28/05/2026
Palermo Sonora non è solo un evento.
È un atto culturale. È riappropriazione degli spazi. È un modo diverso di stare insieme: all’aperto, in spazi sicuri, con la musica al centro e la città intorno.
Perché abbiamo bisogno di respirare in una città che, a volte, ci opprime. Abbiamo bisogno di luoghi vivi. Di momenti di svago, di incontro e si.. di leggerezza. Perché nella vita c’è bisogno anche di questo.
In queste ore abbiamo rischiato di diventare ‘Palermo Silenziosa’.
Non per mancanza di musica. Non certo per mancanza di persone. Ma per l’ennesimo sgambetto amministrativo che arriva quando tutto è pronto.
Dopo autorizzazioni, richieste, attese, carte, PEC, passaggi e contro-passaggi, a pochi giorni dall’evento scopriamo che mancava qualcosa: il parere dei Rangers.
Un’Organizzazione di Volontariato chiamata a esprimersi sulla fattibilità dell’iniziativa.
Un passaggio che, però, non spettava a noi attivare. La richiesta di quel parere doveva partire dalla Pubblica Amministrazione.
La stessa Pubblica Amministrazione che, nel frattempo, ci aveva già rilasciato una regolare autorizzazione. Autorizzazione rimessa in discussione nelle ultime ore per quella che appare una mera ‘dimenticanza’.
Una ‘mera dimenticanza’ che ha messo, e sta mettendo a rischio, un progetto fatto da persone che ogni giorno investono tempo ed energie per renderlo possibile.
Dietro un evento non ci sono solo musica e luci. Ci sono mesi di lavoro, programmazione, investimenti. Eppure, troppo spesso, questo si scontra con meccanismi lenti e cortocircuiti burocratici.
Noi però non ci fermiamo.
Il 30 maggio siamo a Villa Castelnuovo.
Con la musica, con le persone, con chi crede che Palermo possa vivere anche in un altro modo.
Sappiamo bene quanto sia difficile cambiare il passo di questa città. Lo sappiamo ogni volta che proviamo ad aprire uno spazio. Lo sappiamo ogni volta che immaginiamo ville e giardini storici come case temporanee: luoghi da ascoltare, attraversare, abitare.
*continua nel primo commento