Insegnanti e Tutors dei processi di Apprendimento

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19/08/2026

LE VERE AMICIZIE ci elevano
Da: Filotea di San Francesco di Sales

Ama tutti, Filotea, con un grande amore di ca**tà, ma legati con un rapporto di amicizia soltanto con coloro che possono operare con te uno scambio di cose virtuose. Più le virtù saranno valide, più l'amicizia sarà perfetta.

Se lo scambio avviene nel campo delle scienze, la tua amicizia sarà, senza dubbio, molto lodevole; più ancora se il campo sarà quello delle virtù, come la prudenza, la discrezione, la fortezza, la giustizia.

Ma se questo scambio avverrà nel campo della ca**tà, della devozione, della perfezione cristiana, allora sì, che si tratterà di un'amicizia perfetta. Sarà ottima perché viene da Dio, ottima perché tende a Dio, ottima perché il suo legame è Dio, ottima perché sarà eterna in Dio.

La filotea di San Francesco di Sales- Capitolo XIX

19/08/2026

I veri eroi...
- "Il santo è la creatura che ha compreso il Senso della vita. Egli è eroico ossia santo, non distratto da viste inferiori...egli ha le pupille del cuore ferme nello Splendore S.S.che è Dio e nel quale vede poiché tutto è in Dio. Contro la carne, contro le ricchezze, contro le comodità, egli drizza il suo ideale: servire. E' giunto a possedere la Sapienza e la ricchezza vere. Possiede perciò tutto, essendo la santità la somma delle virtù portate al vertice più alto che possa essere raggiunto da creatura eroicamente."
- Dice Gesù:
«Le regine promulgano le leggi. Le leggi sono opera delle regine, ma non sono da più delle regine. Io invece faccio della Legge la regina: la completo, l’incorono, mettendo sul suo sommo il serto dei consigli evangelici. Prima era l’ordine. Ora è più dell’ordine. Prima era il necessario. Ora è più del necessario. Ora è la perfezione. Chi la disposa, così come Io ve la dono, all’istante è re perché ha raggiunto il “perfetto”, perché non è stato soltanto ubbidiente ma eroico, ossia santo, essendo la santità la somma delle virtù portate al vertice più alto che possa esser raggiunto da creatura, eroicamente amate e servite col distacco completo da tutto quanto è appetito e riflessione umana verso qual che sia cosa.

Potrei dire che il santo è colui al quale l’amore e il desiderio fanno da ostacolo ad ogni altra vista che Dio non sia. Non distratto da viste inferiori, egli ha le pupille del cuore ferme nello Splendore Ss. che è Dio e nel quale vede, poiché tutto è in Dio, agitarsi i fratelli e tendere le mani supplici. E senza staccare gli occhi da Dio, il santo si effonde ai fratelli supplicanti. Contro la carne, contro le ricchezze, contro le comodità, egli drizza il suo ideale: servire. Povero il santo? Menomato? No. È giunto a possedere la sapienza e la ricchezza vere. Possiede perciò tutto. Né sente fatica perché, se è vero che è un produttore continuo, è pur anche vero che è un nutrito di continuo. Perché, se è vero che comprende il dolore del mondo, è anche vero che si pasce della letizia del Cielo. Di Dio si nutre, in Dio si allieta. È la creatura che ha compreso il senso della vita.

Come vedete, Io non muto e non mutilo la Legge, come non la corrompo con le sovrapposizioni di fermentanti teorie umane. Ma la completo. Essa è quello che è, e tale sarà fino all’estremo giorno, senza che se ne muti una parola o se ne levi un precetto. Ma è incoronata del perfetto. Per avere salute basta accettarla così come fu data. Per avere immediata unità con Dio occorre viverla come Io la consiglio. Ma poiché gli eroi sono l’eccezione, Io parlerò per le anime comuni, per la massa delle anime, acciò non si dica che per volere il perfetto rendo ignoto il necessario. Però di quanto dico ritenete bene questo: colui che si permette di violare uno fra i minimi di questi comandamenti sarà tenuto minimo nel Regno dei Cieli. E colui che indurrà altri a violarli sarà ritenuto minimo per lui e per colui che egli indusse alla violazione. Mentre colui che con la vita e le opere, più ancora che con la parola, avrà persuaso altri all’ubbidienza, costui grande sarà nel Regno dei Cieli, e la sua grandezza si aumenterà per ognuno di quelli che egli avrà portato ad ubbidire e a santificarsi così».

