30/03/2026
Con oggi è giunto al termine il percorso di 10 tappe e 30 ore condotto con le ragazze e i ragazzi di una classe del liceo "Q. O. Flacco" di Portici incentrato sul macro tema "Saperi a confronto in una prospettiva di genere".
Accanto alla nostra associazione BLab rappresentanta da Ileana Bonadies, in veste di esperta di lunga e riconosciuta esperienza, Mara Fortuna e la sua La principessa azzurra APS, senza cui nulla di quanto fatto, con non poche difficoltà, sarebbe stato possibile.
Se infatti, come ci hanno confermato questo pomeriggio in occasione delle restituzioni finali, indubbio e assoluto è stato l'interesse di ciascuno di loro verso l'argomento generale indagato attraverso diversi focus, altrettanto vero è che non sempre agevole è stato il modo in cui la classe ha approcciato al progetto svolgendosi lo stesso in orario pomeridiano, dopo le consuete ore scolastiche già di per sé impegnative, e prima che iniziasse la fase dei compiti a casa e, dunque, dello studio per l'indomani.
Le conseguenze? Alunni molto stanchi, ansiosi per quello che ancora li avrebbe aspettati terminate le ore con noi, malcontento altalenante a causa della sensazione di star facendo qualcosa di non scelto da loro in totale autonomia ma obbligatorio per racimolare crediti e attestati.
Eppure, quest'oggi, quando ancora una volta hanno preso la parola, stavolta per riassumere le conoscenze apprese ma anche per dare a noi un feedback sull'intero viaggio affrontato, ciò che è emerso è quanto buona predisposizione ci sia, di base, da parte loro se solo diverse, però, fossero le condizioni organizzative generali giudicate penalizzanti perché ulteriormente aggravanti quel carico di lavoro già esistente sulle loro spalle.
E allora inevitabile è stato certificare una consapevolezza: spesso non è affatto da addurre ai ragazzə il loro apparente disinteresse, ma alla strutturazione rigida dell'attuale sistema scuola la fatica dell'apprendimento.
Quel necessario entrare in relazione con sé e immediatamente dopo con gli altri per ampliare il proprio bagaglio di saperi e conoscenze, e munirsi di quei significativi attrezzi di lavoro che servono ad affrontare le più disparate situazioni durante il percorso di crescita di ciascuno e ciascuna.
Modalità che necessitano di metodiche nuove ma così ormai radicate nella prassi da non essere in grado di essere superate (e rinnegate) neppure in occasione di progetti formativi extracurriculari, nonostante la proposta differente loro sottoposta, aperta, non chiusa in rigidi schematismi, in cui ad assumere centralità è ad esempio la scrittura libera o il raccontarsi sulla base di input letterari o ancora altri stratagemmi per cui il reciproco ascolto diventa fondamentale così come la creazione di un ambiente accogliente e non giudicante.
E invece, nonostante gli sforzi e gli inviti e le predisposizioni delle premesse per agire usando altri sguardi, il solo risultato da focalizzare da loro altamente interiorizzato (da sempre) è quello di performare, raggiungere l'obiettivo e poi passare oltre.
Al prossimo cassetto da riempire con altre nozioni imposte dall'esterno, sorde alle loro profonde esigenze, inadeguate a fornire ciò di cui hanno realmente bisogno nei tempi e nei modi che più li troverebbe d'accordo.
Occasioni p***e, allora, tutte queste?
Un po' si, forse, ma non del tutto... E a dimostrarlo, nel nostro caso, sono stati ancora una volta loro, ə ragazzə, gli stessi che durante questi mesi si sono a volte distratti, a volte assopiti visibilmente stanchi, a volte arrabbiati per non essere giustificati l'indomani sull'assegno da portare a termine... E che noi abbiamo provato ad accogliere in ognuna di queste loro caleidoscopiche sfumature con la speranza silenziosa che tutto ciò che intanto stavamo e abbiamo seminato insieme possa, un giorno - quando meno se lo aspettano - in loro germogliare... Così ricordando, a tratti, chissà!, anche i pomeriggi condivisi, trascorsi alla fine troppo velocemente e ricchi di una bellezza disposta a farsi notare soprattutto a chi è pronto a mettersi in gioco, a non arrendersi dinanzi al primo sbadiglio, a lasciare le chiavi accanto anche alla porta più chiusa... Certə che prima o poi verranno usate, e ciò che apparirà sull'uscio e oltre varrà ogni pena affrontata.