio avvenne nel corso del 1915, mentre il collaudo si tenne il 12 giugno dello stesso anno. Il resto della linea fu elettrificato il 31 dicembre 1927.

Nei primi anni Trenta la linea si estese ad altri comuni dell'Alto Milanese: il 10 luglio 1931 aprì la tratta Cassano Magnago-Gallarate-Samarate, prolungata l'11 febbraio 1933 con l'apertura del tronco Samarate-Lonate Pozzolo.

Il 1º ottobre 1951 venne soppressa la tratta tra Legnano e Gallarate, e le due diramazioni per Cassano Magnago e Lonate Pozzolo, mentre la chiusura definitiva reca la data 18 gennaio 1966. La Milano-Gallarate fu l'ultima tranvia in concessione all'industria privata della Lombardia.
wikipedia

Istituzione del Corpo dei Bersaglierisabato 18 giugno 1836 Istituzione del Corpo dei Bersaglieri: Non c’è parata militar...
17/06/2026

Istituzione del Corpo dei Bersaglieri
sabato 18 giugno 1836

Istituzione del Corpo dei Bersaglieri: Non c’è parata militare, in particolare quella del 2 giugno, senza la mitica fanfara dei Bersaglieri. Questo corpo speciale dell’esercito italiano nasce in Piemonte per volontà del generale Alessandro La Marmora, che volle dotare la milizia dell’allora Regno di Sardegna, di una fanteria leggera con compiti esplorativi in territorio nemico.
Fin dall'atto costitutivo fu previsto che ogni battaglione avesse al suo interno 13 trombette ed un caporale trombettiere, ossia i componenti della celebre Fanfara, che precedeva ogni attacco o parata. Un suono che restò memorabile nella presa di Roma (o Breccia di Porta Pia) del 20 settembre 1870, che consentì l'annessione della città capitolina all'Italia unita.
Coloro che entravano a far parte del corpo venivano addestrati alla corsa e all'artiglieria leggera, utili per spostamenti rapidi e azioni di disturbo dell'avversario. Nella divisa ufficiale, oltre al cappello nero, con pennacchio venne prevista una divisa blu scuro, oggi uniformata al verde militare classico.

I BERSAGLIERI CICLISTI
La prima Compagnia sperimentale di Bersaglieri ciclisti fu formata il 15 marzo 1898 per opera del tenente Luigi Camillo Natali. Nel 1907 fu costituito, a titolo di esperimento, un Battaglione ciclisti formato con le Compagnie cicliste, formate tra il 1901 e il 1902, dei Reggimenti bersaglieri 2°, 3°, 6° e 9°.
Tale Battaglione, compiuto brillantemente il giro d'Italia a tappe per 1153 km in sella, agli ordini del maggiore Giuseppe Cantù, fu poi costituito definitivamente come 1º Battaglione bersaglieri ciclisti nel 1908, con le compagnie ciclisti dei Reggimenti 3°, 5°, 6° e 9°. Al comando fu posto il maggiore Asclepia Gandolfo, che sarebbe poi diventato generale di corpo d'armata e comandante generale della MVSN.
Visti i buoni risultati, nel 1910 fu così costituito un battaglione ciclisti per ciascuno dei 12 reggimenti, riunendo le quarte compagnie dei tre battaglioni, mentre il 1° fu posto alle dipendenze del 1º Reggimento bersaglieri, con sede a San Remo.
Con lo scoppio nel 1915 della Prima guerra mondiale i battaglioni ciclisti vennero staccati dai rispettivi reggimenti e impiegati isolatamente o a gruppi, in genere di 3 battaglioni, in unione con la cavalleria, ma più spesso con la fanteria.
Il "1° ciclisti" da Napoli, dove era di stanza, al comando del ten. col. Giovanni Beruto, venne inviato il 5 giugno sul Tagliamento alle dirette dipendenze del X corpo d'armata. Il 9 ottobre 1916 espugnò Caston di Lora e il giorno successivo ampliò la conquista sull'Alpe di Carmagnon. Per queste azioni il battaglione fu insignito della Medaglia di bronzo al valor militare. Nel 1917 con il 7° e l'8° ciclisti compose il I° gruppo autonomo ciclisti.
Il 17 gennaio 1918 fu citato nel bollettino di guerra 968 del generale Diaz per aver respinto un attacco nemico a est di Capo Sile.
Nel dopoguerra tutti i battaglioni ciclisti furono prima sciolti nel 1920, per essere nel 1923 costituiti in ciclisti sei dei dodici reggimenti. Un anno dopo tutti i 12 reggimenti divennero ciclisti, ciascuno composto da due battaglioni.
Nel 1936 il 1° ciclisti fu sciolto. Le compagnie motociclisti infatti cominciarono a integrare e sostituire i battaglioni ciclisti e i reggimenti bersaglieri si avviarono verso la motorizzazione.

