27/04/2026
«È sorprendente immaginare Francesco cercare la verità in basso, dove gode della sua più accecante intensità; lui ne è sicuro: la verità ha luce in sé stessa, non in colui che la annuncia. Per questo si decentra senza escludersi dal mondo». Così uno dei grandi interpreti del cinema e del teatro italiano, Alessio Boni, parla di Francesco d’Assisi al quale dedica lo spettacolo «Ai margini della luce» presentato in anteprima nazionale ieri 26 aprile al Teatro Verdi di Fiorenzuola, per la stagione diretta da Mino Manni. Lo spettacolo, nato da un’idea di Elena Marazzita per AidaStudioProduzioni, vede Boni in scena con Marcello Prayer, anche lui allievo di Orazio Costa Giovangigli, che è stato uno dei più grandi maestri del teatro italiano.
Il 2026 celebra Francesco d’Assisi e ci invita a riflettere sulla sua eredità spirituale e sulla sua voce poetica, ancora viva e presente nel cuore di chi lo ascolta. Alla fine dei suoi giorni terreni, mentre era gravemente ammalato e segnato dal dolore, Francesco compone il Cantico delle Creature, un inno che ancora oggi è capace di trasformare la realtà visibile in preghiera e lode. Dopo pochi mesi, l’uomo che aveva cantato la bellezza e la fraternità universale accoglie la morte sulla nuda terra, lasciandoci un ultimo testamento, quasi una visione: dobbiamo essere capaci di abbracciare ogni fragilità per poterla trasformare in luce.
L’ esempio e la parola di Francesco continuano a parlarci: in un mondo sospeso tra disincanto e speranza, la sua voce rimane un richiamo potente a riscoprire la realtà come dono e l’altro come fratello.
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