Giuseppe Cesareo

Giuseppe Cesareo đź“° Giornalista per professione
✍️ Scrittore per passione
🙏 Evangelizzatore per missione

Commento al Vangelo del giorno (Mc 12,1-12)Spesso leggo questa parabola con il peso del senso di colpa, eppure tutto ini...
01/06/2026

Commento al Vangelo del giorno (Mc 12,1-12)

Spesso leggo questa parabola con il peso del senso di colpa, eppure tutto inizia con un atto di immensa libertà. Dio recinta la vigna, la protegge, e poi si allontana. Non è un abbandono, ma il gesto più alto dell'amore: la fiducia cieca. Egli non mi controlla, non esige prestazioni; mi affida la sua terra perché crede in me. La mia violenza, i miei rifiuti quotidiani nascono dalla paura profonda di non essere abbastanza, dal bisogno malato di possedere per esistere, fino a scartare il Figlio. Ma la logica del Regno mi spiazza.

Davanti al mio tradimento, il Padrone non chiude la vigna, non alza barriere di giudizio. Semplicemente, ricomincia. Offre la stessa fiducia "ad altri", a quella parte di me ancora capace di accogliere. La pietra scartata diventa testata d'angolo. Diventare partecipi della natura divina significa proprio questo: non essere perfetti, ma accogliere la Grazia di poter amare ancora, anche dopo aver fallito. Il necessario per vivere santamente non è l'assenza del male, ma l'ostinazione di un Dio che, di fronte alle mie mani vuote e violente, risponde offrendomi di nuovo il Suo abbraccio.

Commento al Vangelo del giorno 1 giugno 2026
31/05/2026

Commento al Vangelo del giorno 1 giugno 2026

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 12,1-12) In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]:«Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, s…

SANTISSIMA TRINITĂ€ - SOLENNITĂ€ - ANNO ACommento al Vangelo del giorno (Gv 3,16-18)Davanti al mistero della TrinitĂ , il m...
31/05/2026

SANTISSIMA TRINITĂ€ - SOLENNITĂ€ - ANNO A

Commento al Vangelo del giorno (Gv 3,16-18)

Davanti al mistero della Trinità, il mio cuore non cerca una formula matematica, ma un approccio vitale. Mi scopro creato a immagine di una Relazione: non sono un’isola, ma un approdo. Dio non è una solitudine gelosa, è un “noi” eterno che trabocca, un amore così eccedente da farsi carne nel Figlio per non lasciarmi andare perduto.

Sento che la mia sete di connessione, spesso cercata tra schermi e messaggi veloci, è il riflesso di questa identità divina: sono fatto per l’esodo verso l’altro. La salvezza che Gesù mi offre non è l’assenza di ferite nei rapporti, ma la forza di non chiudere mai la porta, anche quando amare costa. Essere salvati significa abitare la comunione, imparando che la mia verità non sta nel possesso di me stesso, ma nel dono. In questo “bacio santo” tra Cielo e Terra, scopro che Dio non giudica la mia fragilità, ma la abita per trasformarla in eredità di luce. Sono amato da un Padre, redento da un Fratello, mosso da un Soffio: sono, finalmente, a casa.

Commento al Vangelo del giorno 31 maggio 2026
30/05/2026

Commento al Vangelo del giorno 31 maggio 2026

SANTISSIMA TRINITÀ – SOLENNITÀ – ANNO A Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-18) In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché …

Commento al Vangelo del giorno (Mc 11,27-33)Spesso ci avviciniamo a Dio non per cercare la VeritĂ , ma per difendere le n...
30/05/2026

Commento al Vangelo del giorno (Mc 11,27-33)

Spesso ci avviciniamo a Dio non per cercare la Verità, ma per difendere le nostre fortezze. Come i capi dei sacerdoti nel tempio, solleviamo scudi fatti di domande burocratiche per non ammettere che la Sua parola ha messo in crisi le nostre sicurezze. «Con quale autorità?» è la domanda di chi ha paura di perdere il controllo, di chi teme lo "scivolone" che spoglia l’ego e rivela la nostra nudità interiore.

