
07/06/2025
5 SÍ PER IL LAVORO E LA CITTADINANZA,
MA I DIRITTI SI CONQUISTANO QUOTIDIANAMENTE CON LA LOTTA!
Domani e dopodomani si voterà per il referendum sull’abolizione di alcune norme del Job’s Act e la proposta di riduzione dei tempi di cittadinanza da 10 a 5 anni.
Se i quesiti referendari passassero sarebbe una conquista per i lavoratori, le lavoratrici e le persone di origine migrante, quindi invitiamo a votare convintantemente cinque “sí”.
Tuttavia ci rendiamo conto dei limiti dello strumento referendario. Già in passato sono stati disattesi esiti importanti come quello sull’acqua pubblica. Questo perché i diritti sono una conquista quotidiana, da strappare e difendere giorno per giorno sui luoghi di lavoro e nei territori.
Per questo denunciamo l’ipocrisia di chi sta promuovendo il referendum, a partire dalla CGIL e dai partiti del centrosinistra, che stanno usando questa campagna per farsi propaganda in funzione strettamente antigovernativa. Il sindacato è disimpegnato sul fronte della lotta e storicamente ha disarmato la classe lavoratrice, riducendosi a macchina burocratica per la gestione di servizi fiscali. I partiti di sinistra, dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, che hanno approvato o mantenuto tra le peggiori controriforme del lavoro, tra cui lo stesso Job’s Act voluto proprio dal PD .
Non ci facciamo illusioni. Auspichiamo una vittoria del Sí ma con la consapevolezza che senza il conflitto reale non ci sono conquiste definitive. Facciamo in modo che questo referendum possa essere un’occasione di rilancio della questione lavorativa in Italia.
Collettivo Gardesano Autonomo.
5 SÍ PER IL LAVORO E LA CITTADINANZA,
MA I DIRITTI SI CONQUISTANO QUOTIDIANAMENTE CON LA LOTTA!
Domani e dopodomani si voterà per il referendum sull’abolizione di alcune norme del Job’s Act e la proposta di riduzione dei tempi di cittadinanza da 10 a 5 anni.
Se i quesiti referendari passassero sarebbe una conquista per i lavoratori, le lavoratrici e le persone di origine migrante, quindi invitiamo a votare convintantemente cinque “sí”.
Tuttavia ci rendiamo conto dei limiti dello strumento referendario. Già in passato sono stati disattesi esiti importanti come quello sull’acqua pubblica. Questo perché i diritti sono una conquista quotidiana, da strappare e difendere giorno per giorno sui luoghi di lavoro e nei territori.
Per tali ragioni denunciamo l’ipocrisia di chi sta promuovendo il referendum, a partire dalla CGIL e dai partiti del centrosinistra, che stanno usando questa campagna per farsi propaganda in funzione strettamente antigovernativa. Il sindacato è disimpegnato sul fronte della lotta e nella storia recente ha disarmato la classe lavoratrice, riducendosi a macchina burocratica per la gestione di servizi fiscali. I partiti di sinistra, dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, hanno approvato o mantenuto tra le peggiori controriforme del lavoro, tra cui lo stesso Job’s Act voluto proprio dal PD .
Non ci facciamo illusioni. Auspichiamo una vittoria del Sí ma con la consapevolezza che senza il conflitto reale non ci sono conquiste definitive. Facciamo in modo che questo referendum possa essere un’occasione di rilancio della questione lavorativa in Italia.