19/03/2026
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Berlusconi una volta disse che una bugia detta con forza, alla fine, si trasformerà in una verità. E così ci ritroviamo sospesi in guerra senza volerlo, in un mondo dove la post-verità fa da padrone. E non sappiamo più cosa sia giusto e cosa è sbagliato, per un popolo come quello iraniano, oppresso nelle sue libertà e diviso al suo interno quasi a metà.
Donne scendono in piazza per difendere la loro oppressione, credendo sia giusta e altre si fanno sparare per l’esatto contrario e gioiscono che qualcun altro bombardi il proprio Paese. Noi, inermi e spaesati, ci ritroviamo davanti a un Sì e ad un No e solo chi è più attento e informato può davvero comprendere nelle sue ragioni.
E allora ci ritroviamo con le fazioni come fosse il solito derby all’italiana, ognuno vota la sua squadra perché, appunto, di verità ce ne sono molteplici e lo spaesamento è una condizione che sta diventando la normalità.
E mentre io mi ritrovo qua a pensare a voi che leggete questo post, chiedendovi se l’avessi scritto davvero io, malizioso penso di inserire un errore ortografico per confondervi e vendervi anche io la mia post-verità quotidiana.
L’unica certezza rimane la frivolezza, un poco di compagnia, il chiacchiericcio, fare tardi, la primavera in fiore e una pista ribollente di anime danzanti. Non è forse questa l’unica democrazia rimasta? La notte, intendo.
Pensateci su. Andate a votare. Divertitevi: non ci rimane altro che questo.