(Maria Valtorta, “L'Evangelo come mi è stato rivelato”, 171.2)

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19/08/2026

CHI FA QUESTO POSSIEDE LA PACE - "È detto: Beati i mansueti possederanno la terra e godranno dell' abbondanza della Pace." Mt.5 "Gesu'risponde: «Il primo di tutti i comandamenti è: “Ascolta, o Israele: il Signore Dio nostro è l’unico Signore. Tu amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze”. Questo è il primo e supremo comandamento. Il secondo poi è simile a questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non vi sono comandamenti maggiori di questi. Essi rinchiudono tutta la Legge e i Profeti».
«Maestro, Tu hai risposto con sapienza e con verità. Così è. Dio è Unico e non vi è altro dio fuori che Lui. Amarlo con tutto il proprio cuore, con tutta la propria intelligenza, con tutta l’anima e tutte le forze, e amare il prossimo come se stesso, vale molto più di ogni olocausto e sacrificio. Molto lo penso quando medito le parole davidiche[152]: “A Te non piacciono gli olocausti; il sacrificio a Dio è lo spirito compunto”».
«Tu non sei lontano dal Regno di Dio, perché hai compreso quale sia l’olocausto che è gradito a Dio».
«Ma quale è l’olocausto maggiormente perfetto?», chiede svelto, a bassa voce, lo scriba, come se dicesse un segreto.
Gesù raggia d’amore lasciando cadere questa perla nel cuore di costui che si apre alla sua dottrina, alla dottrina del Regno di Dio, e dice, curvo su lui: «L’olocausto perfetto è amare come noi stessi coloro che ci perseguitano e non avere rancori.
Chi fa questo possederà la pace. È detto[153]: i mansueti possederanno la terra e godranno dell’abbondanza della pace. In verità ti dico che colui che sa amare i suoi nemici raggiunge la perfezione e possiede Dio»." Gesù a noi nell' Opera Valtortiana L' Evangelo come mi è stato Rivelato n. 596 - Ed.Cev

19/08/2026

Roberto Vannacci lancia Carmelo Burgio candidato sindaco a Milano: «Ha lottato contro i Casalesi a Caserta»

> Buona Festa dell'Assunzione di  > Maria in Cielo con  anima e corpo, questa Solennità ci dice una cosa sola: vale la p...
15/08/2026

> Buona Festa dell'Assunzione di
> Maria in Cielo con anima e corpo, questa Solennità ci dice una cosa sola: vale la pena vivere bene per il Bene Vero.
> Perché il nostro destino è la felicità piena, questo meraviglioso Progetto inizia oggi, nelle scelte di ogni giorno...piccole e grandi che siano.
> Viviamoci bene intensamente questo Tempo: è tempo di prove, si, ma anche di immense Grazie che ci stanno plasmando per il Cielo.
Sorridi La nostra Prima Madre è con noi, è con te.

⚜️L' ASSUNZIONE DI MARIA AVVENNE "COME EFFETTO DI UN TRASPORTO D' AMORE" PER SUO FIGLIO GESÙ ⚜️
Il Santo Papa Giovanni Paolo II nelle sue catechesi sull' Assunzione di Maria Santissima in corpo e anima ne ha parlato in questi termini:
"San Francesco di Sales ritiene che la morte di Maria sia avvenuta come effetto di un trasporto d’amore. Egli parla di un morire “nell’amore, a causa dell’amore e per amore”, giungendo perciò ad affermare che la Madre di Dio morì d’amore per suo figlio Gesù (San Francesco di Sales, Traité de l’Amour de Dieu, Lib. 7, c. XIII-XIV).

Qualunque sia stato il fatto organico e biologico che causò, sotto l’aspetto fisico, la cessazione della vita del corpo, si può dire che il passaggio da questa all’altra vita fu per Maria una maturazione della grazia nella gloria, così che mai come in quel caso la morte poté essere concepita come una “dormizione”” (catechesi del 25 giugno 1997).

