02/08/2026
Omero parlava già di astronomia. 🌌
Nell’Odissea, Ulisse lascia Ogigia e attraversa il mare orientandosi con le stelle: osserva le Pleiadi, Boote e l’Orsa, chiamata anche Carro.
L’Orsa è descritta come la sola a non immergersi mai nelle acque dell’Oceano: ruota nel cielo senza tramontare, ciò che oggi definiamo una costellazione circumpolare.
Boote, invece, “tardi tramonta”. La sua stella più luminosa è Arturo, l’astro arancione conosciuto come il “guardiano dell’Orsa”.
Nell’Iliade, il cielo compare persino sullo scudo di Achille: Efesto vi raffigura il Sole, la Luna, le Pleiadi, le Iadi, Orione e l’Orsa.
Per Omero il cielo non era soltanto uno sfondo: era una mappa per navigare, un modo per misurare il tempo e un luogo popolato da miti, eroi e divinità.
Al Planetario di Padova continuiamo a raccontare le storie nascoste tra le stelle, unendo astronomia, storia e mitologia.
Seguici e vieni a riscoprire sotto la nostra cupola lo stesso cielo osservato e raccontato quasi tremila anni fa. ✨
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