17/04/2026
A Napoli l’arte di strada non è mai stata un semplice intrattenimento serale né la movida molesta dei cicchetti a un euro, ma un patrimonio vivo che per anni ha portato poesia, umanità e stupore negli spazi della città. Eppure gli artisti, figure sensibili, colte ed educate, sono diventati un bersaglio facile per i vigili urbani, colpiti da multe sproporzionate e da provvedimenti che ignorano la natura stessa del loro lavoro.
La città, un tempo tornata nel circuito internazionale dei grandi busker, oggi mostra solo pochi professionisti costretti a sopravvivere tra degrado urbano, questuanti e venditori di marchi contraffatti, mentre l’arte di strada viene soffocata da sciatteria politica, indifferenza emotiva e sanzioni pesanti. Per questo gli artisti storici, i giovani, i musicisti multati e diversi comitati cittadini hanno organizzato il funerale dell’arte di strada: il 2 maggio, alle 18, partirà da Piazza San Domenico un corteo che attraverserà strade spente da provvedimenti superficiali, fino a Piazza Dante, dove il dolore diventerà canti e balli.
Gli artisti sono consapevoli che alcune pratiche possono risultare più rumorose di altre e che non tutte le zone della città si prestano alle stesse performance. Proprio per questo, su suggerimento dei comitati della quiete pubblica presenti in giunta, avevano lavorato a un regolamento capace di armonizzare le esigenze di tutti. Ma chi l’anno scorso si era affacciato dal portone di San Giacomo per mettersi in mostra davanti alle telecamere oggi si sottrae con un “uffà” o un “che scocciatura”, lasciando quel lavoro senza seguito. Con il loro funerale simbolico, gli artisti intendono offrire a questi rappresentanti della città un’ulteriore occasione di confronto pubblico, affinché si possa finalmente avviare un dialogo serio e responsabile sul futuro dell’arte di strada a Napoli.
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