Giovanni Paolo II dice ancora: “In alcuni Padri della Chiesa troviamo la descrizione di Gesù stesso che viene a prendere sua madre nel momento della morte, per introdurla nella gloria celeste. Essi presentano, così, la morte di Maria come un evento d’amore che l’ha condotta a raggiungere il suo divin Figlio per condividerne la vita immortale. Alla fine della sua esistenza terrena, Ella avrà sperimentato, come Paolo e più di lui, il desiderio di essere sciolta dal corpo per essere con Cristo per sempre (cfr Fil 1, 23)” (Ib.).

Giustamente Giovanni Paolo II si ferma qui e non fa alcun riferimento ai vangeli apocrifi.
Il beato Jacopo da Varazze, domenicano e arcivescovo di Genova nel secolo 13º, nella sua Legenda aurea narra l’assunzione di Maria tratta da uno scritto apocrifo attribuito a Giovanni Evangelista.
Aldilà delle immagini, esprime il medesimo concetto di Giovanni Paolo II e di San Francesco di Sales: Maria morì per un atto di amore particolarmente intenso.

Ecco la cornice dell’apocrifo: “Infine un giorno il cuore della Vergine si accese di sì violento desiderio di rivedere il Figlio da non poter trattenere le lacrime: ed ecco che un angelo splendente le apparve e riverentemente la salutò come madre del Signore: “Ave, disse, o benedetta! Ecco io ti porto un ramo di palma dal paradiso perché tu lo faccia collocare dinanzi alla tua bara quando fra tre giorni lascerai il corpo. Sappi che il Figlio aspetta la sua reverenda madre!”.
Rispose Maria: “Se ho trovato grazia dinanzi ai tuoi occhi ti prego di rivelarmi il tuo nome e di concedermi di rivedere ancora una volta con questi occhi corporali tutti gli apostoli riuniti. Io vorrei chiudere la terrestre vita in mezzo a loro ed essere da loro sepolta.
Infine ti chiedo che l’anima mia, uscendo dal corpo, non veda alcun spirito maligno e non si imbatta nelle potenze infernali!”.
E l’angelo: “Perché vuoi sapere il mio nome che è grande e meraviglioso? Ecco oggi stesso tutti gli apostoli si riuniranno intorno a te e ti daranno degna sepoltura. Poiché Colui che una volta ha trasportato il profeta dalla Giudea in Babilonia ha bisogno di un solo istante per condurti qui gli apostoli. Quanto allo spirito maligno, che cosa puoi mai temere dal momento che gli hai tolto ogni potere e gli hai schiacciato la testa?”.
Così detto l’angelo disparve nel cielo con molta luce: ma rimase la palma tutta fulgente, verde ramo con foglie splendenti quasi stelle mattutine. Ed ecco che mentre Giovanni predicava ad Efeso, il cielo improvvisamente tuonò e una bianca nube lo prese a volo deponendolo dinanzi alla porta della casa di Maria. Giovanni bussò alla porta ed entrò in casa salutando la Madonna con grande riverenza. La Vergine molto si rallegrò e per la gioia non poté trattenere le lacrime; poi disse: “Giovanni, figlio mio, ricordati delle parole del Maestro che ci raccomandò l’un l’altro come madre a figlio e figlio a madre. Ecco, io sono stata chiamata dal Signore e sto per lasciare questo corpo che affido alle tue cure poiché ho saputo che i giudei vogliono rapirlo e bruciarlo. Questa palma poi, che qui vedi, deve essere collocata dinanzi alla bara quando sarò portata alla sepoltura”. Disse Giovanni: “Oh! Se ci fossero qui tutti gli altri apostoli onde poter renderti nelle esequie un degno onore!”.
Mentre così parlava tutti gli apostoli furono rapiti a volo da bianche nubi e deposti dinanzi alla porta della casa di Maria: vedendosi riuniti se ne meravigliarono molto e dissero: “Per qual motivo il Signore ci ha qui riuniti?”.
Allora Giovanni andò loro incontro annunciando il prossimo trapasso della Vergine e aggiunse: “Fratelli, quando Maria sarà morta guardatevi dal piangere perché il popolo vedendo ciò non dica: “Ecco costoro predicano la risurrezione della carne, ma temono la morte”. (…).
Quando la Madonna vide tutti gli apostoli attorno a sé benedisse il Signore e si sedette in mezzo a loro circondata di lampade e lucerne accese.
Ed ecco che verso l’ora terza venne Gesù con le angeliche schiere, con le legioni dei patriarchi, dei martiri, dei confessori e con i cori delle vergini: tutta la santa schiera attorniò la Vergine e si mise a cantare i cantici di lode. Dopodiché Cristo disse: “Viene diletta, io ti pongo sul mio trono perché ho desiderato la tua presenza”. E la Vergine: “Signore, il mio cuore è pronto!”.
Allora la santa schiera di nuovo intonò le lodi di Maria. Poi Maria stessa cantò: “Tutte le generazioni mi diranno beata, poiché l’Onnipotente ha in me operato cose mirabili!”
Infine con dolci note così pregò un celeste cantore: “Vieni sposa del Libano, vieni per essere incoronata!”.
E Maria rispose: “Ecco, io vengo perché di me è stato scritto che debba fare la tua volontà, o Signore, e il mio spirito esulta in te!”.
Così l’anima di Maria uscì dal corpo e fu accolta dalle braccia di Cristo, immune dal dolore come era stata immune dal peccato.
Disse poi il Signore agli apostoli: “Portate il corpo della madre mia nella valle di Giosafat e chiudetelo in un sepolcro nuovo che lì troverete: poi aspettate tre giorni il mio ritorno. (…).
Intanto l’anima di Maria ascendeva al cielo da cui volgevano i loro occhi i santi che erano rimasti in paradiso; si meravigliavano vedendo che lo stesso Signore portare un’anima sulle sue braccia e dicevano: “Chi è colei che giunge dal deserto del mondo alle celesti delizie, trasportata dal suo diletto?”.
Risposero i Santi che l’accompagnavano: “È la più bella tra le figlie di Gerusalemme, ricolma di ca**tà e di amore”.
Dopodiché la Vergine fu collocata sul trono della gloria alla destra di Gesù Cristo.
Gli apostoli videro che l’anima di Maria era di un tal candore che nessuna lingua umana riuscirebbe a descriverlo”.

