Villa Manolesso Ferro

Villa Manolesso Ferro Villa Sorgato conserva tra le sue mura più di 400 anni di storia che quì hanno lasciato traccia indelebile, per offrire i suoi spazi ad eventi magici.

Villa Manolesso Ferro ha assistito come spettatrice all'evoluzione degli usi e costumi degli ultimi secoli lasciando che il tempo, con il suo passaggio, impreziosisse ogni stanza fino ad oggi quando offre la sua bellezza per accogliere i suoi graditi ospiti ed introdurli al culto della bellezza in ogni sua forma ed espressione.

Nove episodi. Una sola villa. E tu non ci sei ancora entrato.Hai letto di Lazzaro, di Angela, dei Ferro che arrivarono d...
02/08/2026

Nove episodi. Una sola villa. E tu non ci sei ancora entrato.

Hai letto di Lazzaro, di Angela, dei Ferro che arrivarono dalle Fiandre e aspettarono tre secoli per essere riconosciuti. Hai visto lo stemma, la lapide, i ritratti.

Ma la storia vera non si legge. Si respira.

Da settembre Villa Manolesso Ferro riapre per cene e feste private, visite guidate ed eventi esclusivi. Pochi e selezionati ospiti, per chi vuole qualcosa che i ristoranti e altre location non possono dare: un posto con una memoria vera.

📍 Merlengo (TV)
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La seconda serie inizia presto. Prima, vieni a vedere da dove tutto è partito.

Ep. 9 - 1816. L’ultimo Ferro si chiamava Antonio Lazzaro — come a ricordare, fino alla fine, da dove tutto era partito.N...
06/07/2026

Ep. 9 - 1816. L’ultimo Ferro si chiamava Antonio Lazzaro — come a ricordare, fino alla fine, da dove tutto era partito.

Non ebbe figli che potessero continuare il nome. Ma ebbe una sorella. E quella sorella aveva sposato un Manolesso.

Non una famiglia qualunque.

I Manolesso affondano le radici nelle origini stesse di Venezia. Prima di Altino, poi di Torcello — una delle famiglie patriarcali che, in fuga dalle invasioni barbariche, portarono la civiltà della terraferma dentro la laguna e diedero letteralmente i natali a Venezia. Mentre i Ferro arrivavano dalle Fiandre nel 1359 già cercando fortuna, i Manolesso erano lì da secoli prima che Venezia fosse Venezia.

Fu il figlio di quel matrimonio, Giorgio Manolesso, a ricevere in eredità questa villa.

Il cognome Ferro si fermò lì. Ma tutto il resto continuò fino ad oggi in una testimonianza storica mantenuta da Marco Labozzetta : la villa, la terra, la lapide sopra il portone, il senso di appartenenza che tre secoli avevano scolpito nella pietra insieme al sangue. E ora, a quel sangue, si univa qualcosa di ancora più antico — la memoria stessa delle origini lagunari.

I Manolesso portarono con sé anche qualcosa che i Ferro non avevano mai conosciuto: il fuoco del Risorgimento. Uomini pronti a scegliere l’esilio piuttosto che piegarsi a un impero. La stessa aquila bicipite che i Ferro avevano scolpito con orgoglio sarebbe diventata, per i loro discendenti, un paradosso da attraversare con coraggio.

Qui finisce la prima storia di questa villa.

Ma è solo l’inizio della prossima.

📍 Merlengo · Treviso

Ep. 8 — Il respiro di molti.C’è una cosa che le pietre di questa villa sanno e noi tendiamo a dimenticare.Per secoli, qu...
16/06/2026

Ep. 8 — Il respiro di molti.

C’è una cosa che le pietre di questa villa sanno e noi tendiamo a dimenticare.

Per secoli, qui, nessuno è vissuto da solo.

Quando cala la sera e la luce si posa sulla corte, è facile immaginarli ancora: i contadini che rientrano dai campi, i bambini che corrono tra la barchessa e il cortile, le voci delle famiglie che attorno a questa casa hanno costruito ogni giorno della loro vita. La villa non era il palazzo di pochi. Era il respiro di molti.

I campi davano il pane. La barchessa custodiva il raccolto. La torre allevava i piccioni, il bestiame riempiva le stalle, l’acqua dei canali muoveva tutto. Un mondo intero che viveva con le proprie forze, dove ognuno aveva un posto e nessuno era di troppo.

Ma la cosa più bella non sono le mura, né i campi.È che le famiglie che si sono susseguite qui — i Ferro, i Manolesso, e tutte le altre — non hanno mai usato questa villa per guardare il mondo dall’alto. L’hanno aperta. L’hanno resa un’occasione: di lavoro, di riscatto, di dignità per chi non era nato fortunato. Qui chi serviva poteva crescere, chi lavorava poteva sperare. Non un muro tra le persone, ma una mano tesa.

