27/01/2025
Marc Chagall dipinge “crocifissione bianca” qualche giorno dopo la notte dei Cristalli , nel novembre del 1938. L’evento segnava l’inizio di uno dei momenti più tragici per la storia degli Ebrei e dell’umanità intera . L’artista ebreo di origine russa conosceva bene quel dramma, eppure non si limita a raccontare l’orrore, a denunciare. Sceglie invece il colore bianco: simbolo della purezza, della luce divina che redime e purifica. “Se anche i vostri peccati fossero come scarlatto-dice il Signore- diventeranno bianchi come la neve”. Il senso della memoria oggi più di ieri può essere solo in questo invito ad andare oltre all’indignazione , a superare rabbie ideologiche , a vincere la facile tentazione di sentirsi sempre dalla parte del giusto o di gongolarsi dell’essere “salvati”. Sta nell’invito a interrogarci sulla nostra responsabilità non per ciò che è stato, ma per ciò che accade ora. Scoprirsi comunque fragili. Ammettere l’ errore per cambiare la storia. A questo credo serva oggi la memoria!