27/05/2026
La Giunta comunale di Firenze ha proposto una delibera per estendere, anche fuori dall’area UNESCO, le limitazioni agli affitti brevi. La delibera passerà alla Commissione Consiliare, per poi approdare in Consiglio comunale per la discussione e il voto finale.
Firenze è così diventata la prima città italiana a proporre un provvedimento per fermare la diffusione degli alloggi turistici in un’area esterna al centro storico. Nello specifico, il blocco delle autorizzazioni si applicherà alle zone di Campo di Marte, San Jacopino, Gavinana, Pignoncino e Paolo Uc***lo, Statuto e Rifredi, Libertà, Oberdan e Savonarola, Bronzino e Pier Vettori, Fonderia e Petrarca, dunque nell’intera Zona A (fatta eccezione per la Sottozona A2, quella dei Centri Storici Minori).
Le abitazioni in cui non si potranno aprire nuovi alloggi turistici diventeranno più di 100mila: 35.593 nell’area in cui era già in vigore lo stop, 67.780 nei quartieri coinvolti dalla nuova norma.
Firenze ha individuato le nuove aree in seguito a uno studio realizzato in collaborazione con il dipartimento MEMOTEF dell’Università La Sapienza di Roma. In questi quartieri, spiega su Instagram la sindaca di Firenze Sara Funaro, “c’è già una tendenza di crescita molto importante degli affitti brevi, addirittura con aumenti del 90%”.
Nei primi 5 mesi del 2026, a Firenze sono state rilasciate 270 autorizzazioni per affitti brevi: un numero superiore rispetto a quello dei primi 7 mesi del 2025. Questi dati hanno incentivato la giunta a intervenire tempestivamente con un provvedimento finora mai visto a livello nazionale.
Di affitti brevi, e del loro impatto sui residenti, abbiamo parlato nella nuova puntata del podcast “Città”, realizzata in collaborazione con IFEL ANCI, con di , la ricercatrice e giornalista , Annalisa Gramigna di IFEL ANCI e la sindaca di Firenze .