08/08/2025
È morto Gianni Berengo Gardin.
È morto un Maestro.
Ma abbiamo perso, oltre al grande fotografo, all’artista impegnato, un uomo e una persona dall’umanità straripante e garbata in un momento storico in cui l’umanità è stata ufficialmente criminalizzata e il garbo è un motivo di sospetto.
Di lui ricordo le grandi battaglie civili assieme e alla pari delle opere. Perché erano inscindibili le une dalle altre.
Coi suoi scatti, ha raccontato l’Italia in frenetica trasformazione, con le sue miserie e le sue bellezze dolenti. L’Italia “assassinata dalle crociere e dal cemento”. Lui che è stato il più acerrimo nemico delle maxi-navi che deturpavano la sua Venezia.
Il sindaco Brugnaro a un certo punto lo aveva anche censurato per quegli scatti, perché mostravano ciò che loro volevano nascondere.
Questo fanno gli artisti: mostrano, urticano, denunciano, sempre e orgogliosamente contro il potere.
GBG ha raccontato l’Italia delle fabbriche, delle periferie, dei rom, dell’emarginazione, in cui lui indovinava per istinto la dignità, sapendo sempre dove trovarla.
Non mancherà, Berengo Gardin, perché a 94 anni ha lasciato tutto quello che aveva da dire e da dirci. Ed è moltissimo. Un patrimonio non stimabile.
Conserviamolo, in questi tempi miserabili.
Buon viaggio Maestro.