Non è escluso che le cose sostanzialmente siano andate così, anche se la Chiesa non lo afferma e non lo può affermare.
In ogni caso la presenza degli apostoli che la Madonna avrebbe voluto accanto a sé sta a ricordare che è stata assunta in cielo non semplicemente per se stessa, ma per tutti noi per essere avvocata nostra, segno di speranza per le nostre necessità e per la nostra condizione finale. Buona Solennità dell'Assunzione di Maria in Cielo con anima e corpo, questa Solennità ci dice una cosa sola: vale la pena vivere bene per il Bene Vero.
> Perché il nostro destino è la Felicità piena, questo meraviglioso Progetto inizia oggi, nelle scelte di ogni giorno...piccole e grandi che siano.
Viviamoci bene intensamente questo Tempo: è tempo di prove, si, ma anche di immense Grazie che ci stanno plasmando per il Cielo.
Sorridi La nostra Prima Madre è con noi, è con te.

Ave Maria...
Santa Madre delle Grazie
O dolcissima Maria
Questo popolo ti ringrazia,
perché sei clemente e pia.
Tu sei stata benedetta,
visitando Elisabetta.
Vieni e allieta l’alma mia,
ora e sempre o Maria.


10/08/2026

PARABOLA DEI 10 COMANDAMENTI
Per farvi ben capire ciò che sono i dieci comandamenti e quale importanza ha il seguirli, vi dico questa parabola...
Valtorta - Evangelo 452.8
Dice Gesù:
'- "Per farvi ben capire ciò che sono i dieci comandamenti e quale importanza ha il seguirli, vi dico questa parabola.
Un padre di famiglia aveva due figli, ugualmente amati e dei quali egli voleva essere in uguale misura il benefattore. Questo padre aveva, oltre alla dimora dove erano i figli, dei possessi dove erano grandi tesori nascosti. I figli sapevano di questi tesori ma non sapevano la via per andarvi, perché il padre, per motivi suoi propri, non aveva rivelato ai figli la via per giungervi, e ciò per molti, molti anni.
Però, ad un certo momento, chiamò i suoi due figli e disse: "È bene che ormai voi conosciate dove sono i tesori che il padre vostro ha messo da parte per voi, per poterli raggiungere quando io ve lo dirò. Intanto conoscetene la strada e i segnali che ho messo in essa, perché voi non smarriate la via giusta. Sentitemi dunque. I tesori non sono in pianura dove stagnano le acque, arde il solleone, sciupa la polvere, soffocano gli spini e i triboli, e dove facilmente i ladri possono giungere per derubarvi. I tesori sono in cima a quell'alto monte, alto e scabro. Io li ho collocati là in cima e là vi, attendono. Il monte ha più di un sentiero, anzi ha molti sentieri. Ma uno solo è buono. Gli altri, quali finiscono in precipizi, quali in caverne senza uscita, quali in fosse di acqua melmosa, quali in serpai di vipere, quali in crateri di zolfo acceso, quali contro muraglie insuperabili. Quello buono, invece, è faticoso, ma giunge alla vetta senza interruzione di precipizi o altri ostacoli. Perché voi lo possiate riconoscere, io ho messo lungo di esso a distanze regolari dieci monumenti di pietra con sopra incise queste tre parole di riconoscimento: amore, ubbidienza, vittoria. Andate seguendo questo sentiero e raggiungete il luogo del tesoro. Io, poi, per altra via, nota a me solo, verrò e ve ne aprirò le porte perché siate felici".

