Promotion Expo

Promotion Expo Promotion Expo Gift&Premium: oggetti per la promozione,
la pubblicità, il merchandising, il regalo d’affari, loyalty.

La specializzazione è ormai un’esigenza inderogabile per poter fornire a espositori e visitatori un incontro perfettamente funzionale ed efficace per il loro business. Nascono così due eventi nel comparto del promozionale. Promotion Expo lascia il posto a Promotion Expo Gift&Premium (www.promotionexpo.it),evento strettamente orientato a far incontrare domanda e offerta nell’ambito specifico degli

oggetti per la promozione, la pubblicità, il merchandising e il regalo d’affari. Il mondo dell’In-Store diviene invece il tema portante di ShopExpo (www.shopexpomilano.it), mostra-convegno dedicata ai materiali di comunicazione POP, al digital signage e alle nuove tecnologie, agli arredi e alla progettazione di punti vendita, corner e shop in shop. I due eventi si svolgeranno in contemporanea nella futuristica cornice del quartiere di Milano Porta Nuova, presso la prestigiosa location The Mall. Si tratta di una novità assoluta per l’Italia, in un’unica sede sarà possibile seguire un percorso articolato che annovera una gamma estesissima di prodotti, servizi e idee innovative.

‼️PROMOTION EXPO e SHOPEXPOposticipano l'evento e annunciano le nuove date per il 2020Milano MiCo 16 – 18 settembre 2020...
03/03/2020

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PROMOTION EXPO e SHOPEXPO
posticipano l'evento e annunciano le nuove date per il 2020
Milano MiCo 16 – 18 settembre 2020


Per rispondere alle esigenze di protezione della salute pubblica, a causa della diffusione del Coronavirus, abbiamo deciso di posticipare l’edizione delle due manifestazioni – Promotion Expo e ShopExpo, programmate, in origine, per il prossimo mese di marzo.

Riteniamo che la decisione sia in linea con il nostro impegno a sostegno del settore e con il nostro senso di responsabilità nei confronti della società civile, con la speranza che l’attuale situazione di allerta sanitaria rientri nella normalità il prima possibile.

Riconfermiamo invece la prestigiosa sede del MiCo - Milano Convention Centre. Riteniamo inoltre che il periodo di settembre sia ottimale anche in vista degli ordinativi per il periodo natalizio.

Confidiamo di aver preso la decisione migliore e, il sostegno che le aziende espositrici ci hanno assicurato fin da subito, ci conforta. La posticipazione ci permetterà inoltre di allargare gli orizzonti del già annunciato programma convegnistico a latere delle manifestazioni.

https://www.promotionexpo.it/

Sono aperte le pre-registrazioni all'evento Promotion&ShopExpoPre-registrati e porta con te il tuo badge da presentare i...
06/02/2020

Sono aperte le pre-registrazioni all'evento Promotion&ShopExpo

Pre-registrati e porta con te il tuo badge da presentare in reception

Vi aspettiamo!
Mercoledì 16: 10:00/18:00
Giovedì 17: 10:00/18:00
Venerdì 18: 10:00/17:00
SETTEMBRE- MiCo Milano Congressi - via Gattamelata, Gate 15

Link diretto 🔗
https://www.eventbrite.it/e/registrazione-promotion-exposhopexpo-2020-visitatori-e-stampa-visitors-and-press-85531183071

Direct link for pre-registration 🔗
https://www.eventbrite.it/e/promotion-expo-shopexpo-2020-visitors-and-press-registration-registration-93544348665

RIFLESSIONI: “I colori del marketing"- L'importanza dei colori nelle tecniche di marketing -🤓 E voi come la pensate?  ⬇️...
06/02/2020

RIFLESSIONI: “I colori del marketing"

- L'importanza dei colori nelle tecniche di marketing -

🤓 E voi come la pensate?

