31/12/2025
Abbiamo imparato tante cose crescendo: a leggere, a scrivere, a far di conto.
Poi siamo diventati grandi e ogni insegnamento l'abbiamo relegato a compiti canonici e basilari perdendo il gusto vero delle cose.
Contare per esempio è diventato "far quadrare i conti", bilanciare, essere in positivo e il più lontano possibile dal negativo.
Leggere è spesso lo scorrere compulsivo sui nostri dispositivi di notizie brutte o orrende o inutili e quasi mai rassicuranti.
E scrivere, beh scrivere adesso è proprio un'arma. Affilata, tagliente e letale.
Se vogliamo far male scriviamo e scriviamo soprattutto se non conosciamo, se vogliamo "dire" la nostra per forza anche quando non richiesta.
E scriviamo perché vogliamo che resti impresso a chi ci legge il nostro pensiero pur opinabile o profondamente sbagliato.
Il 2025, come qualche altro anno suo predecessore, ci ha fatto pensare questo, che il bello delle cose valga molto meno del brutto.
Che il male, in ogni sua forma, vinca il bene che si può fare e provare.
Vorremmo soltanto che questo 2026 ci facesse riscoprire il sapore dolce di leggere per il gusto di farlo, di usare i numeri per far la conta a nascondino o canticchiare filastrocche per insegnare le tabelline ai nostri bambini.
Vorremmo che si tornasse a scrivere per amore, per stima, anche per rabbia ma mai per ferire.
Vorremmo soltanto che questo nuovo anno ci desse valore e valori e poi, un passo alla volta, ci facesse credere con fiducia nell'uomo e nel suo saper restare umano.
Buon anno nuovo.
Con affetto e riconoscenza, Barbara e Linda