I due figli salutarono il padre che, finché poté essere udito da loro, ripeté: "Seguite la via che vi ho detto. È per vostro bene. Non lasciatevi tentare dalle altre, anche se vi sembrano migliori. Perdereste il tesoro e me con esso...”
Eccoli giunti ai piedi del monte. Un primo monumento era alla base, proprio all'inizio del sentiero che era al centro di una raggiera di sentieri che salivano alla conquista del monte in ogni senso. I due fratelli iniziarono la salita sul sentiero buono. Era ancora molto buono nel primo tempo, benché senza un filo d'ombra. Dall'alto del cielo il sole vi scendeva a picco innondandolo di luce e di calore. La candida roccia in cui era tagliato, il terso cielo sul loro capo, il caldo sole ad abbraccio delle loro membra: ecco ciò che vedevano e sentivano i fratelli. Ma, ancora animati da buona volontà, dal ricordo del padre e delle sue raccomandazioni, salivano gioiosi verso la cima. Ecco un secondo monumento... e poi ecco il terzo. Il sentiero era sempre più faticoso, solitario, ardente. Non si vedevano neppur più gli altri sentieri, nei quali erano erbe e piante o acque chiare e soprattutto salita più dolce, perché meno ripida e tracciata nel suolo, non già sulla roccia.
"Nostro padre ci vuol far giungere morti", disse un figlio giungendo al quarto monumento. E cominciò a rallentare il passo. L'altro lo confortò a proseguire dicendo: "Egli ci ama come altri se stessi e più ancora, perché ci ha salvato il tesoro così meravigliosamente. Questo sentiero nella roccia, che senza smarrimenti sale dal basso alla cima, lo ha scavato lui. Questi monumenti li ha fatti lui per guida nostra. Pensa, fratello mio! Lui, da solo, ha fatto tutto questo, per amore! Per darlo a noi! Per fare che vi giungiamo senza sbaglio possibile e senza pericolo".

Camminarono ancora. Ma i sentieri lasciati a valle ogni tanto si riaccostavano al sentiero nella roccia, e sempre più lo facevano più il monte, avvicinandosi alla cima, si faceva più stretto nel suo cono. E come erano belli, ombrosi, invitanti!...
"Io quasi prendo uno di quelli", disse il malcontento giungendo al sesto monumento. "Tanto, anche quello va alla cima”
"Tu non lo puoi dire... Non vedi se sale o se scende...".
"Eccolo lassù!".
"Non sai se è questo. E poi il padre lo ha detto di non lasciare l'onesto sentiero...".
Di mala voglia lo svogliato proseguì. Ecco il settimo monumento: "Oh! io me ne vado proprio".
"Non lo fare, fratello!".
Su per il sentiero veramente difficilissimo, ormai. Ma la cima era ormai prossima...
Ecco l'ottavo monumento e vicino, proprio rasente il sentiero fiorito. "Oh! lo vedi che, se non in linea retta, va proprio su anche questo?".
"Non sai se è quello".
"Sì. Lo riconosco”
"Ti inganni".
"No. Vado".
"Non lo fare. Pensa al padre, ai pericoli, al tesoro".
"Ma vadano in perdita tutti! Che me ne faccio del tesoro se giungo in cima morente? Quale pericolo più grande di questa via? E quale odio più grande di questo del padre che ci ha beffati con questo sentiero per farci morire? Addio. Giungerò prima di te, e vivo...", e si gettò nel sentiero attiguo scomparendo con una esclamazione di gioia dietro i tronchi che l'ombreggiavano.