Il primo Battaglione ciclisti fu ricostituito nel 1940, nel 1º reggimento, e partecipò durante la Seconda guerra mondiale alle operazioni del fronte greco-albanese e jugoslavo e del fronte occidentale e sciolto definitivamente nel settembre 1943. Come bicicletta sperimentale fu usata quella civile, ma presto vennero impiegati modelli specificatamente militari. Era pieghevole per poter essere portata in spalla durante gli assalti; aveva le gomme piene e attaccato alla sua canna aveva una sacca a forma di cartella. Ne esistevano varie versioni per ogni modello: per fuciliere, per mitragliatore, per porta munizioni e per ufficiali, provvista di campanello e freni a bacchetta.
Bicicletta militare per bersaglieri "Bianchi mod. 1923"
Nel 1908 il 1° ciclisti adotta la Carraro: ha una costruzione particolare, in telaio pieghevole, spallabile, con borse e zainetti; porta un fucile mod. 91 e pesa a pieno carico 30 kg.
La gara del ministero della guerra nel 1911 per fornire tutti i battaglioni ciclisti fu vinta dalla Bianchi, con il modello denominato 1912. Aveva un telaio pieghevole del peso di 14 kg. con appositi attacchi e relative cinghie per il trasporto a spalla; ruote di piccole dimensioni e gomme piene antiforatura; due ammortizzatori sulla ruota anteriore e uno sulla forcella posteriore per compensare la rigidità delle gomme piene; freno anteriore a bacchetta interno al telaio e trasmissione a catena a scatto fisso.
Nel 1924 fu poi adottato, sempre della casa Bianchi, il modello 1923. Aveva il telaio tubolare fisso a trapezio in metallo, con verniciatura grigioverde e peso complessivo di 25 kg.
Ultimo modello fu il Bianchi 1939: pieghevole con telaio tubolare a trapezio in acciaio, con verniciatura grigioverde. La bicicletta inoltre era provvista di molleggi sul telaio e sulla forcella: la forcella è molleggiata per mezzo di leve oscillanti e molle cilindriche, mentre il telaio presenta una sospensione telescopica con molla cilindrica. La bicicletta m***a una sella in pelle con due molle posteriori e ha un peso di 16 kg.

STORIA DI Cartoline da Rho Stazione  Pista di pattinaggio 1915
16/06/2026

STORIA DI

Cartoline da Rho

Stazione Pista di pattinaggio 1915

STORIA DI RHO  Tiro a segno nazionaleQuando fu inaugurata la sezione di Tiro a Segno di Rho, nel 1884, la città contava ...
16/06/2026

STORIA DI RHO

Tiro a segno nazionale
Quando fu inaugurata la sezione di Tiro a Segno di Rho, nel 1884, la città contava circa 8.000 abitanti, attorno al poligono c’era una campagna che attendeva di essere urbanizzata.
Dalla fondazione al XX secolo
Negli anni a ve**re i frequentatori del poligono si fecero sempre più numerosi sino a toccare 410 iscritti nel 1900 su poco meno di 10.000 abitanti.
I tempi delle guerre e la riapertura.
Nei decenni successivi, tuttavia, gli avvenimenti storici e sociali che caratterizzarono l’Italia, coinvolsero anche la nostra sezione.
Fu grazie alla volontà di poche ma determinate persone, prima tra tutte il Cavalier Pescina Luigi, se la sezione rodense del Tiro a Segno Nazionale riprese vita e vigore. Era il 1955.

