19/06/2026
Lo scampanio della Chiesa Madre. Ora la festa può davvero cominciare.
Alle ventidue in punto, le campane della Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo hanno cominciato a suonare. È l'inizio della novena in onore dei Santi Patroni, e chi è galatinese sa cosa significa quel suono — non serve spiegarlo, lo si porta dentro da sempre.
Tante persone questa sera in piazza, tanti giovani. Chi saliva alle terrazze della Chiesa Madre, chi scendeva, chi si fermava ad ascoltare dal basso. Un movimento semplice, spontaneo, eppure preciso come un rito che si ripete uguale ogni anno.
Una cerimonia nella sua essenza semplice, eppure capace di colpire con una forza che le grandi cerimonie spesso non hanno. Le terrazze della Chiesa Madre come palcoscenico e come luogo di devozione insieme, con il cielo di giugno che faceva da sfondo a tutto.
Perché c'è qualcosa di preciso che accade in questo momento dell'anno, e non è solo religioso — o meglio, è anche molto altro. È la fine della scuola, il tempo degli esami, l'inizio delle vacanze. È la sensazione che qualcosa si chiude e qualcosa si apre. È la devozione ai Santi che resta, anno dopo anno, come un filo che tiene insieme generazioni diverse, galatinesi di qui e galatinesi di altrove.
Il ripetersi del rito è proprio questo: una certezza. Qualcosa che non devi spiegare, che non devi neanche cercare — è lì, e tu ci sei, e basta.
Ora si può pensare davvero alla festa. Ora siamo pronti. Il racconto continua.