31/05/2026
Questo è Lorenzo.
Un Volontario AIB. Uno come tanti.
È un ragazzo che non ha nulla di speciale, se non quel senso di abnegazione e di appartenenza al territorio che lo contraddistingue dalla massa.
Uno di quelli che, come tanti nostri colleghi, non vuole farsi riprendere il volto; a lui interessa saper di aver fatto semplicemente un piccolo gesto di altruismo.
Ieri ha scelto di lasciare il suo lavoro e la sua famiglia per supportare le operazioni di spegnimento su un fronte che lambiva pericolosamente un’abitazione.
Dopo 22 anni, riesco ancora ad essere sorpreso dallo spirito che contraddistingue queste ormai poche persone.
Purtroppo, però il volontariato di Protezione Civile sta morendo. Sempre meno volontari decidono di donare parte del tempo per la propria comunità.
Le motivazioni? Possono essere molteplici, l’attività lavorativa, gli impegni familiari o semplicemente qualsiasi altro tipo di occupazione in questa nostra vita frenetica.
C’è però una grossa fetta di cittadini che potrebbero donare tanto, ma non si associano perché credono che un’associazione di Protezione Civile sia un’istituzione lontana dalla comunità.
Si pensa che qui si facciano i lavori forzati, ci si annoia o si perda tempo a fare sagre e fiere alle transenne (con tutto il rispetto per la promozione del territorio).
Più di qualcuno inizia anche a pretendere attività di volontariato, che sembrano essere quasi dovute.
Orbene, cari lettori, il volontariato non è questo. Il volontariato ti ripaga: ovviamente non in denaro, ma con tutte quelle soddisfazioni ed esperienze di vita che in nessun altro campo riusciremo mai a trovare.
Il volontariato sta scomparendo e a breve non riusciremo più a fare del bene alle nostre comunità, a supportare le operazioni di spegnimento, ad assistere i nostri concittadini nel momento del bisogno.
Riflettiamoci un po’ tutti.