Il 1981 fu l’anno più ricco di iscritti con 1.096 tesserati, ma negli anni successivi se ne registrò un decisivo calo dovuto soprattutto ad un sensibile aumento delle imposte governative aggiunte al costo di iscrizione.
In questi ultimi anni la disciplina del tiro a segno ha trovato nuova vitalità e ha cominciato a diffondersi sempre più anche tra le donne ed i più giovani.
www.tsnrho.it
VIA BERSAGLIO
Nel 1884 nasce a Rho la sezione del “Tiro a segno “ o “bersaglio”, nella zona dove trovasi ancora oggi , in corso Europa.
Fino agli anni 1940- 1950 , il terrapieno posto sul fondo come terreno di protezione e di riparo, alto alcuni metri, nel nostro dialetto era chiamato “el terrun “, cioè m***agna di terra.
Questa “m***agna” era coperta di robinie e per i ragazzi dell’epoca rappresentava un luogo affascinante ove si recavano a giocare in ogni stagione, ma in particolare durante l’inverno, quando nevicava: il luogo diventava infatti una pista per scivolare, sedendosi semplicemente su una tavola di legno che fungesse da slittino.
la terra di questa "m***agna " proviene dallo scavo effettuato per ottenere il sottopasso ferroviario negli anni dal 1912 al 1916.
Da “La storia di Rho nel nome delle sue vie e piazze” di Piero Airaghi
Foto
Riqualificazione-Tiro-a-Segno-Nazionale-a-Rho-

Ok lo ammetto… ho un debole per Picasso e anche per i bassotti.Il fotografo David Douglas Duncan, racconta questa storia...
16/06/2026

Ok lo ammetto… ho un debole per Picasso e anche per i bassotti.

Il fotografo David Douglas Duncan, racconta questa storia nel suo libro fotografico “PICASSO & LUMP A DACHSHUND’S ODYSSEY”, l’ultimo di nove volumi dedicati al pittore.

Il bassotto Lump (tradotto dal tedesco, Birba) “stregò” letteralmente Picasso, diventando la fonte d’ispirazione di numerosissime opere dell’autore.
L’incontro fortunato avvenne nell’Aprile del 1957. Fu proprio Duncan, a recarsi nella villa del maestro “La Californie” in costa azzurra, portando con sé il piccolo Lump che allora aveva 8 mesi. Lo aveva da poco acquistato in un allevamento di Stoccarda e riscontrava problemi di convivenza con l’altro cane di casa Kubla, un levriero afgano.
Fu amore a prima vista. Lump mostrò subito le sue caratteristiche tipiche della razza, prendendo possesso degli spazi della casa (e del divano) e marcando il territorio, facendo p**ì su una statua di bronzo che ancora oggi domina il giardino della villa, l’“Homme au moton”.
Quello stesso giorno, Pablo creò la prima di una lunga serie di opere ispirate a Lump, immortalandolo su un piatto di ceramica.
Giunto il momento di dover tornare a casa, Lump non ne volle sapere di lasciare la villa impuntandosi come solo un bassotto sa fare. Ebbe la meglio su Duncan, che si congedò da solo.
La complicità tra i due è unica e sconfinata. L’affinità è incredibile : entrambi indipendenti, vivaci e di grande personalità. Picasso per descrivere il loro rapporto speciale usa queste parole
“Lump non è un cane e nemmeno un piccolo uomo. E’ qualcos’altro!”
Lump rimase al fianco di Picasso per 6 anni. Anni in cui il piccolo “birbante” imporrà le sue abitudini, spiccando per privilegi sugli altri animali di famiglia, il boxer Yan e la capra Esmeralda. Solo a lui infatti, erano concessi i locali della casa, lo studio, i divani e tante altre esclusive che si guadagnò con il tempo.