E quando fuori c’erano guerre, paure, tempi bui, questa casa diventava rifugio. La gente sapeva che, qualunque cosa accadesse, la villa sarebbe rimasta in piedi. Come è rimasta.

Oggi, varcando questo cancello, non si entra nella storia di una famiglia.

Si entra nella storia di tutti quelli che l’hanno amata.

E in fondo, è ancora così.

📍 Merleng · Treviso

Ep. 7 — Lazzaro.Questo è il suo volto, scolpito nel marmo nella chiesa di Santo Stefano a Venezia.Per capire chi era Laz...
11/06/2026

Ep. 7 — Lazzaro.

Questo è il suo volto, scolpito nel marmo nella chiesa di Santo Stefano a Venezia.

Per capire chi era Lazzaro Ferro bisogna partire da lontano — dal 1359, quando la sua famiglia arrivò a Venezia dalle Fiandre. Immigrati, in una città che non perdonava gli stranieri.

Per tre secoli i Ferro lavorarono in silenzio. Attraversarono la peste, le guerre, le porte chiuse. Nessun titolo, nessun riconoscimento — solo la tenacia di chi continua a costruire anche quando nessuno lo guarda, tramandando ai figli un’unica certezza: che il tempo, prima o poi, rende giustizia a chi non si arrende.

Lazzaro portava nelle vene tutta quella fatica. E le diede un senso.

Divenne avvocato fiscale della Serenissima, conte palatino del Sacro Romano Impero e, nel 1662, patrizio veneziano. Tre secoli di sacrifici trovarono finalmente il loro riscatto: la famiglia di immigrati era diventata parte della storia di Venezia.

Eppure la sua lezione più grande non è il successo. È quello che ne fece.

Nel 1680 non eresse un monumento a sé stesso. Trasformò la casa ereditata dalla madre in qualcosa destinato a durare oltre lui, e la vincolò perché nessuno potesse mai dividerla. Non stava pensando al presente — stava pensando a chi sarebbe venuto dopo.

Questa villa è la testimonianza di quel pensiero. Trecentoquarantasei anni dopo, è ancora qui…per chi verrà dopo di noi.

📍 Merlengo · Treviso

Ep. 6 — 1359. L’inizio di tutto.L’Europa era in ginocchio.La peste aveva ucciso un terzo della popolazione. Le guerre de...
06/06/2026

Ep. 6 — 1359. L’inizio di tutto.

L’Europa era in ginocchio.

La peste aveva ucciso un terzo della popolazione. Le guerre devastavano i campi. Le fortune di ieri erano le rovine di domani. In questo mondo che crollava, una famiglia di mercanti fiamminghi prese una decisione che avrebbe cambiato tutto.

Lasciarono Beaumont, nell’Hainaut fiammingo. Seguirono le rotte che conoscevano — quelle stesse rotte che le galere veneziane percorrevano da decenni, cariche di seta e spezie, su e giù per il Mediterraneo fino ai porti del Nord. Arrivarono a Venezia senza titoli, senza protezioni, senza nulla se non un cognome e una determinazione silenziosa.

Si chiamavano Ferro. Ma le fonti più antiche li ricordano con un altro nome: de Rotarii — quelli della ruota.

Quella ruota è ancora qui, nello stemma di famiglia. Sei raggi dorati su campo rosso, sotto l’albero. Un simbolo che ha viaggiato dalle Fiandre fino alla pianura trevigiana e che nessuno, in cinque secoli, ha mai cancellato.

Venezia non perdonava gli stranieri. Li tollerava, li usava, li controllava. Ma premiava chi sapeva aspettare. E i Ferro sapevano aspettare.

Tre generazioni di avvocati. Cento anni di relazioni costruite nel silenzio. Fino al giorno in cui Venezia stessa riconobbe quello che era già evidente a tutti: che certi uomini non si comprano con i titoli. Si riconoscono con il tempo.

Omnis in ferro salus.
Nella forza del ferro sta ogni salvezza.

Dalle Fiandre a Venezia. Da Venezia a Merlengo. Un viaggio che durò tre secoli e finì inciso nella pietra per sempre.

