04/06/2026
Il pincino nasce povero e muore felice.
Cade nello strutto bollente e sfrigola come le risate della gente.
Acqua, farina, strutto. Tre parole che bastano.
Non è cucina raffinata.
È cucina vera, che è cosa diversa e più rara.
Un tavolo lungo, bicchieri di vino, quel pane fritto che passa di mano in mano come si passa una parola che vale.
Nessun cerimoniale.
Solo il momento in cui si smette di fare i conti e si comincia a vivere.
Fare baracca, si dice da queste parti.
La gioia vera abita sempre in qualcosa di semplice.
Come il pincino “Al Pinzin” buono, semplice, sincero.
I Ciuciun dl’Usdal e il loro pincini
Venerdì 5 Giugno
Osteria Il Baracchino