L'altro proseguì tristemente... Oh! la via nel suo ultimo tratto era proprio tremenda! Il viandante non ne poteva più. Era come ubriaco di fatica, di sole! Al nono monumento si fermò ansante, appoggiandosi alla pietra scolpita e leggendo macchinalmente le parole incise. Vicino era un sentiero d'ombra, d'acque, di fiori... "Quasi quasi... Ma no! No. Lì è scritto, e l'ha scritto mio padre: amore, ubbidienza, vittoria. Devo credere. Al suo amore, alla sua verità, e devo ubbidire per mostrare il mio amore... Andiamo... L'amore mi sorregga...". Ecco il decimo monumento... Il viandante esausto, arso dal sole, camminava curvo come sotto un giogo... Era l'amoroso e santo giogo della fedeltà che è amore, ubbidienza, fortezza, speranza, giustizia, prudenza, tutto... Invece di appoggiarsi, si gettò seduto a quella larva d'ombra che il monumento faceva al suolo. Si sentiva morire... Dal sentiero accosto veniva un rumore di ruscelli e odor di bosco... "Padre, padre, aiutami col tuo spirito, nella tentazione..., aiutami a essere fedele sino alla fine...".
Da lontano, ridente, la voce del fratello: "Vieni, ti aspetto. Qui è un eden... Vieni...".
"Se andassi?...", e gridando forte: "Si sale proprio alla vetta?"
“Sì, vieni. C'è una galleria fresca che porta su. Vieni! La vedo già, la vetta, oltre la galleria nel masso...”
"Vado? Non vado?... Chi mi soccorre?... Vado...". Puntò le mani per rialzarsi e, mentre lo faceva, notò che le parole scolpite non erano più sicure come quelle del primo monumento: "Ogni monumento, le parole erano più leggere... come se il padre mio, spossato, avesse faticato a inciderle. E... guarda!... Anche qui quel segno rosso bruno che già era visibile dal quinto monumento... Solo che qui esso empie il cavo di ogni parola ed è scolato fuori, rigando il masso come di lacrime scure, come... di sangue...".

Grattò col dito là dove era una macchia vasta quanto due mani. E la macchia si sfarinò lasciando scoperte, fresche, queste parole: "Così vi ho amato. Sino a spargere il sangue per condurvi al Tesoro".
"Oh! oh! Padre mio! E io potevo pensare a non fare il tuo comando?! Perdono, padre mio! Perdono". Il figlio pianse contro il masso, e il sangue che empiva le parole si rifece fresco splendendo come rubino, e le lacrime furono cibo e bevanda al figlio buono, e forza.... Si alzò... per amore chiamò il fratello, forte, forte... Voleva dirgli la sua scoperta... l'amore del padre, dirgli: "Torna". Nessuno rispose...
Il giovane riprese l'andare, quasi a ginocchi sulla pietra rovente, perché era proprio sfinito nella carne dalla fatica, ma lo spirito era sereno.
Ecco la vetta... E là, ecco il padre. "Padre mio!", "Figlio diletto!". Il giovane si abbandonò sul petto paterno, il padre lo accolse coprendolo di baci.
"Sei solo?".
"Sì... Ma presto giungerà il fratello...".
"No. Non giungerà più. Ha lasciato la via dei dièci monumenti. Non vi è tornato dopo i primi disinganni ammonitori. Vuoi vederlo? Eccolo là. Nel baratro di fuoco... È stato pertinace nella colpa. Lo avrei ancora perdonato e atteso se, dopo aver conosciuto l'errore, fosse tornato sui suoi passi e, sebbene con ritardo, fosse passato per dove l'amore è passato per primo, soffrendo sino a spargere il suo sangue migliore, la parte più cara di sé stesso, per voi”.
"Egli non sapeva...”
" Se egli avesse guardato con amore le parole scolpite nei dieci monumenti avrebbe letto il loro vero significato. Tu lo hai letto sin dal quinto monumento e lo hai fatto notare all'altro dicendo: 'Il padre qui deve essersi ferito!', e lo hai letto nel sesto, settimo, ottavo, nono... sempre più chiaro, sinché hai avuto l'istinto di scoprire ciò che era sotto il sangue mio. Sai il nome di quell'istinto? 'Tua vera unione con me'. Le fibre del tuo cuore, fuse alle mie fibre, hanno trasalito e ti hanno detto: 'Qui avrai la misura di come ti ama il padre'. Ora entra nel possesso del Tesoro e di me stesso, tu, amoroso, ubbidiente, vittorioso in eterno.
Questa la parabola.

