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Mattoniavista_eventi Eventi per persone che amano distinguersi!

Qualcuno doveva dirtelo!Di un evento potresti ricordare proprio ciò che nessuno aveva previsto.Allora che cosa progetti,...
19/10/2026

Qualcuno doveva dirtelo!

Di un evento potresti ricordare proprio ciò che nessuno aveva previsto.

Allora che cosa progetti, se non puoi stabilire ciò che resterà?

Io progetto la scena.
Le persone scelgono come viverla.

L'estetica è il mio linguaggio. Attraverso forme, materiali e composizioni traduco un'identità in uno spazio, un'idea in un'esperienza.

Ma la bellezza, per quanto fondamentale, non esaurisce il senso del mio lavoro.
Mi interessa ciò che prende forma quando le persone iniziano ad abitare quello spazio.

Le parole che scelgono. I gesti che nascono.
I silenzi che trovano posto.

Perché un progetto può avere una forma precisa, lasciando a ciascuno la libertà di attribuirgli un significato.

È da questa visione che nasce PRIMO RITO.

Un format in cui le persone possono andare oltre il ruolo di spettatrici e contribuire all'esperienza, ciascuna a modo proprio.

Con Atto di Radicare ho scelto di partire
da una voce.
Prima di mostrare ciò che avevo realizzato, ho voluto raccontare ciò che le persone avevano vissuto.

Prima ciò che è stato vissuto.
Poi ciò che lo ha reso possibile.

Non progetto emozioni.
Creo lo spazio perché possano accadere.

Mattoni a Vista

16/10/2026

Ho invitato 30 persone a donare qualcosa che non si può comprare.

Non un oggetto, ma qualcosa che potesse accompagnare un ragazzo mentre cresce.
Ognuno ha scelto cosa donare: amore, forza, confronto, meraviglia.
Ogni dono è diventato un gesto simbolico, una parola, una promessa.

Quella che ascoltate è una di quelle trenta voci.

Una voce autentica, che a un certo punto si interrompe, si emoziona, cerca le parole.

Perché posso progettare un gesto, ma non posso decidere ciò che una persona sentirà compiendolo.

PRIMO RITO - Atto di Radicare è un'esperienza che ho ideato e progettato per dare forma a un gesto collettivo.
Uno spazio in cui le persone non sono semplici spettatrici, ma diventano parte dell'esperienza stessa.

Non progetto emozioni.
Creo lo spazio perché possano accadere.
♡
Il dono che ritorna.
Mattoni a Vista

06/10/2026

Tu l'hai vista quella crepa?
Io si e ti dico perché non la toglierò!

"Unico" è la parola più usata negli eventi. Un abuso secondo me. E la più vuota: la dicono tutti, per tutto.
Nel Primo Rito-Atto "unico" vuol dire un'altra cosa: fatto a mano, per una persona, una volta sola.
È artigianato.
Tutto nasce prima, nel mio laboratorio, che per ora è il mio garage!
Il fondale, scelto e incollato striscia dopo striscia.
Così come il gesto che verrà compiuto, scritto parola per parola.
L'essenziale non ci arriva mai da un catalogo.

E le mani, lo sai, lasciano tracce.
Questa piega è una di quelle. Potrei toglierla, ma non lo farò: racconta qualcosa di più vero. L'imperfezione della nostra perfezione!

Quando diciamo che una persona è unica, non diciamo che è perfetta. Diciamo che è unica nel suo genere, nel suo modo di essere, con tutti i suoi difetti. È lì che sta la sua verità.
Togliere questa piega significherebbe togliere senso al tuo evento.

Non c'è bisogno di nasconderla, né di renderla perfetta. Va bene così come siamo.
È ed questo che faccio nel mio laboratorio.
Racconto la tua verità.

Sul mio braccio c'è scritto: perfettamente imperfetti. L'ho scritto sulla pelle perché certe cose non basta dirle: per me bisogna portarle addosso.

Il 10 ottobre questo fondale diventerà il cuore di un rito. Vi racconterò com'è andata.

Ma intanto dimmi tu cosa ne pensi: per te è un difetto o un particolare ?


Se ti dicessi che ho quasi mollato?(ma leggi poi cosa è successo!)Questa è la verità.Per quattro anni ho avuto due vite....
30/09/2026

Se ti dicessi che ho quasi mollato?
(ma leggi poi cosa è successo!)

Questa è la verità.
Per quattro anni ho avuto due vite.
Di giorno, sei giorni su sette, un lavoro che mi serviva per vivere. Il posto fisso, un porto sicuro.
Di notte, la mia visione.

