23/06/2026
Il 20 giugno Pavia è stata blindata per l’arrivo di Prevost: gran parte della città è stata interdetta all3 residenti privi di uno speciale pass distribuito dalle parrocchie locali. Mentre l3 cittadin3 facevano i conti con chiusure, limitazioni, e privazione della propria libertà nella città in cui vivono, potenti e cortigiani accorrevano a baciare le mani al teocrata. La presenza del capo di stato vaticano non è stata solo una visita rituale, bensì un segnale di continuità con un sistema che dobbiamo abbattere: l’alleanza tra l’apparato clericale ed il capitalismo globale che da sempre sostiene e alimenta patriarcato, diseguaglianze e sfruttamento. I temi del conflitto sono ovunque, dall’ingerenza nelle politiche pubbliche, nelle lotta transfemminista e nella libera affermazione di ogni soggettività q***r, all’uso della religione come strumento di oppressione sociale, culturale e sanitario, fino al controllo economico e immobiliare in grado di condizionare gli apparati locali. Ringraziamo Prevost e i milioni di fondi pubblici buttati per garantire la sicurezza del santo padre che ha dovuto tagliare qualche chilometro di percorso per la mancanza di fedeli ad acclamarlo. Per lo meno ora abbiamo di nuovo le fontanelle pubbliche in funzione. In tutto questo, durante la giornata 5 persone della nostra assemblea sono state pedinate e poi fermate da 8 agenti. Dopo averl3 identificat3 e perquisito i loro zaini, gli agenti hanno cercato di impedire loro di filmare l’abuso di potere e l3 hanno trattenut3, senza alcuna motivazione, fino all’arrivo del papa nella seconda chiesa della gita. Non soddisfatti gli agenti hanno seguito le 5 compagn3 per diverse ore nel centro della città fino a vie ben lontane dalle zone toccate dalle misure di sicurezza. Siamo stat3 lasciat3 in pace solo una volta salit3 in auto e andat3 via dal centro città. (Continua nel primo commento)