I dieci monumenti sono i dieci comandamenti. Il vostro Dio li ha scolpiti e messi sul sentiero che porta al Tesoro eterno, e ha sofferto per condurvi a quel sentiero. Voi soffrite? Anche Dio. Voi dovete forzare voi stessi? Anche Dio. Sapete sino a che punto? Soffrendo di separarsi da Sé stesso e di forzarsi a conoscere l'essere Uomo con tutte le miserie che l'umanità porta seco: il nascere, il patire freddo, fame, fatica e sarcasmi, affronti, odii, insidie e infine la morte dando tutto il Sangue per darvi il Tesoro. Questo soffre Dio sceso a salvarvi. Questo soffre Dio nell'alto del Cielo permettendo a Sé stesso di soffrirlo.
In verità vi dico che nessun uomo, per faticoso che sia il suo sentiero per giungere al Cielo, non farà mai un sentiero più faticoso e doloroso di quello che il Figlio dell'uomo percorre per ve**re dal Cielo alla Terra e dalla Terra al Sacrificio per aprirvi le porte del Tesoro.
Nelle tavole della Legge è già il mio Sangue. Nella Via che vi traccio è il mio Sangue. La porta del Tesoro si apre sotto l'onda del mio Sangue. La vostra anima si fa candida e forte per il lavacro e il nutrimento del mio Sangue. Ma voi, perché non sia sparso invano, dovete ba***re la via immutabile dei dieci comandamenti.
Ora riposiamo. Al tramonto Io andrò verso Ippo, Giovanni alla purificazione, voi alle vostre case. La pace del Signore sia con voi. Gesù a noi attraverso l' Evangelo come mi è stato rivelato- Maria Valtorta Ed.Cev

10/08/2026

*Buongiorno ✨ Oggi è 5 Agosto*

Oggi il cielo si è chinato sulla terra.

La nostra Prima Madre, Maria, fece nevicare a pieno Agosto sul colle Esquilino a Roma.
Fiocchi bianchi d’estate, per disegnare lei stessa il perimetro esatto dove sarebbe nata la *Basilica di Santa Maria Maggiore* — una delle 4 Basiliche Pontificie, casa di Pietro.

Agosto è il mese di Maria.
È il mese in cui ricordiamo l’*Assunzione*: Maria portata in corpo e anima al Cielo, senza conoscere la morte.
È il mese in cui il *22 Agosto* la celebriamo *Regina del Cielo e della Terra*.

E io oggi lo sento forte.
Da figlia consacrata a Lei, in queste date ho ricevuto sempre, _sempre_, i suoi Prodigi.

---

*1651. Anno di lacrime e di fede.*
Nel Regno di Napoli e in Sicilia le tensioni sociali, le epidemie, i terremoti, le incursioni dei pirati tenevano il fiato sospeso.
E in quel buio, la *Madonna del Carmine* è diventata rifugio.
Statue che sudavano, guarigioni improvvise, immagini "prodigiose".
La gente correva a Lei per chiedere protezione. E Lei rispondeva. Con Grazie. Con Favori. Con presenza.

*Non è un caso.*
Proprio nel Seicento sono nati o fioriti i più grandi Santuari mariani d’Italia.
Caravaggio. Pietralba. Apparizioni a pastori e contadini umili: "Costruite qui una ca****la, proteggerò le vostre terre".
E l’arte? L’arte è esplosa per raccontarla.
Il Barocco ha messo in tela l’Assunzione e l’ascesa di Maria, perché il mondo aveva bisogno di _vedere_ il divino.
Ad Agosto del 1651 i Gesuiti commissionavano tele monumentali a maestri come il Guercino.