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Come si dice? Blu Tiffany! Ormai non più solo un colore, ma un marchio registrato. Ecco che il colore identifica il logo o il prodotto, e assume pertanto un’importanza fondamentale nelle tecniche di marketing. Di base esistono colori alimentari e non e, ultimamente, si fanno strada tutta una serie di tonalità strettamente connesse con la naturalità del prodotto e la salvaguardia dell’ambiente: temi in grande ascesa nella percezione comune. I colori del lusso sono da sempre i “non colori”, ovvero il nero, il bianco, il grigio, anche se, negli ultimi mesi, si stanno facendo avanti tutta una serie di colori pastello. Guai, invece a “toccare” il colore aziendale di un marchio affermato che, generalmente, immola sull’altare della riconoscibilità la spinta all’innovazione. Stampe in oro o, più in generale, in lamine metalliche contribuiscono alla percezione di prodotto di alta gamma. La saturazione del colore condiziona la percezione della misura del prodotto. Prodotti colorati in tinte a più elevata saturazione sembrano di maggiori dimensioni. E’ stato dimostrato che i colori posso contribuire a migliorare lo stato d’animo, a trasmettere serenità e cambiare la percezione del passaggio del tempo. Il colore rosso dà una percezione dello scorrere del tempo più lunga e amplifica le dimensioni degli oggetti. Esattamente al contrario funziona il blu. Questo principio può essere applicato anche al design e all’allestimento dei punti vendita, i cui colori devono essere adeguati al tipo di target, alle loro motivazioni e ai loro interessi. Inoltre è diversa la percezione del colore in base alla cultura, all’ambiente in cui si vive e all’età. In ultima analisi le scelte cromatiche non sembrano per nulla banali e vanno analizzate nell’ottica di migliorare la propria performance, talvolta venendo a patti con consuetudini, gusti personali e tradizioni inveterate.

E voi cosa ne pensate?

RIFLESSIONI: “Cibo e nuove tendenze"- Il settore alimentare nell'economia italiana -🤓 E voi come la pensate?  ⬇️Un setto...
17/01/2020

RIFLESSIONI: “Cibo e nuove tendenze"

- Il settore alimentare nell'economia italiana -

🤓 E voi come la pensate?

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Un settore guida per l’economia italiana, quello alimentare, che si sta orientando verso una crescente competitività. La partita si gioca sulla comprensione delle nuove abitudini di consumatori che si stanno affacciando ora sul mercato. Generazioni molto diverse da quelle precedenti arrivano
ora ad essere responsabili degli acquisti alimentari in prima persona. Qui entrano in gioco un selezionato sistema di valori, oltre alla possibilità di riconoscersi nella storia e nella missione del brand, al di là del fatto che la scelta spesso ricade su prodotti che in qualche modo sono rappresentativi del proprio status sociale. Il food punta sull’esclusività. Dai marchi del lusso il settore alimentare ha imparato le migliori strategie per trasformare i propri prodotti in oggetti del desiderio. Spesso si tratta di strategie contro-intuitive, una sorta di anti-marketing dove il posizionamento del brand tende a creare un pregiudizio positivo nel pubblico degli acquirenti. Anche la personalità del prodotto alimentare contribuisce a renderlo esclusivo. Da qui ricette gourmet con l’obiettivo di ricreare nell’ambiente domestico l’esperienza del ristorante.
Qualche volta, però, la personalità del prodotto alimentare si costruisce a partire dalle sue stesse origini storiche, geografiche, esplicitata soprattutto attraverso il packaging. Anche la scelta del testimonial contribuisce non poco a proiettare sul prodotto un’idea di esclusività. Basti pensare a George Clooney: “Nespresso, what else?”

E voi cosa ne pensate?

RIFLESSIONI: “Tutto nero…dal venerdì al lunedì"- Black Friday & Cyber Monday -🤓 E voi come la pensate?  ⬇️Il Black Frida...
04/12/2019

RIFLESSIONI: “Tutto nero…dal venerdì al lunedì"

- Black Friday & Cyber Monday -

🤓 E voi come la pensate?