📍 Merlengo · Treviso

17/05/2026

Che sia un anniversario, una laurea o un momento da ricordare per sempre — Villa Manolesso Ferro è il posto giusto.
Atmosfere del 1680, parco storico, sale d’epoca nel cuore del Veneto.
🗓 Disponibile per tutti i mesi estivi.
📍 Merlengo di Ponzano Veneto (TV)
Scrivici in DM per date e informazioni. 👇 villaveneta villamanolesso occasionespeciale venetoeventi compleanno

Ep. 5 — La terra che la sostiene.Prima che diventasse una villa patrizia, questo era il mondo che la circondava.Questo d...
10/05/2026

Ep. 5 — La terra che la sostiene.
Prima che diventasse una villa patrizia, questo era il mondo che la circondava.
Questo dipinto, conservato nella villa e firmato A. Brioschi, ritrae la barchessa di Merlengo nei primi del Seicento. Una figura in rosso, i polli nel cortile, la strada che si apre verso la pianura. La vita quotidiana di chi lavorava questa terra ogni giorno, in silenzio, generazione dopo generazione.
Merlengo non era un posto scelto per caso. Sedeva sulla Via Postumia — la strada consolare romana del II secolo a.C. che collegava Genova ad Aquileia attraverso il cuore del Veneto. A pochi passi scorreva il Piave. Sullo sfondo si alzavano i boschi del Montello e del Cansiglio.
Terra fertile. Acqua abbondante. Boschi ricchi. Una posizione strategica che i Romani avevano già capito duemila anni prima e che Ottavio dall’Olio, governatore delle galere della Serenissima, scelse con la stessa intelligenza di chi era abituato a leggere le rotte migliori.
La villa non nacque per caso. Nacque nel posto giusto.

Ep. 5 — 1359.Partirono dalle Fiandre con un nome e una determinazione.Si chiamavano Ferro. Venivano da Beaumont, nell’Ha...
26/04/2026

Ep. 5 — 1359.
Partirono dalle Fiandre con un nome e una determinazione.
Si chiamavano Ferro. Venivano da Beaumont, nell’Hainaut fiammingo, in un’Europa sconvolta dalla peste e dalle guerre. Lasciarono tutto e seguirono le rotte delle galere veneziane fino alla Serenissima — la città più potente del mondo conosciuto, che non perdonava gli stranieri ma premiava chi sapeva aspettare.
Non erano nobili. Non avevano titoli. Avevano qualcosa di più raro: la capacità di costruire nel tempo, generazione dopo generazione, senza mai cedere.
Tre generazioni di avvocati. Cento anni di relazioni tessute nel silenzio. Fino al 1662, quando pagarono centomila ducati per entrare nel Libro d’Oro del patriziato veneziano — il prezzo più alto che Venezia chiedesse per riconoscere chi era già diventato indispensabile.
Il loro motto racchiudeva tutto in quattro parole:
Omnis in ferro salus.
Nella forza del ferro sta ogni salvezza.
Un cognome. Una promessa. Una famiglia che avrebbe attraversato cinque secoli senza spezzarsi.
Questo è il ritratto di Alvise Ferro, conservato nella villa. La toga nera degli avvocati veneziani. Lo sguardo di chi sa esattamente chi è. 📍 Merlengo · Treviso

Ep. 4 — 1580 circa.Si chiamava Ottavio dall’Olio. Era Governator delle galere da mercanzia della Serenissima — uno degli...
19/04/2026

Ep. 4 — 1580 circa.
Si chiamava Ottavio dall’Olio. Era Governator delle galere da mercanzia della Serenissima — uno degli incarichi più prestigiosi della Repubblica di Venezia. Comandava le flotte mercantili che solcavano il Mediterraneo, custodiva i commerci che rendevano Venezia la città più ricca del mondo conosciuto.
Le sue galere percorrevano rotte fisse e regolamentate dallo Stato — il Levante, l’Egitto, le coste dalmate, e poi su, fino alle Fiandre. Porti dove si scaricava seta e si caricava lana, dove le spezie dell’Oriente incontravano i metalli del Nord Europa. Rotte che valevano fortune. Rotte che cambiavano le vite di chi le percorreva.
Fu probabilmente su quella rotta delle Fiandre che i destini di due famiglie si incrociarono per la prima volta — senza saperlo. Da un lato i dall’Olio, servitori fedeli della Serenissima. Dall’altro i Ferro, mercanti fiamminghi che nel 1359 avevano lasciato tutto per seguire quella stessa rotta fino a Venezia.
Due famiglie. Due storie. Un incrocio che nessuno aveva previsto. Un legame che rimarrà indissolubile per sempre.
Verso la fine del Cinquecento Ottavio costruì con quelle fortune una casa nella campagna di Merlengo. Un palazzo domenicale — la sede del suo dominio sulla terra ferma, il simbolo tangibile di una vita al servizio della Repubblica.
Il destino fece in modo che Angela dalla Bella, sua nipote, incontrasse Alvise Ferro. Due famiglie che il mare aveva già unito e la terra avrebbe consacrato per sempre, attraverso il figlio che entrambe avrebbero amato — Lazzaro.

📍 Merlengo · Treviso

Indirizzo

Via Talponera 51
Ponzano
31050

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