---

Oggi 5 Agosto il cielo ci ricorda una cosa semplice:
*Maria traccia ancora il perimetro.*
Traccia dove costruire. Dove pregare. Dove rifugiarsi.

Se anche tu senti il Suo richiamo, fermati un attimo.
Accendi una candela. Pronuncia il Suo nome.

_Madre, nevica ancora su di noi._

10/08/2026

della della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore
Oggi il si è chinato sulla terra lì dove , nostra Prima , traccia ancora oggi il Perimetro.

- Il 5 Agosto nevicata storica sul colle : La nostra Prima Madre, Maria, fece nevicare in pieno Agosto sul colle Esquilino a Roma.
Fiocchi bianchi d’estate, per disegnare lei stessa il perimetro esatto dove sarebbe nata la *Basilica di Santa Maria Maggiore* — una delle 4 Basiliche Pontificie, casa di Pietro.

Agosto è il mese di Maria.
È il mese in cui ricordiamo l’*Assunzione*: Maria in corpo ed anima al Cielo, senza conoscere la morte.
È il mese in cui il 22 Agosto celebriamo anche La Ricorrenza di Maria del Cielo e della Terra.

E io oggi lo sento forte.
Da figlia consacrata a Lei, in queste date ho ricevuto sempre, _sempre_, i suoi Prodigi.

1651. Anno di lacrime e di fede.*
Nel Regno di Napoli e in Sicilia le tensioni sociali, le epidemie, i terremoti, le incursioni dei pirati tenevano il fiato sospeso.
E in quel buio, la *Madonna del Carmine* è diventata rifugio.
Statue che sudavano, guarigioni improvvise, immagini "prodigiose".
La gente correva a Lei per chiedere protezione. E Lei rispondeva. Con Grazie. Con Favori. Con presenza.

*Non è un caso.*
Proprio nel Seicento sono nati o fioriti i più grandi Santuari mariani d’Italia.
Caravaggio. Pietralba. Apparizioni a pastori e contadini umili: "Costruite qui una ca****la, proteggerò le vostre terre".
E l’arte? L’arte è esplosa per raccontarla.
Il Barocco ha messo in tela l’Assunzione e l’ascesa di Maria, perché il mondo aveva bisogno di _vedere_ il divino.
Ad Agosto del 1651 i Gesuiti commissionavano tele monumentali a maestri come il Guercino.

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Oggi 5 Agosto il cielo ci ricorda che nostra Prima traccia ancora il perimetro.*
Traccia dove Costruire...Dove guardare, dove pregare. Dove trovare riparo.

Se anche tu senti il Suo richiamo, fermati un attimo.
Accendi una candela. Pronuncia il Suo nome.

_Madre, nevica ancora su di noi._

Amici Domenicani LUI e io - Diario di Gabrielle Bossis Luce ai miei passi è la tua Parola Basilica Santuario Madonna delle Lacrime Giorgia Meloni

05/08/2026

Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato diversi importanti provvedimenti.

Tra questi, abbiamo prorogato fino al 25 agosto le misure contro il caro carburanti. Cerchiamo di fare la nostra parte per contenere gli effetti dei rincari, in una fase internazionale ancora molto complessa. Dal 25 agosto entrerà nuovamente in vigore il meccanismo delle accise mobili, che continueremo a monitorare con attenzione per valutare ogni eventuale ulteriore intervento.

Inoltre, abbiamo rafforzato gli interventi per i Campi Flegrei, con nuove risorse e misure a sostegno delle famiglie colpite, per la messa in sicurezza degli edifici e per aiutare i Comuni a gestire una situazione che continua a richiedere la massima attenzione.

Abbiamo anche autorizzato le assunzioni a tempo indeterminato per il prossimo anno scolastico: 46.642 docenti, di cui 10.810 insegnanti di sostegno, oltre a dirigenti scolastici, personale educativo, insegnanti di religione e personale ATA. Un investimento importante che porterà nelle nostre scuole quasi 11.000 nuovi insegnanti di sostegno, per garantire maggiore continuità didattica, rafforzare l’inclusione e assicurare agli studenti con disabilità il supporto che meritano.

Sappiamo che ci sono sfide che non si risolvono in un giorno. Per questo continueremo a seguire tutte queste situazioni con responsabilità, pronti a interve**re ogni volta che sarà necessario.

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Milan

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