Ho incastrato gli eventi nel mio unico giorno di riposo. Ho studiato mentre gli altri dormivano.
Ho fatto corsi: alcuni bene, altri male, alcuni portati a termine. Sono andata al lavoro con le occhiaie di chi la notte l'ha passata a costruire altro.
Poi è arrivato il momento più basso.

Davo il 150% ovunque, e non restava niente. Nemmeno per chi amo. Ero a casa, ma non c'ero. Vedevo la mia famiglia allontanarsi, e non avevo più energia per raggiungerla.
Non era la visione a portarmi via:
era il modo in cui mi stavo consumando.

E intorno, poi, chi mi diceva che per fare questo lavoro serve una base solida alle spalle. Che alla mia età non si ricostruisce una vita.
Lì, ho deciso di mollare.

Poi ho capito una cosa. Ho pianto, e ho capito.
Se non trattavo me stessa con verità, non potevo farlo con gli altri.
Il mio lavoro è andare nel profondo delle persone: dovevo cominciare da me. Dal mio cuore.

E chi si dice la verità, decide!

Oggi credo fortemente il contrario di quello che mi dicevano.
Ho 45 anni e due figli adolescenti, e sono proprio loro il mio motivo. Voglio insegnargli con l'esempio che in qualsiasi momento puoi decidere chi essere, come stare al mondo, cosa dare a questo mondo.

Sui pacchi si scrive: maneggiare con cura.
Io scelgo di maneggiarvi, e maneggiarmi,
con verità.

So cosa posso dare.
Non (solo) eventi patinati, fatti di trend e di mood. Ma Atti veri, che toccano le persone.
Oggi mi riconosco il valore di quello che porto,
e la capacità di farlo.
Da oggi lascio il porto sicuro.

Da oggi il mio lavoro sarà esclusivamente
Mattoni a vista.
Adesso c'è solo il mio passo.
Il prossimo, sui miei mattoni.

Se fai il tifo per me salva e condividi per farmi andare lontano.
Kisses,
Carla
Sono Carla Contino, experience designer.
Metto in scena la tua verità, con eventi che parlano di chi sei.

21/08/2026

Primo Rito_ Atto di respirare.
È cosi che mi inchino all'estate.

Mettiti in condizione di respirare.
Prima ancora di camminare, prima di parlare, prima di scegliere chi essere, abbiamo respirato.

È il nostro primo atto.
Non richiede permesso, non richiede talento. Arriva prima di noi, e resta anche quando tutto il resto si complica.
Ballare, come il vento, è solo una sua conseguenza. Un corpo che si è messo in condizione di respirare, prima o poi, si mette anche in condizione di muoversi.

Non è una metafora sul lasciarsi andare.
È più semplice e più esatto: liberare lo spazio perché l'aria possa entrare per prima. Il resto, i movimento, la gioia, il vento, arriva dopo, come conseguenza, non come sforzo.

Respira. Poi muoviti. E magari, quando puoi, balla.

21/08/2026

Primo Rito_Atto di respirare
È così che mi inchino all'estate.

Mettiti in condizione di respirare.
Prima ancora di camminare, prima di parlare, prima di scegliere chi essere, abbiamo respirato.
È il nostro primo atto.
Non richiede permesso, non richiede talento. Arriva prima di noi, e resta anche quando tutto il resto si complica.
Ballare, come il vento, è solo una sua conseguenza.
Un corpo che si è messo in condizione di respirare, prima o poi, si mette anche in condizione di muoversi.
Non è una metafora sul lasciarsi andare.
È più semplice e più esatto: liberare lo spazio perché l'aria possa entrare per prima. Il resto, i movimento, la gioia, il vento, arriva dopo, come conseguenza, non come sforzo.
Respira. Poi muoviti. E magari, quando puoi, balla.

Riconoscere la bellezza della nostra imperfezione.Dare valore alla nostra vulnerabilità.Ne parlava Floriana  , di espors...
30/04/2026

Riconoscere la bellezza della nostra imperfezione.
Dare valore alla nostra vulnerabilità.

Ne parlava Floriana , di esporsi così come siamo, di stare nella verità di quello che siamo.
E io ci ho ritrovato dentro questo momento.
Siamo monumenti esposti alle intemperie.
Ci sgretoliamo.
Ma siamo fatti di mattoni,
e i mattoni, anche ridotti in sabbia, sono ancora lì.

In questo momento sono seduta sui miei granelli di sabbia.
Sto osservando il peso di ognuno.

Non rincorro la perfezione.
Non è il primo atto che mi spinge.
Sono vulnerabile.

E nel caos di questo momento , così come leggo il mondo, per ogni atto, per ogni visione da cui nasce un atto , leggo quanto di più vero c'è in me.
E la visione che ho è questa:
una stella incisa in un mattone.

Sto ricostruendo.
🖤

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