30/08/2026
"Nel quartiere popolare di Greco, a Milano, nasceva il 6 gennaio 1938 un bambino da genitori pugliesi originari di Foggia. Nessuno avrebbe potuto immaginare che quel bambino sarebbe diventato una delle figure più eclettiche e amate della cultura pop italiana.
Il debutto arriva nel 1959, quando il rock'n'roll comincia a contagiare l'Europa: ""Il tuo bacio è come un rock"" lo consacra pioniere del nuovo suono. Due anni dopo ""24000 Baci"" segna il primo vero successo internazionale. Ma è nel 1966, tornando a Sanremo con ""Il ragazzo della via Gluck"", che Celentano trova la canzone che lo definirà per sempre: un testo che racconta la sua infanzia e denuncia, con largo anticipo sui tempi, la speculazione edilizia e la distruzione della natura. Tradotta in 18 lingue, resta ancora oggi tra i suoi brani più iconici. Nel 1968 arriva ""Azzurro"", versione di un brano di Paolo Conte, che diventerà una delle canzoni italiane più ascoltate al mondo.
Non solo musica: nel 1964 esordisce come regista con ""Super rapina a Milano"", e negli anni Settanta e parte degli Ottanta diventa il re del box office italiano. Fonda il Clan Celentano, etichetta e comunità artistica pensata per dare libertà creativa a nuovi talenti. Nel 1972 pubblica ""Prisencolinensinainciusol"", un esperimento sonoro che anticipa sonorità e linguaggi che il pop avrebbe scoperto solo decenni dopo.
La sua vita privata si intreccia con quella artistica: nel 1964 sposa Claudia Mori sul set del film ""Uno strano tipo"", da cui nasceranno tre figli, Rosalinda, Rosita e Giacomo.
Con oltre 200 milioni di album venduti nel mondo, Celentano non si è mai fermato. Nel 2019 firma ""Adrian"", ambizioso progetto animato disegnato da Milo Manara e musicato da Nicola Piovani. Nel 2021 torna a incontrare Mina nel cofanetto ""MinaCelentano – The Complete Recordings"", che celebra oltre vent'anni di duetti con l'inedito ""Niente è andato perso"".
Oggi, oltre gli ottant'anni, resta una figura carismatica e vitale: un artista che ha attraversato sei decenni senza mai smettere di reinventarsi.
Pochi artisti italiani hanno saputo reinventarsi con la stessa audacia di Celentano, restando rilevanti per sei decenni."