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Il Black Friday è ormai un fenomeno di massa, sempre più trasversale alle generazioni, alle categorie merceologiche e ai canali di vendita, con un ruolo sempre più rilevante dell’offline. Un consumer journey che abbraccia le due settimane antecedenti l’evento. Il Cyber Monday aumenta poi la presa sui target più giovani e appassionati di tecnologia. Il Black Friday è un evento per tutti che abbraccia un numero sempre maggiore di categorie merceologiche: abbigliamento, borse e accessori; telefonia, gadget ed elettrodomestici sono invece i prodotti più ambiti per il Cyber Monday. Secondo una recentissima ricerca le attività delle aziende che anticipano l’evento hanno ricadute significative su brand awareness e consideration. In particolare per il Black Friday il 52% dichiara di cercare online una marca o un prodotto visto durante l’evento, mentre il 46% dichiara di accedere direttamente al relativo sito web. In entrambi gli eventi gli acquisti si faranno da PC (oltre il 60%) e da smartphone (con circa il 50%); l’ordine d’uso dei device s’inverte per la GenZ e i millennial. Per il Black Friday il canale fisico si consolida come alternativa agli shop online: il negozio ha un ruolo importante per il 34% degli intervistati. Il canale fisico inizia a farsi spazio anche per il Cyber Monday (17%). Il 75% degli acquirenti del Black Friday e il 64% del Cyber Monday ha dichiarato di avere una wishlist e un budget definito. I baby boomer, che si affacciano con meno esperienza a queste giornate di shopping, sono più propensi a lasciarsi trasportare dal vortice della curiosità, senza un piano definito. Per il Black Friday le persone si sono date un budget fino a 300 euro e per il Cyber Monday fino a 200 euro, importi decisamente superiori alla media mensile dichiarata in acquisti online (intorno 100 euro). Per entrambi gli eventi il 40% dovrebbe aver acquistato almeno tre prodotti, aspettandosi un margine di sconto di oltre il 40%.
Ancora marginale, ma da tenere sotto osservazione, l’acquisto di servizi legati alle esperienze e alle passioni come libri, film, musica, game nonché servizi TV a pagamento come SKY, Netflix, DAZN e infine il travel, tutti intorno al 10% per entrambi gli eventi. Insomma “tre settimane da ricordare” come diceva una vecchissima canzone.

E voi cosa ne pensate?

RIFLESSIONI: “Halo effect"- Il valore aggiunto che un ambiente premium è in grado di proiettare su un annuncio pubblicit...
11/11/2019

RIFLESSIONI: “Halo effect"

- Il valore aggiunto che un ambiente premium è in grado di proiettare su un annuncio pubblicitario -

🤓 E voi come la pensate?

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Lo hanno chiamato “halo effect” ovvero effetto alone, alludendo a quel valore aggiunto, positivo, che un ambiente premium sarebbe in grado di proiettare su un annuncio pubblicitario e il modo in cui viene recepito dai destinatari. Non molto tempo fa, così, la notizia che grandi brand come Audi, L’Oreal, McDonald’s stessero tagliando gli investimenti su YouTube proprio perché la piattaforma non si era dimostrata un contesto sicuro per il brand – anche per l’impunità con cui erano veicolate al suo interno fake news e simili, nemiche giurate per almeno il 20% dei brand inglesi e americani – aveva fatto tremare il mercato pubblicitario, prima di portare alla definizione di nuovi criteri per la monetizzazione e l’investimento al suo interno. In realtà ci si scontra con una delle tendenze che hanno guidato gli investimenti pubblicitari spostatisi verso il digital. La personalizzazione ovvero la possibilità di programmare un annuncio pubblicitario giusto che arrivi alla persona giusta nel momento giusto e che riesca a compiacere il cliente, offrendogli qualcosa di più rilevante, non è più tutto. Il messaggio ha bisogno anche di un ambiente premium in grado di generale un engagement più alto di quello che si avrebbe se si trovasse all’interno di un sito di più basso profilo e più facilmente memorizzabile. Se la pubblicità in un contesto premium è percepita, insomma, in maniera più favorevole dagli utenti, all’estremo opposto, uno stesso annuncio fruito in contesto non premium sarebbe vissuto invece con più intensità emotiva, di segno negativo presumibilmente.

E voi come la pensate?

RIFLESSIONI: “Vinci on line"- I concorsi on line servono a vendere di più, voi di cosa avete bisogno? -🤓 E voi come la p...
10/10/2019

RIFLESSIONI: “Vinci on line"

- I concorsi on line servono a vendere di più, voi di cosa avete bisogno? -

🤓 E voi come la pensate?