Gesù non risponde con una lezione, ma con uno specchio. Ci chiede di scegliere tra il "cielo" — la libertà del dono - e gli "uomini" - la schiavitù del consenso e dell'apparenza. Il silenzio finale degli scribi, quel loro «Non lo sappiamo», è il fallimento di chi preferisce l'ambiguità al rischio della conversione.

Camminare nella fede significa accettare di "franare a terra" per scoprire che la nostra vera autorità non viene dal ruolo, ma dalla capacità di restare nell'amore di Dio, edificando noi stessi sulla roccia della preghiera. La risposta che cerchiamo non è un concetto, ma un desiderio: quel grido del Salmo che ci riporta a casa. Solo chi accetta di essere interiormente povero può finalmente cantare: «Di Te ha sete l’anima mia».

Commento al Vangelo del giorno 30 maggio 2026
29/05/2026

Commento al Vangelo del giorno 30 maggio 2026

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 11,27-33) In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi …

Commento al Vangelo del giorno (Mc 11,11-25)GesĂą attraversa le nostre giornate tra un "entrare" e un "uscire", cercando ...
29/05/2026

Commento al Vangelo del giorno (Mc 11,11-25)

Gesù attraversa le nostre giornate tra un "entrare" e un "uscire", cercando in me non l’apparenza di un fogliame rigoglioso, ma il frutto dolce di una vita autentica. Quante volte mi nascondo dietro riti sterili o maschere di efficienza, proprio come le foglie di quel fico che coprono il vuoto? Il Signore ha fame della mia verità, non dei miei calcoli.

Egli entra nel mio tempio interiore per rovesciare i tavoli dei mercanti: quei compromessi dove cerco di "comprare" il favore di Dio o degli altri. Mi invita a passare dall'economia del baratto a quella del dono gratuito. La preghiera non è un dovere da assolvere, ma una casa di confidenza dove posso sostare senza difese, senza quella "spaccatura" interiore che mi fa dubitare del Padre. Ma questo incontro resta un’illusione se non passa attraverso il perdono: non c’è frutto maturo se il cuore resta inaridito dal rancore. Oggi voglio lasciarmi purificare, affinché la mia fede non sia solo un annuncio di foglie, ma un pane d'amore spezzato per chi cammina con me.

Commento al Vangelo del giorno 29 maggio 2026
28/05/2026

Commento al Vangelo del giorno 29 maggio 2026

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 11,11-25) [Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, usc…

Commento al Vangelo del giorno (Mc 10,46-52)Seduto ai bordi della vita, Bartimeo non è solo un cieco: è l’immagine dei n...
28/05/2026

Commento al Vangelo del giorno (Mc 10,46-52)

Seduto ai bordi della vita, Bartimeo non è solo un cieco: è l’immagine dei nostri desideri spenti e della nostra dignità mendicante. Spesso, da adulti, ci vergogniamo del nostro bisogno; il giudizio degli altri e, ancor più, il nostro rigore interiore ci impongono il silenzio. Ma la fede è un ritorno all’infanzia dello spirito: è il coraggio di essere «bambini appena nati» che gridano senza censura la propria fame di luce.

Mentre la folla lo rimprovera perché sia discreto e composto, Bartimeo balza in piedi, getta il mantello - le sue uniche sicurezze - e corre verso l’Impossibile. Gesù non chiede buone maniere, ma verità: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». La salvezza inizia quando smettiamo di chiedere garanzie o prestigio e osiamo domandare l’essenziale: vedere di nuovo, uscire dalle tenebre di una vita rassegnata. Guarire significa riscoprire che siamo «stirpe eletta», chiamati a camminare non più come schiavi del buio, ma come pellegrini liberi, capaci di seguire il Maestro lungo la strada, con lo stupore di chi è nato una seconda volta.

Commento al Vangelo del giorno 28 maggio 2026
27/05/2026

Commento al Vangelo del giorno 28 maggio 2026

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,46-52) In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a…

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