Lump è stato un eccezionale modello per molte opere e molti studi del Maestro cubista. Fu inserito in 15 dei 44 studi della rivisitazione del celebre dipinto di Velasquez (l’opera conclusa conterà 58 tele), andando a sostituire il MASTINO delle tele originali. Un’altro capolavoro conosciuto è sicuramente l’immagine che mostra uno stilizzato bassotto. Creato con una sola linea senza mai alzare la matita dal foglio, è uno dei poster tuttora più venduti al mondo. Si può trovare anche in “Uccelli e altri animali con Pablo Picasso“, edito da Phaidon nella collana Primi concetti con grandi artisti.
Nel 1963 Lump fu colpito da una malattia alla spina dorsale che gli provocò la paralisi degli altri posteriori. Curato in un primo momento a Cannes, venne poi trasferito in Germania dall’amico Duncan, dove riuscirono a curarlo in maniera più adeguata e a salvargli la vita. Ma una volta guarito, il bassotto non ne volle più sapere di tornare alla villa, così come aveva deciso l’inizio della loro storia, così ne decise la fine.
Picasso e Lump non si videro più, ma il loro legame rimase per sempre indissolubile tanto che, nel 1973, i due si spensero ad una settimana di distanza l’uno dall’altro.
A Gennaio del 2019 viene pubblicato un altro libro sulla coppia celebre.
thebigdogtheory.it

Campioni sportiviGiacomo Agostinidata di nascita: martedì 16 giugno 1942Giacomo Agostini: Nato a Brescia, è un ex pilota...
14/06/2026

Campioni sportivi
Giacomo Agostini
data di nascita: martedì 16 giugno 1942
Giacomo Agostini: Nato a Brescia, è un ex pilota di motociclismo. Ha conquistato in 13 stagioni 15 titoli mondiali (8 in classe 500 e 7 nella 350) e pertanto è considerato il più grande campione del motociclismo sportivo di tutti i tempi.
Nel 1963 ha esordito nella classe 250 e si è ritirato nel 1977, disputando 190 Gran Premi, di cui 123 vinti, e salendo 163 volte sul podio. Ha corso per la MV Augusta e la Yamaha.
È stato tra i primi campioni sportivi italiani a gestire la propria immagine anche a fini pubblicitari, diventando un personaggio, un vip, anche al di fuori del mondo sportivo.
Almanacco.it

Stan Laureldata di nascita: lunedì 16 giugno 1890Stan Laurel: Un genio assoluto della comicità di cui fu un innovatore n...
14/06/2026

Stan Laurel
data di nascita: lunedì 16 giugno 1890
Stan Laurel: Un genio assoluto della comicità di cui fu un innovatore nella fisicità e nel linguaggio, entrando nella storia del cinema con il celebre duo Stanlio & Ollio.
Nato a Ulverston, nel nordovest dell'Inghilterra, e morto a Santa Monica nel febbraio del 1965, cominciò come attore a teatro, con piccoli ruoli negli spettacoli di pantomima. La svolta avvenne quando entrò nella compagnia che aveva come capocomico un certo Charles Chaplin, da cui avrebbe appreso la mimica e la gestualità.
È del 1921 il primo film in coppia con Oliver Hardy, The Lucky Dog ("Cane fortunato"), ma solo con il cortometraggio Putting Pants on Philip ("Metti i pantaloni a Philip"), del 1927, esordirono come "Stanlio & Ollio". Di qui lavorarono senza sosta per cinque anni, girando più di settanta comiche, tra mute e sonore, interpretando due amici inseparabili, ingenui, bistrattati da tutti.
Lavoratore instancabile, che seguiva ogni fase del film da regista e m***atore, nel 1932 venne premiato con l'Oscar, insieme all'inseparabile amico, per il cortometraggio "The Music Box" e, nel 1961, ricevette invece quello alla carriera. Quando Hardy morì, Stan decise di abbandonare il set, a sottolineare lo stretto legame artistico e umano tra i due. Legame che è raccontato nel film del 2018 Stanlio & Ollio.
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STORIA DI  Cartoline da Rho Via Madonna  anni '50
14/06/2026

STORIA DI

Cartoline da Rho
Via Madonna anni '50

Indirizzo

RHO Via Lainate 24
Rho
20017

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