14/06/2026
Un manoscritto di storie per i nipoti
L'esempio di Emmo Reboa
Il premio di Salvatore Cala'
Lo avevamo apprezzato per la passione a restituire ai ragazzi del Nautico la storia, risalente a venti anni fa, delle grandi manovre in mare per salvare i naufraghi della Margaret e il golfo dal disastro ambientale. Emmo Reboa, 88 anni portati in splendida forma, lo aveva fatto lo scorso dicembre a margine della mostra che allestimmo sul tema nel palazzo del Governo della Spezia. All’epoca ci aveva detto che quella della Margaret era solo una delle storie di cui fu protagonista e che era impegnato a mettere le stesse tutte nero su bianco con l’aiuto di un nipote, Angelo Reboa il figlio del fratello Emilio, col desiderio che ne facessero tesoro lui, i suoi figli e gli altri nipoti: Alessio e Marta Ciaccialupi, Laura e Chiara Paganini . Ieri ci ha presentato un primo frutto del lavoro in progress: un manoscritto fresco di impaginazione col titolo, in dialetto “A ne me lo credevo”, espressione di meraviglia: "Quella provata nel constatare che quando la mente, anche alla mia età, è chiamata all’esercizio produce belle cose e nell’apprezzare l’attenzione suscitata dai racconti nei miei nipoti" ci ha spiegato. La presentazione è stata innescata da gioco di sponda di un amico comune: Salvatore Calà, il maestro dei nodi, Re Diquadri su Facebook. Appreso dei trascorsi di Emmo (da macchinista) sul mitico pontone americano GA 1016 in corso di demolizione in Arsenale, ha voluto premiarlo per l’impegno profuso a custodire e divulgare due storie che riguardano la speciale unità giunta dagli USA per concorrere alla rinascita dell'Italia nel dopoguerra. Al Cantiere della Memoria è avvenuta la consegna di un dono bello ed evocativo: un quadro di nodi marinareschi, realizzati da Salvatore, che spiega: "Con esso, oltre a rendere omaggio ad Emmo, ho inteso valorizzare il rapporto tra generazioni fondato sul ‘legame’ col mare e le sue storie, da conservare; spero che altri nonni lo imitino e che altri nipoti sappiano far tesoro della memoria dei padri dei loro padri". Ecco le immagini del gesto di cui sono stati testimoni due persone legate al pontone: Paolo Calzetta, che vi fu imbarcato come macchinista e Alessandro Conzo, autore di un modello in tre d della storica unità, da lui definita 'cattedrale di acciaio': una piccola meraviglia. Nei prossimi giorni rilanceremo le due storie ricostruite da Emmo nel libro dei ricordi che riguardano il pontone americano GA 1016; una ha dell’incredibile. Basti dire che ha portato il suo equipaggio a donare un ex voto al Santuario della Madonna di Montenero di Livorno per essere uscito indenne da una tempesta al largo della Meloria, anzi di più: per aver salvato tre vite umane alla deriva su una lancia da palombaro. E' vero quello che dice Salvatore: se tutti gli anziani custodi di storie di mare facessero come Emmo si salverebbe un patrimonio di conoscenze e cultura. Il Cantiere della Memoria è nato anche per questo, dieci anni fa (il 26 giugno 2016)....
@ Re Diquadri
@ LA NAVE DI CARTA