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I concorsi on line servono a vendere di più, ad attivare relazioni e a produrre contenuti. Voi di cosa avete bisogno? Le meccaniche sono numerose e, anche se apparentemente, sembrano piuttosto equivalenti, la scelta ha un’importanza fondamentale. La formula “Acquista e vinci” spinge sell in e sell out con vincite istantanee o a estrazione finale. Il vantaggio è che l'utente carica i dati o l'immagine dello scontrino o un codice univoco tramite web o via SMS. Il sistema comunica la vincita o la non vincita. Può essere realizzato "in purezza", oppure integrato con la possibilità di vincere un premio minore senza obbligo d'acquisto. L'esca minore serve ad aprire un canale di comunicazione utilizzabile per invogliare il consumatore all'acquisto. Mediamente per ogni partecipante che acquista ce ne sono 20 che si iscrivono. La forma mista non dissuade dall'acquisto e concorre a migliorare il ritorno sull'investimento attivando nuove relazioni. Poi c’è “Iscriviti e vinci” che offre il vantaggio di aprire un canale di comunicazione diretta tra la marca e i suoi prospect e clienti. La partecipazione è subordinata all'iscrizione o all'inserimento di un codice. La vincita può avvenire in modalità instant win o a estrazione finale. E' utile quando l'obbiettivo è informativo, per esempio presentare un nuovo prodotto, per creare un database di utenti da contattare tramite newsletter o per velocizzare la creazione di una community sui social network. La meccanica può essere potenziata introducendo meccanismi member get member che rendano virale l'iniziativa. “Collabora e vinci” incentiva il target della marca a compiere un'azione come autoformarsi su un prodotto, fornire pareri rispondendo a un questionario, oppure ad individuare possibili collaboratori nella produzione editoriale UGC (i famosi User Generated Content) o brand ambassador che concorrano alla promozione della marca (marketing collaborativo). Per brevità abbiamo riportato solo alcuni esempi che appartengono all’ultima frontiera dei concorsi sul web. Sicuramente uno strumento abbastanza economico e di grande ritorno

E voi come la pensate?

RIFLESSIONI: “Instagram addicted"- Instagram è diventato nel tempo strumento indispensabile per una strategia digitale -...
10/09/2019

RIFLESSIONI: “Instagram addicted"

- Instagram è diventato nel tempo strumento indispensabile per una strategia digitale -

🤓 E voi come la pensate?

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Sarebbero circa 11 milioni gli utenti italiani di Instagram, attivi almeno una volta al mese, il 30 per cento in più rispetto allo scorso anno. I dati mostrano chiaramente come Instagram sia diventato nel tempo strumento indispensabile per una strategia digitale, anche e soprattutto per i soggetti business. In molti casi e per molti argomenti, infatti, è il social da cui proviene il grosso delle conversazioni che riguardano marchi e prodotti. Conversazioni fondamentali quando si tratta di utilizzare la Rete in funzione di ascolto e di gestire al meglio il rapporto con la propria community. Se si analizzano i settori ne esce protagonista e in piena maturità il solo settore dell’abbigliamento e degli accessori, seguito a distanza dal personal care e dal food. Quanto alla frequenza di pubblicazione, i settori più prolifici sono il publishing con poco più di 100 post al mese, il media ed entertainment con circa 70 condivisioni mensili e lo sport&wellness e l’eCommerce con oltre 60 post. Una riflessione importante merita la strategia che il brand dovrebbe adottare ogni volta che pensa ad una campagna social a suon di hashtag. Molto spesso tali campagne hanno più successo su Instagram che sugli altri social. Per quanto, infatti, il numero di post possa sembrare superiore su Twitter per esempio, il tasso di engagement raggiunge solo su Instagram il 97%. Anche a prescindere dall’identikit specifico degli utenti, dati come questi sono, insomma, la conferma che strumenti come Instagram, specie se giocano sulla dimensione visual, sono da considerare oggi strategici per la presenza digitale di brand e altri soggetti business. Lo dimostrano, del resto, il successo e le applicazioni di alcune feature di recente introduzione, dai contenuti temporanei in stile Snapchat al tasto compra, passando per lo zoom sui post.

E voi come la pensate?

RIFLESSIONI: "Promozioni verso il futuro"- Promuovere il proprio marchio deve significare far vivere al cliente un’esper...
31/07/2019

RIFLESSIONI: "Promozioni verso il futuro"

- Promuovere il proprio marchio deve significare far vivere al cliente un’esperienza d’acquisto unica e customizzata -

🤓 E voi come la pensate?

