15/08/2026
Secondo il dogma cattolico dell'Assunzione, Maria, madre di Gesù, al termine della sua vita terrena fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo. Nella teologia cattolica, l'Assunzione costituisce un'anticipazione della risurrezione della carne, che secondo la dottrina cristiana avrà luogo per l'umanità alla fine dei tempi, in concomitanza con il Giudizio universale. L'Assunzione è pertanto distinta dalla condizione dei santi nella beatitudine celeste prima della risurrezione finale, tradizionalmente descritta dalla teologia cattolica come una condizione dell'anima separata dal corpo.
La dottrina dell'Assunzione è inoltre collegata, nella teologia cattolica, alla concezione del corpo glorificato, ossia del corpo risorto e trasformato destinato alla vita eterna. Questa concezione è distinta dalle caratteristiche del corpo umano nella condizione terrena e non viene descritta dalla teologia cattolica secondo le ordinarie categorie della corporeità fisica.
Nella dottrina cattolica, Maria è stata assunta in corpo e anima alla gloria celeste prima della seconda venuta di Cristo. L'Assunzione è posta in relazione con il dogma dell'Immacolata Concezione, secondo il quale Maria fu preservata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. I due dogmi sono quindi strettamente connessi nell'ambito della teologia cattolica, sebbene le rispettive tradizioni abbiano avuto sviluppi storici differenti. La tradizione relativa all'Assunzione è infatti attestata anteriormente alla definizione dogmatica dell'Immacolata Concezione, mentre la definizione di quest'ultima, promulgata da papa Pio IX nel 1854, precedette quella dell'Assunzione.
Il dogma dell'Assunzione fu proclamato da papa Pio XII il 1º novembre 1950 mediante la costituzione apostolica Munificentissimus Deus.[6] La definizione dell'Assunzione costituisce l'ultima definizione dogmatica solenne di carattere universale proclamata da un papa nella Chiesa cattolica.
Queste sono le parole con cui Pio XII formulò la definizione dogmatica:
«Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.»
(Pio XII, Munificentissimus Deus, 1º novembre 1950[7])
Nella prospettiva della teologia cattolica, i dogmi costituiscono formulazioni ufficiali di verità di fede che la Chiesa ritiene già contenute nella Rivelazione cristiana e nella propria tradizione. La loro definizione formale può intervenire in seguito a controversie teologiche o alla necessità di precisare una dottrina e distinguerla da interpretazioni considerate incompatibili con l'insegnamento della Chiesa. La proclamazione di un dogma non è pertanto intesa, nella dottrina cattolica, come l'introduzione di una nuova verità rivelata.
Nel caso dell'Assunzione, la tradizione relativa alla destinazione celeste di Maria è attestata in diverse fonti della storia del cristianesimo, con particolare sviluppo nella letteratura e nella liturgia cristiana a partire dall'antichità. La definizione dogmatica intervenne soltanto nel XX secolo, dopo un lungo sviluppo della riflessione teologica e della devozione mariana. La proclamazione si collocò inoltre nel più ampio contesto del confronto tra la dottrina cattolica e le correnti intellettuali moderne che sottoponevano a revisione o critica le concezioni religiose, tra cui lo scientismo.
Nella devozione mariana cattolica, l'Assunzione costituisce il quarto mistero glorioso del Rosario.