11/06/2026
Il primo catering per un matrimonio che ho fatto è stato il 7 giugno 1997 al Castello di Roncade. E' andata così: un'allieva della scuola di cucina che avevo aperto nel 1989, viene un giorno e mi dice: "Si sposa mia figlia, facciamo la festa al Castello di Roncade, potresti fare tu il catering?" Con l'incoscienza che mi contraddistingueva dissi di Si.
“Che ci vuole?” pensai.
Sebastiano aveva un amico che frequentava l’università e che, a tempo perso, faceva il cameriere. “Giuseppe, mi organizzi una squadra di camerieri per un pranzo di nozze per 60 persone?”
“Certo, basta che mi dici quando e dove” I camerieri erano trovati!
La torta di nozze? “Che ci vuole?”
La contessa proprietaria del castello, il giorno prima dell’evento, mi mette a disposizione la sua cucina dove fare il dolce e il suo congelatore di cui mi da le misure. Peccato che le misure erano quelle esterne e quando sono andata a metterci dentro la torta naturalmente non entrava. L’avevo messa su un vassoio in legno.
L’ho guardata e ho pensato “Che ci vuole?”
“Contessa ha una sega?” Ne ho segato un pezzo e ho costretto la torta ad entrare nel congelatore. “Poi ci penso”. Mi sono detta.
Infatti “Che ci vuole?”
La mattina dopo ho fatto scivolare la torta su un nuovo vassoio di legno più grande e l’ho rivestita di panna montata.
Il menù? “Che ci vuole?”
Chiamo Vally l’insegnante di pane e pizza, ”Con il pane dovresti farmi fa dei vassoi su cui mettere gli antipasti, delle zuppiere per servire il primo piatto (Maccheroni alla siciliana) e delle belle corone per i centritavola” Lei mi risponde “Certo! Che ci vuole!”
IL Castello per la cucina, all’epoca, metteva a disposizione uno stanzone con una presa di corrente casalinga e un rubinetto da cui usciva acqua fredda. Mio marito dice “Come fai?”
“Che ci vuole?” Ho un’amica che mi presta il suo forno di casa che, a differenza del mio, non era ad incasso.
La mattina del 7 giugno, giorno dell’evento, con mio marito alla guida del furgone su cui abbiamo caricato il cibo pronto e il forno, dico “Speriamo che il forno funzioni!” Mio marito sbianca e mi guarda spaventato…
“Beh, che ci vuole? Se non funziona, oggi è sabato, vai in un negozio e mi compri un forno nuovo”
Mio marito non ha più detto una parola fino al ritorno.
C’è da dirlo? Un successone!
Ripensandoci oggi, non so se rifarei tutto con la stessa leggerezza.
Ma una cosa la so:
se quel giorno avessi detto "non sono pronta", non avrei mai scoperto quello che sarei stata capace di fare.
Roberta la "Capasanta" di Peccati di gola"