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La maggior parte dei retailer effettua notevoli investimenti in attività promozionali: non è raro che si decida di rinunciare al 5-10% dei ricavi per offrire sconti. Un dato peraltro in continuo aumento stante la crisi degli ultimi anni. Sta di fatto che si stima che il fatturato generato dalle promozioni nel retail si attesti intorno al 30%, dato non lontano da quanto registrato negli altri settori. Ci si trova ad un bivio: affidarsi al presentimento che le promozioni danneggino la marginalità e generino un lavoro extra per l’impresa oppure accettare il rischio che la riduzione degli sconto deprima i volumi di vendita. La realtà impone comunque il retailer debba presidiare pc, tablet, smartphone, store fisici, e-commerce e tutti gli altri canali in cui vede esprimersi i desideri dei suoi consumatori.

Il modello delle 4P introdotto da Philip Kotler, utilizzato per tantissimi anni e ancora valido, oggi si è notevolmente complicato. Le promozioni fin qui utilizzate poi scontano oggi un altro grave difetto: la loro quasi assoluta indistintività. Si tratta infatti normalmente di promozioni (ossia sconti) mass market, non calibrati sul singolo cliente, e quindi con appeal diversi in funzione del destinatario. La disponibilità di dati sul comportamento del cliente che possiamo oggi avere grazie allo sfruttamento della tecnologia digitale, rende invece possibile declinare queste azioni sui singoli, col grande valore aggiunto di definire per ciascun cliente diversi obiettivi: incentivo all’acquisto, aumento dello scontrino, aumento della frequenza d’acquisto, per citare solo gli esempi più banali.

Promuovere il proprio marchio deve significare far vivere al cliente un’esperienza d’acquisto unica e customizzata e utilizzare la sua esperienza come veicolo di comunicazione per nuovi potenziali clienti che saranno entrati in contatto con lui tramite i mille canali tecnologici disponibili. È importante quindi evitare di focalizzarsi sulla promozione del singolo prodotto, ma spostare il focus sul brand. La guerra dei prezzi non porta mai nulla di buono. Così in un moderno Retail “promuovere” dovrebbe avere un nuovo significato. Ovvero valorizzare anche tramite la leva prezzo i contenuti di prodotto e di servizio, del bene proposto e acquistato dal cliente. Molti punti vendita chiudono, ma la colpa non è del commercio elettronico: i giganti del Web stanno aprendo negozi fisici, consapevoli che l’80% delle vendite passa ancora da qui. Occorre però un nuovo approccio al cliente: Retail Marketing significa oggi comprendere e interpretare gli effetti della trasformazione digitale e padroneggiarne le dinamiche, ciascuno nel proprio ambito.

E voi come la pensate?

100% italian quality, minimalistic, eco-friendly, glamorous and contemporary design.🌍This is  at  2019♻️Are you going to...
09/07/2019

100% italian quality, minimalistic, eco-friendly, glamorous and contemporary design.
🌍
This is at 2019
♻️
Are you going to join the at 2020?
@ Mico Milano Convention Centre

Questione di format: è sempre più complesso e articolato il panorama nel quale le insegne del grocery si trovano ad oper...
03/07/2019

Questione di format: è sempre più complesso e articolato il panorama nel quale le insegne del grocery si trovano ad operare.

🤓 E voi come la pensate?

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È sempre più complesso e articolato il panorama nel quale le insegne del grocery si trovano ad operare. Avvicinate sempre di più da una tendenza generale in cui i format generalisti entrano in competizione con format specialistici, politiche di trading down convivono con politiche di trading up. La conseguenza è che i retailers che fino ad oggi operavano sul mercato con format generalisti progettano e sperimentano format specialistici. I big players della distribuzione internazionale, sullo sfondo di mercati ormai maturi, mettono in atto strategie proattive orientate a conquistare nuovi clienti che integrano i propri acquisti e si rivolgono a diversi format distributivi per la spesa grocery. In un contesto in cui i confini tra i canali diventano sempre più "liquidi", i format mainstream lasciano gradualmente spazio ai nuovi format "ibridi". Nell'era del "tutti contro tutti", come cambierà la customer journey del cliente? E come reagiranno le insegne a fronte del nuovo scenario competitivo? Investiranno maggiormente sui format specialistici oppure sul riposizionamento dei format generalisti? Attueranno una strategia di specializzazione di formato oppure di portafoglio formati "allargato"? Progetteranno format sempre più ibridi oppure differenziati e distintivi? Qual è la cornice in cui le promozioni possono fare la differenza? Sicuramente cambia la mentalità, ma il tema del promozionale rimane un punto nodale sul quale investire.

E voi come la pensate?

Indirizzo

MiCo, Via Gattamelata
Milan

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 17:00

Telefono

+390239206218

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