25/08/2026
🍎 𝗕𝘂𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝘁𝗶𝘇𝗶𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗶 𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗶!
Abbiamo raccolto alcune pubblicazioni che raccontano buone notizie: in diverse parti d’Italia continuano le attività di 𝗿𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮, 𝗿𝗲𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗼, 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗳𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁à 𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗲. Un patrimonio di biodiversità agricola che torna a vivere nei frutteti, nei vivai, nelle banche del germoplasma e attraverso il lavoro degli 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗰𝘂𝘀𝘁𝗼𝗱𝗶.
𝗜𝗻 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗴𝗻𝗮, la tutela degli antichi frutti può contare su una rete di luoghi e progetti dedicati. A Cesenatico, nei Giardini al Mare, crescono alcuni dei frutti antichi più significativi del territorio, messi a dimora anche per verificarne la capacità di resistere alla salsedine. Ad Alfero, nel Comune di Verghereto, il Sentiero dei Frutti Perduti conserva il patrimonio genetico di antichi alberi da frutto di alta quota. 𝗖𝗮𝘀𝗼𝗹𝗮 𝗩𝗮𝗹𝘀𝗲𝗻𝗶𝗼 continua il proprio lavoro di conoscenza e valorizzazione dei frutti dimenticati attraverso la tradizionale Festa dei Frutti Dimenticati, alla quale ha partecipato anche l’amico 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗣𝗮𝗴𝗮𝗻𝗶, 𝗠𝗮𝗲𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗚𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶𝗻𝗶𝗲𝗿𝗲 e storico protagonista della festa di Pennabilli, nonché fautore, insieme a Tonino Guerra, della nascita dell’Orto dei Frutti Dimenticati. A Santarcangelo di Romagna vengono promosse attività formative dedicate alla coltivazione e alla potatura delle varietà locali.
Tra i frutti antichi documentati in Emilia-Romagna da Arpae troviamo l’𝗮𝗹𝗯𝗶𝗰𝗼𝗰𝗰𝗮 𝗧𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗱𝗶 𝗧𝗼𝘀𝘀𝗶𝗴𝗻𝗮𝗻𝗼, il 𝗯𝗶𝗿𝗶𝗰𝗼𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼, il 𝗺𝗲𝗹𝗼𝗴𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗚𝗿𝗼𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗙𝗮𝗲𝗻𝘇𝗮, il 𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝘃𝗮𝗻𝗮 e numerose pere, tra cui la 𝗖𝗼𝗰𝗼𝗺𝗲𝗿𝗶𝗻𝗮, la 𝗥𝗮𝘃𝗮𝗴𝗻𝗮𝗻𝗮, la 𝗥𝗮𝗺𝗽𝗶𝗻𝗮, la 𝗥𝘂𝘀𝗲̀𝘁 e la 𝗦𝗽𝗮𝗹𝗲̀𝗿. La rete regionale dei Frutteti della biodiversità custodisce complessivamente oltre duecento varietà in veri e propri musei a cielo aperto.
🔎 Fonte:
https://www.arpae.it/it/temi-ambientali/biodiversita/report-e-pubblicazioni/frutteti-della-biodiversita-1
Una buona notizia recente arriva dall’Appennino modenese: nel 2026 il 𝗣𝗲̀𝗿 𝗥𝘂̈𝘀𝘀𝗹𝗶𝗻, antica pera autunnale legata ai territori di Zocca e Guiglia, è stato inserito nel Repertorio regionale della biodiversità dell’Emilia-Romagna, dopo oltre quattro anni di ricerche e iniziative di valorizzazione.
🔎 Fonte:
https://www.sulpanaro.net/2026/02/il-per-russlin-ufficialmente-inserito-tra-i-frutti-antichi-dellemilia-romagna/
A Monticelli di Mesola, nel Ferrarese, il nuovo 𝗙𝗿𝘂𝘁𝘁𝗲𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗣𝗮𝘁𝗿𝗶𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶 riunisce novanta tipi di piante da frutto, tra fichi, melograni, peri, peschi, meli e susini, riprodotte da alcuni degli alberi più antichi e significativi d’Italia.
🔎 Fonte:
https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/piante-e-alberi-ecco-il-cf6eabef
𝗡𝗲𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 le notizie sono altrettanto incoraggianti.
In Casentino sono state recuperate 𝟮𝟰 𝘃𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀ tradizionali: due ciliegi, quattordici meli, sette peri e un pesco. Tra queste, il Ciliegio Corniola, i meli Regina, Bianca, Cipolla e Renetton, i peri Cova, Campanella e Verdona e il Pesco Vinoso. Le piante sono custodite nella banca del germoplasma del Vivaio di Cerreta e dal febbraio 2025 risultano iscritte nel Repertorio regionale toscano delle varietà locali a rischio di estinzione.
🔎 Fonte:
https://www.toscana-notizie.it/-/recuperate-24-variet%C3%A0-antiche-di-alberi-da-frutto-del-casentino
In Garfagnana, il Centro “La Piana” di Camporgiano conserva circa 𝟱𝟬𝟬 𝗽𝗶𝗮𝗻𝘁𝗲, riconducibili a circa 𝟭𝟴𝟱 𝘃𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗹𝗼𝗰𝗮𝗹𝗶 di melo, pero, ciliegio, susino, fico e pesco.
🔎 Fonte:
https://www.iltirreno.it/tempo-libero/2025/01/16/news/i-semi-rari-raccontano-la-storia-della-garfagnana-1.100646991
Nelle Marche è nato l’𝗘-𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗙𝗿𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗔𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗶, che conserva e valorizza giuggiolo, gelso nero e bianco, fico bianco, melograno, mela cotogna e visciola, unendo la difesa della biodiversità a un progetto di agricoltura sociale.
🔎 Fonte:
https://www.laprovinciadifermo.com/arriva-le-museo-dei-frutti-antichi-coldiretti-macerata-dallagricoltura-sociale-arrivano-inclusione-e-difesa-della-biodiversita/
IIn Umbria, il lavoro degli amici di 𝗔𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗔𝗿𝗯𝗼𝗿𝗲𝗮, insieme a 𝗜𝘀𝗮𝗯𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲, da anni presenza costante a Pennabilli, ha permesso di ricercare, catalogare e riprodurre decine di varietà locali, ritrovate attraverso testimonianze, documenti storici e raffigurazioni artistiche. Tra queste figurano la mela del castagno, la mela muso di bue, la pera fiorentina, la susina scosciamonaca e la ciliegia bianca.
🔎 Fonte:
https://www.wired.it/article/isabella-dalla-ragione-archeologa-piante-cosi-abbiamo-salvato-frutti-dimenticati-intervista/
In Calabria, il 𝗕𝗼𝘀𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶 di Campo Calabro è stato ampliato nel giugno 2026 con altri cento alberi appartenenti a nove specie. Sulla Sila, inoltre, un lungo lavoro di ricerca ha riunito oltre ottocento varietà di melo, tra cui Scacciatella, Limuncella, Calvilla, Agostina, Fragolina, Rosetta silana e mela Saracena.
🔎 Fonti:
https://www.strettoweb.com/2026/06/il-bosco-dei-frutti-dimenticati-conquista-reggio-calabria-storica-azienda-pianta-altri-100-alberi-e-fa-rinascere-la-citta-di-una-volta-foto/2095662/
https://www.meravigliedicalabria.it/frutti-dautunno-la-ricchezza-delle-antiche-cultivar-di-mele-calabresi/
Sono esperienze diverse, ma unite da un elemento concreto: alberi e varietà che rischiavano di scomparire vengono cercati, riconosciuti, riprodotti e nuovamente coltivati.
Ogni frutto recuperato conserva non soltanto un patrimonio genetico, ma anche conoscenze agricole, nomi, sapori e storie legate ai territori.
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🍎 Il 𝟮𝟲 𝗲 𝟮𝟳 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 queste storie torneranno a incontrarsi a Pennabilli per la 𝗫𝗜𝗫 𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 di “𝗚𝗹𝗶 𝗔𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗶 𝗙𝗿𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗱’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝘀’𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗮 𝗣𝗲𝗻𝗻𝗮𝗯𝗶𝗹𝗹𝗶”.
Il Mercato degli Antichi Frutti e delle piante contadine, la Mostra Nazionale Pomologica e della Biodiversità, gli incontri, i laboratori, l’artigianato qualificato, i prodotti agroalimentari del Montefeltro, la musica e gli spettacoli saranno un’occasione per conoscere da vicino varietà, persone e realtà impegnate nella tutela della biodiversità e della cultura contadina.
“𝘝𝘪 𝘢𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘢 𝘗𝘦𝘯𝘯𝘢𝘣𝘪𝘭𝘭𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘳𝘦𝘨𝘢𝘭𝘢𝘳𝘷𝘪 𝘪 𝘴𝘢𝘱𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘧𝘢𝘯𝘻𝘪𝘢”